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Provincia, si insedia il Consiglio, salvo ricorsi, in attesa che la Canigola assegni le deleghe

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Ha vinto con un punto preciso la Canigola la sua corsa elettorale: “Aprire una stagione nuova di collaborazione con i Comuni”. Che giocano un ruolo chiave con l’Assemblea dei Sindaci, vero organo operativo di una provincia che ha sempre meno risorse.

FERMO – Tutto pronto per l’insediamento del primo consiglio provinciale targato Moira Canigola. Lunedì 9 alle 15.30, dopo il voto del 18 dicembre, si siederanno sugli scranni i consiglieri Pompozzi Stefano, Terrenzi Alessio, Perugini Aronne, Marinangeli Adolfo, Malvatani Pierluigi, Borraccini Gionata, Falzolgher Cristian, Palmucci Giovanni, Petrini Alan, Famiglini Giorgio. Maggioranza e opposizione? O semplicemente una divisione da liste differenti che però verrà superata dalla voglia di collaborare con la Canigola? Una risposta arriverà quando la presidente deciderà le deleghe da assegnare. Sono cinque le principali, oltre alla casella di vicepresidente, che la Canigola può assegnare. Tra la minoranza in pole ci sarebbe Borraccini.

Il 9 gennaio, intanto, all’ordine del giorno ci sono la convalida degli eletti, il giuramento del Presidente e a seguire il primo discorso della neo eletta sullo stato dell’Ente. Che dopo il ‘No’ al referendum resta in vita anche dal punto di vita costituzionale. “La vigente disciplina attribuisce alla Provincia un ruolo significativo in questioni rilevanti per lo sviluppo del territorio provinciale, come l’ambiente, il trasporto pubblico locale, la gestione dell’edilizia scolastica e la programmazione della rete scolastica, la pianificazione territoriale provinciale di coordinamento, la viabilità provinciale, la stazione unica appaltante, le pari opportunità che dovranno essere gestite in un rapporto di stretta sinergia con i Comuni” sottolinea la presidente.

Ha vinto con un punto preciso la Canigola la sua corsa elettorale: “Aprire una stagione nuova di collaborazione con i Comuni”. Che giocano un ruolo chiave con l’Assemblea dei Sindaci, vero organo operativo di una provincia che ha sempre meno risorse. Per il primo Consiglio la presidente ha invitato i Parlamentari fermani, il Prefetto, i sindaci e i consiglieri regionali del territorio. Ripartirà così l'attività politica, sempre che un ricorso non finisca per cambiare l'assetto del Consiglio: sono al vaglio degli esperti un paio di schede elettorali, una legata ad Adolfo Marinangeli l'altra a Simone Malavolta, ma ancora non è stata presa la decisione di ricorrere al tar per vedere assegnati 500 preziosissimi voti che farebbero entrare in Consigio Luciano Evandri escludendo l'elpidiense Giorgio Famiglini.

r.vit.

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