11232017Gio
Last updateMer, 22 Nov 2017 5pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

Il 5 luglio dell'accoglienza. Fermo non è razzista: in 1500 per gridarlo ricordando Emmanuel (foto e video)

emmanuel1
emmanuel3
emmanuel4
emmanuel5
emmanuel2

Il luogo dell’integrazione della natura diventato, per un insulto razzista e poi un pugno, luogo di morte. (VIDEO)

di Raffaele Vitali

FERMO - Un corteo silenzioso, qualche coro da movimenti anni ’70, tante bandiere dei sindacati, dalla Cgil alla Cisl, molti striscioni per promuovere associazioni più che per mandare messaggi. Sono arrivati in 1500 in piazza Dante a Fermo per ricordare, un anno dopo, la morte di Emmanuel, il richiedente asilo nigeriano che scappato dalla guerra e dalla violenza ha perso la vita in uno dei punti più belli di Fermo, a due passi dalla piazza, nella curva del belvedere dove con uno sguardo si uniscono mare e monti.

Il luogo dell’integrazione della natura diventato, per un insulto razzista e poi un pugno, luogo di morte. Un cartello è stato attaccato con due fascette per ricordare Emmanuel e una richiesta si è alzata dal corteo: “Dedichiamo questo piazzale a lui, facciamone il luogo del ricordo e del messaggio forte: no al razzismo”.

In fin dei conti sono tutti arrivati a Fermo, mancava il sindaco in viaggio per Ansbach, per questo motivo e per questo hanno sfilato. Non è il concerto, non è Neri Marcorè, "ricordate che noi siamo stati fortunati a nascere qua, non è un merito e quindi non possiamo fare una colpa a chi cerca di vivere il nostro mondo", l’obiettivo della folla, tanto che durante la serata il numero cala. Il colpo d’occhio resta imponente, come le parole della poesia scritta da Buba, che di Emmanuel era amico: “Le cose sono spezzate, il mondo sta cambiando, come un campo di battaglia. Ho un dubbio, quando la gente parla al bar, in chiesa o in moschea di questi fatti barbarici è ancora indifferente. Come riusciremo a fermarlo? Mi chiedo, dove è finito l’amore?”.

Strappa l’applauso, commuove, anche perché la poesia è più lunga e articolata. “Ho avuto paura dopo quello che è successo a Emmanuel, lo ammetto. E dire che a Fermo mi son trovato bene, non sentivo la diversità. Poi qualcosa è cambiato” aggiunge un altro ragazzo che con Emmanuel ha passato poco più di un mese prima della morte. “Ora sto a Magliano, tutto sembra più bello”.

Ma non è così per tutti: "Sono arrivato nel 2014, dopo due anni ho avuto il permesso di soggiorno, sono uno dei fortunati. Ora lavoro come traduttore ad Ancona, alla commissione che valuta proprio le richieste”. Cammina cammina, il corteo arriva all’arco di piazza. Lì si ferma, si compatta, l’ingresso deve essere perfetto come il coro che si alza: “Contro il razzismo e la violenza, ora e sempre resistenza”.

Finisce tra la musica, tra i comizi dal palco, pezzi di pizza, gelati e birre. Tutto tranquillo, nessun problema e neppure uno striscione contro. Fermo si conferma quello che è: una città non razzista. Da oggi ci crede  e lo ha capito anche il Comitato 5 luglio. 

 

 

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Terremoto, un anno dopo ho i corpi davanti agli occhi

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.