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Il progetto della Steat per l'ex stazione: recupero fedele degli spazi per il centro uffici. 'La città dovrebbe dirci grazie, non criticare'

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Il sindaco Calcinaro aggiunge: Il Comune verrebbe sgravato di un indebitamento molto alto e pone un obiettivo reale, con la fantasia si va troppo avanti, recuperando uno scheletro inutilizzato.

FERMO – Il futuro dell’area dell’ex stazione Santa Lucia ha acceso una polemica politica, più che progettuale. Il punto è questo: le opposizioni al sindaco Paolo Calcinaro e alcune associazioni ambientaliste vorrebbero che fosse il Comune a comperare l’area dal Demanio e poter così essere artefice del suo futuro. Collocata in mezzo a strade ad alta percorrenza, tra due poli scolastici, l’area per la minoranza dovrebbe diventare un centro servizi per studenti. Ma il sindaco Paolo Calcinaro ha tutt’altra idea. Tanto che a esercitare l’opzione, prevista anche per il Comune in realtà, sarà la Steat, l’azienda di trasporto pubblico locale guidata dal presidente Fabiano Alessandrini.

Presidente amareggiato per le critiche arrivate in questi giorni all’ipotesi di far diventare quell’area il polo logistico e amministrativo del trasporto pubblico. “Vedete, per Fermo il problema quando c’è il mercato è un autobus che gira e non centinaia di auto che passano in mezzo per arrivare non si sa a fare cosa fino al Duomo. E così oggi diventa insicura l’autostazione, dove la Steat sta da cento anni, mentre gli altri hanno costruito intorno”. Questa l’immagine per far capire la carenza di cultura a livello di Tpl in provincia. “Noi abbiamo un parco autobus circolante di 100 mezzi, il 70% su Fermo. La gran parte sono urbani per il centro e Porto San Giorgio. Il 90% sono metanizzati o euro 6 e 5. Questo l’impatto ambientale che ci preoccupa? Le migliaia di auto che passano sulla variante, non sono un problema. E poi le cisterne, ma la politica lo sa che hanno regole ben precise. Se poi il problema siamo noi e non un impianto di carburante al fianco delle scuole, alzo le mani”.

La Steat ha il diritto di prelazione e lo eserciterà. “E forse dovrebbero dirci grazie, magari un privato farebbe altro. Noi siamo a capitale pubblico, poi con la parte pubblica ci si accorda sempre. Noi vogliamo recuperare in maniera fedele la vecchia stazione e il chiosco, potendo così spostare gli uffici. Il resto lo miglioriamo solo. Poi chiaro chela politica fa le sue valutazioni sullo sviluppo dell’area. Quello che posso dire è che compatibilmente con l’investimento non ci sarà mai una contrapposizione tra azienda pubblica e pubblico”.

Su questo punto aggiunge un conetto il sindaco Paolo Calcinaro, che si prepara anche a rispondere in Consiglio alle sollecitazioni dei consiglieri comunali di minoranza che hanno chiesto un consesso aperto: “Il dialogo sull’area c’è da tempo, sul come poter nel limite dell’azienda interagire con la città. Il Comune verrebbe sgravato di un indebitamento molto alto e pone un obiettivo reale, con la fantasia si va troppo avanti, recuperando uno scheletro inutilizzato”.

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