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Intervista. Calcinaro e il futuro di Fermo: Fermana, tribuna est, lavori al Recchioni, Casina e Campiglione

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E sulla ricostruzione: "Quello che io chiedevo è passato per le chiese più importanti del territorio: laddove tra la messa in sicurezza, ovvero il puntellare per evitare pericoli di crollo, e il ripristino funzionale manca poco, servono poche risorse in più, allora si può procedere subito con il ripristino".

di Raffaele Vitali

FERMO – Un delfino spiaggiato e il sabato mattina si apre all’alba per firmare una ordinanza. Anche questo è fare il sindaco del capoluogo. Ma non è un’alba non prevista a cancellare la bellezza di una settimana che ha fatto di Fermo il cuore dell’informazione non solo locale.

Sindaco Paolo Calcinaro, una settimana santa speciale per la città che guida. Da dove partiamo?

“Chiaramente parto dal lunedì con l’inaugurazione al Pio Sodalizio dei Piceni della mostra delle opere d’arte del Fermano. Un momento emozionante che ci permette di far vivere i nostri capolavori, che non hanno una casa. Piuttosto che andare a Osimo, abbiamo scelto Roma per promuovere il nostro territorio, perché se in mostra abbiamo le opere, fuori abbiamo video e brochure promozionali”.

In attesa di riportarle a casa?

“Proprio ieri sono entrato in Pinacoteca dove procedono i lavori di messa in sicurezza. L’impegno è massimo”.

Seconda tappa della settimana?

“Giovedì, con il pomeriggio che si apre con il pareggio del Matelica e la Fermana che sale in Lega Pro, prosegue con la notizia del Verde Mare che riapre e infine la magia dello stadio. La serata è stata fantastica. Una festa partecipata e molto composta. I giocatori che si sono immedesimati nei tifosi. Mi ringraziavano, vedendo in me la città, ma ero io che dicevo grazie a loro. Mi hanno fatto rivivere i momenti della serie B e della C quando stavo a Bologna a studiare e per tutti Fermo era la Fermana”.

Il sistema canarino ha funzionato?

“Ora stiamo ultimando il recupero della Cops, operazione azzeccatissima che abbina un giusto ricovero per la Fermana, oggi randagia per i campi, al recupero di un bubbone che torna alla città. Per noi era un obiettivo primario recuperarla, a prescindere dalla cittadella canarina o no. Illuminazione fatta, spogliatoi pronti, percorsi vita in mezzo al verde pronti, ci sarà un’area cani e manca solo determinare i due campi, ma i fondi, 60mila euro, sono già stati messi a bilancio”.

Sindaco, il Recchioni di che lavori necessita?

“Ci siamo incontrati con la Prefettura e la Questura pochi giorni fa. Rivedendo l’agibilità dei settori interni potremo riaprire la tribuna laterale est. E potrebbero bastare strutture semovibili di filtraggio, evitando così i tornelli, con un importante risparmio per il Comune. I tornelli sono previsti solo in caso di omologazione sopra i 7500 posti. Noi ridistribuiremo i nostri 7400, togliendo 300 posti alla Curva, da 4mila a 3700, e riducendo il settore ospiti da 1800 a 1400. Ed ecco che la tribuna laterale est è pronta”.

Dal calcio al turismo, quale sarà la programmazione di Fermo?

“Ricordiamo che ad agosto la mostra oggi a Roma sarà a San Filippo Neri. La settimana scorsa abbiamo approvato il progetto di arredo e completamento strutturale, quindi a brevissimo sarà pronta la nuova ala esposizioni”.

Arrivano gli stranieri?

“Per la giornata di Pasqua non ci sono per ora gruppi prenotati, per Pasquetta sì. Un piccolo segnale di ripresa, ma è chiaro che il flusso di persone è calato”.

Come procede la discussione con la Regione dopo il suo sfogo sui tempi non rispettati per la ricostruzione?

“Bisogna lasciare più autonomia ai sindaci. Quello che io chiedevo è passato per le chiese più importanti del territorio: laddove tra la messa in sicurezza, ovvero il puntellare per evitare pericoli di crollo, e il ripristino funzionale manca poco, servono poche risorse in più, allora si può procedere subito con il ripristino. Questo accordo è stato siglato tra Protezione Civile Nazionale e Cei. Allora, se vale per le Chiese, perché non estenderlo a edifici strategici dei comuni? Poi sta a noi scegliere, ma dateci la possibilità di agire. Nel mio caso Palazzo dei Priori è fondamentale, ma c’è la Collegiata di Amandola o edifici simili a Recanati. Purtroppo tra vivere in prima fila e stare in seconda ne passa. Serve riaprire, altrimenti è inutile investire due milioni in propaganda”.

Calcinaro, sarà questo l’anno della Casina delle Rose?

“Certo che la vendiamo. A inizio 2014 sono stati fatti due bandi per la gestione, lasciando anni e progetti molto aperti. Ma nessuno ha risposto. È ovvio che un imprenditore se vuole investire, e di soldi ne servono tanti, quantomeno deve poter agire da proprietario. Per quale motivo dovrei mettere io 2.5 milioni sulla Casina, bloccando lo sviluppo di altre opere? E limitando le necessità di altri quartieri”.

 E poi c’è Campiglione?

“La speranza è che diventi una città nella città. Che però deve essere integrata con il centro, con un disegno urbanistico che possa assecondare il suo sviluppo”.

Non teme l’impoverimento del centro cittadino?

“Chi verrà anche dopo di me, dovrà essere bravo a ragionare su una sinergia. Il centro dovrà essere sempre più cultura e turismo”.

Magari risolvendo la grana Helios.

“Affronteremo anche questa. Noi come Amministrazione ed Enrico Bracalente come imprenditore. Non piace a nessuno u luogo abbandonato e infruttuoso”.

@raffaelevitali

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