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L'urlo del Centro Studi Carducci: "Di Battista lasci la Camera di Commercio, Ancona e Ascoli ci stanno schiacciando"

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Unioncamere, infatti, ha scelto i nuovi componenti del direttivo, partendo dal nuovo presidente al posto di Graziano Di Battista. “Si parte da Giorgio Cataldi, Ancona, che ha come vice Alberto Drudi, Pesaro. L’internazionalizzazione è andata a Macerata e Ascoli. E Fermo? Non esiste”.

di Raffaele Vitali

FERMO – “Siamo preoccupati”. Il Centro Studi Carducci, da tempo voce del territorio, teme la deriva che sta prendendo la situazione della Camera di Commercio di Fermo. “Noi temevamo che tra un accorpamento e l’altro saremmo finiti qui, alla morte di Fermo” esordisce Tascini.

Si parte dal presidente, “ma è giusto chiamarlo così?”, Di Battista che è in difficoltà e nell’ombra. “Questo crea problemi perché le aziende hanno bisogno della Camera di Commercio. E ne hanno bisogno anche dal punto di vista politico. Serve la voce dell’Ente per le 21mila aziende iscritte”. Ora invece, tutto tace. E così a livello regionale le altre territoriali ne approfittano.

Unioncamere, infatti, ha scelto i nuovi componenti del direttivo, partendo dal nuovo presidente al posto di Graziano Di Battista. “Si parte da Giorgio Cataldi, Ancona, che ha come vice Alberto Drudi, Pesaro. L’internazionalizzazione è andata a Macerata e Ascoli. E Fermo? Non esiste”.

Si torna indietro di decenni, a prima della nascita della Provincia. “Fermo è scomoda e per emergere ha bisogno id gente tosta che sappia imporsi”. Essere fuori da Unioncamere significa essere fuori dal tavolo decisionale per le fiere, “che sono fondamentali per le nostre imprese” e per il percorso di fusione, “che porterà Ancona, sede e direttore, e Ascoli, presidenza, al potere schiacciando Fermo”.

Senza guida politica ed economica resterebbe il territorio seconda Guido Tascini. “Va risolto il nodo presidenza di Fermo. Chi ha il potere si faccia carico di questa situazione e spinga per dare equilibri” ribadisce Tascini. “A parte il movimentismo cittadino creato da Calcinaro, Fermo sta toccando il fondo. La Camera di Commercio, che ha risorse, è bloccata perché un presidente che si è dimesso è stato salvato dalla Giunta e dal consiglio che hanno respinto le dimissioni. Sta ridendo il mondo” tuona Ubaldo Renzi.

“Non contiamo più e il fatto che in un attimo a livello regionale le altre territoriali si siano accordate tagliando fuori Fermo è un segno che non possiamo trascurare. Fermo, primo distretto per export, è stato accerchiato da macerata e Ascoli. Colpa di chi? Di un Ente che non ha guida”.

Il Centro Studi Carducci dà sempre è per la soppressione delle Camere di Commercio, “ma non a discapito di Fermo. Non può essere che tutte sopravvivono e i piccoli chiudono. Quindi, si faccia la battaglia anche sul luogo di dove verrà messa l’unica Camera di Commercio. Invece, in questo momento facciamo solo ridere. Ma la Giunta, che è composta dal gotha economico di Fermo, che fa? Nulla”.

L’appello finale è per Di Battista: “Siamo certi che risolverà i problemi, ma lasci libera la Camera di Commercio che altrimenti è ingessata e non riesce a guidare il cambiamento, a cominciare da quello necessario all’interno del distretto calzaturiero e tecnologico che non dialogano tra di loro” concludano Renzi e Tascini.

@raffaelevitali 

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