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Casina: tutti contro, tutti a favore. La convinzione dei Calcinariani spazza via fiumi di parole

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Zacheo: "Noi una proposta alternativa l’avevamo fatta: le risorse, concrete e dimostrabili, si andavano a recuperare dall’abbattimento delle spese energetiche del comune, attraverso istallazioni tecnologiche moderne con funzionamento a celle di combustibile (idrogeno) a zero impatto per l’ambiente”.

FERMO - “Non saremo perfetti, ovviamente di errori se ne fanno e se ne faranno, come accade a chi cerca di portare avanti le cose. Ma di certo, tra tre anni, non vorrò lasciare questa città con il rimorso di non aver fatto tutto il possibile per rilanciarla concretamente”. Paolo Calcinaro, 24 ore dopo il Consiglio comunale che ha inserito nel piano delle alienazioni la Casina delle Rose non ha alcun dubbio: è stata la scelta giusta.

Sapeva che avrebbe affrontato un percorso tormentato a livello di critiche e attacchi, ma era ben coperto, vista la compattezza della sua maggioranza. “Lo ammetto, sarebbe bello amministrare così” commentava durante l’ennesima alzata compatta di braccia, il consigliere di Forza Italia Alessandro Bargoni, che ha votato contro con determinazione: "Ci provò già  Di Ruscio e lo stoppammo, ora ritorna come dirigente"..

Contro è andato Pasquale Zacheo, Io scelgo Fermo, per ragioni ben chiare: “In primis per protestare contro il metodo di questa maggioranza che preferisce discutere delle questioni cruciali per la città nelle ore notturne, quando la gente non può sentire. È significativa e dovrebbe far riflettere l’assenza del pubblico alle riunioni consiliari. Altro motivo della protesta ha riguardato la vendita, senza un programma o un progetto, di un immobile di così rilevante valore storico, sociale e culturale, quale è la Casina delle Rose. E lo ha fatto tradendo i programmi elettorali. Noi una proposta alternativa l’avevamo fatta: le risorse, concrete e dimostrabili, si andavano a recuperare dall’abbattimento delle spese energetiche del comune, attraverso istallazioni tecnologiche moderne con funzionamento a celle di combustibile (idrogeno) a zero impatto per l’ambiente”.

Contraria, fin dai banchi del Consiglio, la consigliera Sonia Marrozzini, Articolo 1, mai così lontana dal suo ex partito, il Pd, che ha votato a favore: “Dopo aver smentito il loro programma elettorale, riguardo al destino della Casina, hanno preferito imboccare la via più semplice. Mascherare la propria incoerenza e la propria incapacità di progettare e costruire sui beni comuni, dietro la denuncia di un presunto immobilismo è operazione di pura propaganda e di post verità, tanto che la Giunta Calcinaro ha trovato in dote al suo insediamento: la progettazione ed il finanziamento della risalita lato Est, della Chiesa di San Filippo Neri, del nuovo Montessori, del nuovo asilo nido, dei lavori di recupero del Fonte Vecchia, del nuovo ingresso alle Cisterne, del progetto Pedone al Sicuro, l’avvio della procedura di vendita della quota minoritaria della Solgas, il risanamento di Asite (dalle cui riserve straordinarie di utili proprio Calcinaro ha attinto oltre un milione di euro per chiudere il bilancio di previsione). Il dinamismo di Calcinaro sarà solo quello di coordinare il taglio dei nastri”.

Coerenti o no, i consiglieri di maggioranza non hanno esitato: “Scelta doverosa e coraggiosa” spiegano i tre capigruppo Rocchi, Tramannoni e Iacopini. “Noi speriamo che tale scelta possa dare il via a un circolo virtuoso di investimenti per il centro storico della nostra città. Una scelta ponderata, non certo presa a cuor leggero. Nel Consiglio Comunale di ieri, l’immobile posto al Girfalco è stato inserito nel piano delle alienazioni e non venduto. Seguirà un bando pubblico le cui caratteristiche saranno scritte insieme alle minoranze in un’apposita Commissione. E poi, era un albergo e tale rimarrà. Questo è un punto fondamentale, da sottolineare”. Infine, il possibile incasso: “Gli eventuali proventi della vendita della Casina delle Rose, che dovessero arrivare dal bando, sarebbero investiti sul parco del Girfalco, sulla casetta del custode, sull’illuminazione di tutto il Parco e - a ricaduta - sul centro storico. Un centro che questa amministrazione è stata capace – prima del sisma – di valorizzare sul piano turistico, portandolo a livelli mai raggiunti prima. La nostra è una scelta di buon senso e contro l’immobilismo”. Un immobilismo che anche il Pd ha ritenuto inaccettabile votando a favore dopo aver ‘fallito’ la missione durante gli anni dell’ex sindaco Nella Brambatti. 

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