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Casina delle Rose, i 5 Stelle affondano: "Il coraggio è dire no agli affari facili"

mirko temeprini

I pentastellati chiedono alla Giunta “di dire no ad affari facili a occasioni imperdibili. L’onestà e il rigore morale di una amministrazione sta proprio nel saper dire di no, sempre e a maggior ragione quando sono in gioco beni strategici”.

FERMO – Perché vendere la Casina delle Rose? Il Movimento 5 Stelle, da sempre contrario, una risposta se la dà. Settant’anni di vita per il bene che il Comune vuole provare a far risorgere, anche a costo di darlo in mano ai privati. “È come pensare di privarsi di Piazza del Popolo o delle Cisterne Romane. Tra l’altro, dopo settanta anni anche la destinazione alberghiera risulta obiettivamente superata”.

I pentastellati chiedono alla Giunta “di dire no ad affari facili a occasioni imperdibili. L’onestà e il rigore morale di una amministrazione sta proprio nel saper dire di no, sempre e a maggior ragione quando sono in gioco beni strategici”.

Tornando alla domanda inziale, i 5 Stelle riempiono di contenuto la risposta: “La mancanza di denaro per ristrutturazione l'immobile sembra una scusa. Si sono trovati soldi per cose più futili come i 40.000 euro per qualche ora di Tirreno Adriatica o 200.000 euro per feste e festeggiamenti in piazza. Certo un piccolo sforzo è richiesto agli assessori e ai dirigenti comunali. Dirigenti e assessori che tuttavia sono pagati per questo.

È difficile intravedere un qualche interesse pubblico alla alienazione, in quanto non si comprende quale sia l’interesse di tutti i cittadini fermani nel privarsi di un bene come la Casina delle Rose. Non certo quello di andare a dormire in un albergo in città. Meglio sarebbe cambiare destinazione a questo spazio pubblico per renderlo polivalente (esposizione di opere artistiche, convegni, corsi, ) e nel contempo mantenere la proprietà e la gestione, renderebbero ogni cittadino fermano un po’ più ricco” concludono Marco Mochi, Mirko Temperini e Stefano Fortuna.

@raffaelevitali 

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