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Provincia, la Canigola cita De Gasperi e promette: "Insieme cresceremo e ricostruiremo il Fermano"

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A loro e al territorio parla la presidente Moira Canigola dopo aver giurato alle 16.02 alla Repubblica. Un lungo discorso, con punti importanti, che segneranno il futuro di questo Ente. “Leggo, ma è solo per l’emozione di questa prima volta” esordisce rivolgendosi in primis ai consiglieri.

di Raffaele Vitali

FERMO – Alle 1550 si insedia ufficialmente il Consiglio Provinciale di Fermo con l’appello e la successiva convalida degli eletti, a cominciare dalla presidente Canigola con i suoi 62861 voti e l’81% dei voti: Pompozzi 7073, Terrenzi 6567, Perugini 6163, Marinangeli 5333, Malvatani 5274; Borraccini 7040, Falzolgher 6850, Palmucci 5872, Petrini 5297, Famiglini 5258.

Non manca nessuno in sala, a parte i due onorevoli del Pd Petrini e Verducci. Il primo ad arrivare è stato Remigio Ceroni, il senatore alle 15 era già dentro la Provincia, “un ente che andrà rivisto. Anche se credo che la vera riforma sia togliere il potere legislativo alle regioni” commenta. A seguire è arrivato ‘IL’ presidente della Provincia, l’unico eletto dal popolo, Fabrizio Cesetti, oggi assessore regionale. Poi, puntuale, il prefetto Mara Di Lullo che fa così sentire la vicinanza dello Stato a un Ente caduto in disgrazia ma ancora con importanti funzioni. Tanti i sindaci presenti a cui si sono aggiunti i consiglieri regionali Francesco Giacinti, Jessica Marcozzi e Marzia Malaigia.

A loro e al territorio parla la presidente Moira Canigola dopo aver giurato alle 16.02 alla Repubblica. Un lungo discorso, con punti importanti, che segneranno il futuro di questo Ente. “Leggo, ma è solo per l’emozione di questa prima volta” esordisce rivolgendosi in primis ai consiglieri.

“La Provincia dovrà ritrovare un proprio ruolo nell’assetto costituzionale: funzioni, risorse e valore. Difficile pensare di riaprire la fase appena conclusa di riassegnazione di uomini e compiti, non possono restare gli stessi i concetti di risorse di valore. È questa la sfida che abbiamo davanti”.

Sono le prima parole del messaggio che affida a tutti gli invitati, che poi ringrazia dal Prefetto ai parlamentari passando per la i rappresentanti in Regione: “Proprio la regione siamo certi saprà rappresentare le esigenze del territorio ad Ancona”. Obbligatorio il grazie a Cesetti, l’uomo che ha avviato l’istituzione, ma anche a Perugini “che ah dovuto gestire il complesso processo di riforma”.

Cita l’avversaria, la sindaca Paoloni, “che stimo, ma vado oltre il suo slogan ‘rappresento io i piccoli Comuni’ perché è proprio con loro che lavorerò, perché la mia Provincia sarà la casa dei Comuni”. Si è candidata, “ma non a cuor leggero”. Rifugge la definizione di ‘poltronificio’ troppo spesso usata per la Provincia: “Chi è qui lo fa per spirito istituzionale: chi si siede in questo consiglio non riceve né stipendi, né contributi. Chi è qui è per dare una disponibilità massima alle istituzioni democratiche del Paese”.

Nessun programma politico, al momento, ma ha delle basi solide: “Sindaci, vi chiedo di sentirvi parte attiva. La mia idea di territorio rappresenta l’immagine di una rete, che è fatta di apri dignità. Il nostro è sul territorio complesso, non servono fughe i avanti di qualcuno senza portare avanti gli altri”.

Cita poi le partite chiave: “Ambiente, penso all’Ata, la scuola, rete e strutture, il territorio, programmazione, la viabilità, sicurezza, ma anche le pari opportunità, lo sportello Europa e una protezione civile da recuperare e potenziare”. Ma la vera priorità è la ricostruzione post terremoto: “Non abbiamo ruoli diretti, ma saremo presenti. Dobbiamo ribaltare la difficoltà in potenzialità. Dobbiamo diventare esempio di sviluppo di una nuova economia, come ha detto Errani”.

Continuità dal passato, ma serve una buona organizzazione del lavoro: “La continua emorragia di personale, unita all’impossibilità di assumere mina la riuscita di ogni operazione. Per questo chiederò sfori a ogni dipendente. Solo insieme possiamo sviluppare le nostre potenzialità”. Chiede risorse umane e finanziarie: “Vogliamo svolgere le funzioni a livello dignitoso”. Si appella ai rappresentati politici nazionali: “Questo Ente ha necessità di avere organi politici eletti dai cittadini”.

E infine la chiusura citando Alcide De Gasperi: “Si parla di chi va sinistra o a destra, ma è decisivo andare avanti e andare avanti vuol dire andare verso la giustizia sociale e sono certa che insieme qualcosa riusciremo a fare”.

Un intervento che ha incassato l’applauso di tutta la sala. Il primo a commentare è Giovanni Palmucci: “Gli obiettivi sono molti e complessi. Qui dentro dobbiamo giocare come in una partita di calcio a 5, ma in clima amichevole” un riferimento al fatto che le due liste hanno chiuso con 5 consiglieri a testa. “Io, a nome di tutti, Presidente la ringrazio. Perché più di altri – spiega Aronne Perugini – so che impegno si è assunta. E lo ha fatto avendo già il compito gravoso di sindaco. Questo ente, voto ai cittadini o no, deve riavere risorse. I tagli miliardari che ogni anno colpiscono le Province devono finire”.

@raffaelevitali 

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