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Il caso. Fermo attende Errani, "mai arrivato", ed è fuori dal cratere: "Giusto così, ma non dobbiamo essere i soli"

calcinaro ingrid luciani

La speranza era di avere misure più agibili, ma così non è stato. “Insomma, le procedure sono peggiorate” concludono Calcinaro, che è senza gabinetto visto che un’ala del palazzo dei Priori è inagibile, e Ingrid Luciani, l’assessore tecnico.

FERMO – Fermo e il cratere, che ne pensa il sindaco? “Non ho comunicazioni ufficiali, ma sarò chiaro: Fermo non deve essere cratere perché lo deve essere chi ha visto case crollate e imprese bloccate e il blocco delle funzioni essenziali della città”. Parole importanti quelle del sindaco Paolo Calcinaro. “Questa città non deve vivere il terremoto come se fosse nel cratere. Ma questa regola deve valere per tutti. Anche se sono sicuro che non sarà così. Ma se vedremo situazioni analoghe a quelle di Fermo (Ascoli è nel cratere, ndr) che per logiche non reali vengono inserite nel cratere, lo denunceremo e faremo di tutto per far rispettare le regole”.

Di fronte a quel che sarà, c’è il presente fatto di 830 segnalazioni: “Siamo l’unico capoluogo che non ha visto la visita, un dialogo con il commissario Vasco Errani. Questo è un difetto d’istruttoria che non può essere il presupposto per una esclusione senza criterio”. Non sta a Calcinaro invitarlo Errani, sta al commissario capire la necessità di una visita. “Una colpa ce l’abbiamo, siamo stati troppo concentrati a risolvere i problemi dei cittadini, fina dalle prime ore. Ma il lavoro non può essere una colpa”.

“Analizzando il secondo decreto, Fermo ha dei livelli di danno per cui non ha senso la presenza nel cratere. Ma proprio per questo, il decreto avrebbe dovuto fare una distinzione tra ricostruzione pesante e ricostruzione leggera. Cosa che non c’è. Da noi per lavori che nella larghissima maggioranza dei casi avranno un taglio contenuto si dovrà aspettare tutta la procedura delle schede Aedes, Agibilità e danno emergenza sismica. E questo significa che non saremo i primi a ricevere gli agibilitatori, che andranno nelle zone colpite” precisa l’assessore Ingrid Luciani . La speranza era di avere misure più agibili, ma così non è stato. “Insomma, le procedure sono peggiorate” concludono Calcinaro, che è senza gabinetto visto che un’ala del palazzo dei Priori è inagibile,  Ingrid Luciani, l’assessore tecnico, e Francesco Lusek, risk manager.

“I tecnici abilitati in quattro ore per adesso sono solo a supporto dell’attività di emissione di ordinanze di sgombero. Una procedura fast per ora utile a metà, ma è previsto un incontro a breve che speriamo ci dia buone nuove e li renda agibilitatori a tutto tondo e non solo capaci di identificare l’immobile, la sua consistenza e l’inagibilità pre ordinanza. Mentre l’Aedes all’interno ha un censimento competo dei danni. È quindi logico che serva l’Aedes per proseguire, quindi speriamo che il corso di quattro ore porti alla completezza di azione dei tecnici che il territorio mette a disposizione”. Servono, considerando che ci sono 800mila schede Aedes richieste: “Di abilitati – conclude l’assessore Luciani - siamo poco più di 300 nelle Marche. Impossibile che uno lasci il proprio lavoro per mesi”.

Raffaele Vitali

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