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L'intervista. Nicolai, Pd, a ruota libera: fusioni, progetti, Provincia, risorse e NeroGiardini

nicolaiprimopiano

Il segretario provinciale: “Vedo una programmazione ragionata. Penso a NeroGiardini e al suo investimento progettando un futuro in un’area sempre in discussione. Ma se si è arrivati a questo c’è anche la visione precedente della politica, guidata dal Pd".

di Raffaele Vitali

FERMO - Il segretario provinciale Paolo Nicolai è soddisfatto il giorno dopo l’insediamento del nuovo consiglio della Provincia di Fermo: “La presidente della Provincia ha fatto un grande intervento dettando linee chiare e importanti”.

Anche politiche?

“Senza dubbio, ha toccato più punti. Si è presa una grande responsabilità accettando la presidenza e l’inizio ci fa ben sperare. Nelle sue linee politiche ha fatto capire l’importanza di una politica di prospettiva, che coinvolge anche i rappresentati degli enti superiori”.

Cosa intende per politica di prospettiva?

“Ora tutti parlano di fusione dei Comuni, ma non è questa la priorità. Auspico le fusioni, tanto che organizzammo una iniziativa a Moresco tempo fa per sollecitare il dialogo. Poi, se dobbiamo ragionare per fini elettoralistici possiamo dire tutto. Ma dobbiamo essere seri”.

Ovvero?

“Dialogo, gradualità e pragmaticità. Se non si parte dai servizi è difficile anche solo creare una cultura condivisa. Inutile parlare di fusione in questo momento, la gradualità porta alla fusione amministrativa. Non bastano le conferenze stampa, bisogna sedersi a tavolino e programmare insieme”.

Tante le reazioni, quasi tutte contrarie.

“Quando nascono comitati non si raggiunge mai una soluzione condivisa. Per questo parlo di passaggi graduali. Diverso il ragionamento per le piccole amministrazioni, che da un punto di vista amministrativo possono ragionare con maggior facilità a un percorso di unione”.

In prospettiva cosa vede per il Fermano?

“Vedo una programmazione ragionata. Penso a NeroGiardini e al suo investimento progettando un futuro in un’area sempre in discussione. Ma se si è arrivati a questo c’è anche la visione precedente della politica, guidata dal Pd che prima ha detto No in Provincia e poi con la Regione ha investito nel nuovo ospedale. Questo significa avere politiche di prospettiva”.

La presidente Canigola ha parlato di necessità di risorse. Come segretario è pronto a spingere sulla Regione per ridare le risorse dovute a Fermo?

“Il referendum bocciato ha cambiato le carte in tavola. In una riforma che mi piaceva, tolto proprio il punto sulla Provincia, si prevedeva un percorso. Ora c’è un 60% che dice che il ruolo dell’Ente va rivisto. Tutta la riforma è stata bocciata, quindi il dibattito va riaperto e trovato un percorso chiaro. Le competenze non cambieranno, ma dobbiamo ragionare sull’elezione diretta e, come ha detto la Canigola, ragionare sulle risorse che devono essere rafforzate”.

Il consigliere Palmucci ha parlato di una partita di calcetto amichevole in Consiglio. Lo vede collaborativo?

“Lo spero. Sono dieci persone consapevoli e serie. Sono convinto che ogni consigliere darà una mano. Amichevole o no, resta la partita. Ma il clima in cui si gioca deve essere sereno”.

La Canigola ha chiuso citando De Gasperi, si aspettava un Togliatti?

“De Gasperi è uno statista di livello indiscutibile. Ha preso una citazione molto moderna, che guarda avanti e non al ragionamento per paradigmi assodati. Non è certo un mettere da parte gli ideali, ma lavorare per il bene comune”.

@raffaelevitali

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