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Miracolo del piano casa bocciato a Fermo: compattata l'opposizione. Rossi e 5 Stelle: "Solo cemento"

calcinaro consiglio parla

Inutile parlare di sviluppo sostenibile se poi si punta sul piano casa: “Interviene in maniera indifferenziata densificando un tessuto urbanistico già al collasso soprattutto nelle zone costiere.

FERMO – Il primo vero scontro in Consiglio comunale è andato in scena e come da regola prosegue anche dopo 48 ore. A parlare sono il Movimento 5 Stelle e la Fermo Migliore di Massimo Rossi. Due dei gruppi più convinti nel lasciare l’aula, seguiti poi dal Pd, e così far saltare il numero legale e far cadere nel vuoto l’ipotesi di un piano casa per la zona costiera di Fermo.

I 5 Stelle accusano la maggioranza di pattinare in piazza e intanto presentare varianti: “Il consiglio comunale del 14 gennaio 2016 ci ha lasciati spiazzati e basiti per i suoi contenuti così vicini al modus operandi delle precedenti amministrazioni, cioè fare cassa con l’edilizia facile e ad personam.  Durante la discussione dei primi 2 punti più volte dagli assessori e dal Sindaco stesso abbiamo udito che si trattava di piccoli interventi riparatori dei danni fatti nel passato dalle precedenti amministrazioni, più volte ci è stato detto che saranno in realtà pochi quelli che ne usufruiranno, per poi arrivare a dire che, in realtà, non sono i cittadini ad averne necessità ma gli imprenditori...però pochi. Se questi provvedimenti non hanno interesse generale e quindi non sono rivolti alla cittadinanza tutta, che bisogno c'è di avallarli?”. Attaccano i pentastelalti i colleghi consiglieri, ma di maggioranza: “Non hanno detto una sola parola. La modalità di comunicazione è ormai sempre la stessa: documenti disponibili il più tardi possibile, discussione zero, nessuna risposta alle domande in commissione”. Da qui il voto negativo ai primi due punti e la scelta dell’uscita dall’aula sul terzo, visti i numeri mancanti alla maggioranza: “Un particolare è stato omesso nel comunicato stampa della maggioranza: il terzo provvedimento (il piano casa) riguarderebbe, per la parte nord, tutte aree già oggetto di lottizzazione, e che, quindi, hanno esaurito ulteriori capacità edificatorie. In quelle aree già ora mancano parcheggi, negozi, aree verdi e piazze. Andare a gravare con ulteriori cubature”.

Non cambia la linea ascoltando Massimo Rossi: “Di fronte ad una maggioranza, animata da granitiche ma discutibili certezze, ed avviata a spazzar via frettolosamente con i propri voti ogni reale confronto su temi delicatissimi, uscire dall’aula era l’unico modo per offrire alla città, alle sue realtà associative sensibili al bene comune, l’opportunità di avere il tempo per “discutere e confrontarsi” sui principi e le strategie comuni che devono consentire il rilancio di Fermo, del suo patrimonio ambientale, storico, paesaggistico, della sua vivibilità”.

Inutile parlare di sviluppo sostenibile se poi si punta sul piano casa: “Interviene in maniera indifferenziata densificando un tessuto urbanistico già al collasso soprattutto nelle zone costiere.  Quando poi, si parla di comportamento discriminatorio tra i quartieri del nostro territorio si tende a dimenticare come l’esclusione dagli incrementi volumetrici di alcune di esse sia da collegarsi al fatto che non tutte le zone sono uguali e la vocazionalità turistica delle aree disposte lungo la costa non può essere equiparata alle aree produttive o ai quartieri periferici a destinazione residenziale prevalente”.

La Fermo Migliore chiede di rivedere il piano regolatore e non di ragionare, come in passato, su zone B e affini da ampliare: “Siamo delusi oltre che per i contenuti delle proposte, anche per i toni insultanti del comunicato stampa della maggioranza. Riteniamo infatti di aver dato prova a loro ed alla città che i nostri gruppi non perseguono certamente intenti faziosi e non praticano un’opposizione pregiudiziale ma stanno promuovendo tra i cittadini un nuovo modo di fare politica, basato sulla partecipazione, sul dialogo con le istituzioni, nell’intento di raggiungere obiettivi che soddisfino le aspettative dei singoli perseguendo però, in primis, il bene comune.  E’ evidente che quando, a nostro parere, ciò non accade e si tenta di imporre a colpi di maggioranza scelte che ipotecano lo sviluppo futuro della città non possiamo che dissentire ed agire con coerenza”.

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