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Il Guerriero entra in reparto. Livini: porta qualità e innovazione. Primo compito è far restare i pazienti al Murri

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Comipto del neo primario è quello di portare in alto la bandiera del Murri dopo 14 anni di Corradini e uno di Bernetti. “La nostra è una sanità di provincia, ma di qualità e con seri professionisti”.

‘The man is in’: è arrivato il primario della Chirurgia di Fermo. “Benvenuto Silvio Guerriero” col sorriso sottolinea Licio Livini, direttore Asur 4. “Ha firmato. C’era molta attenzione per questa nomina, anche in ambienti non sanitari (numerosi gli interventi politici sull’esito del concorso che ha visto l’esclusione del fermano Catalini, ndr)” ribadisce Livini. “Manca solo che il dottore prenda servizio. Servivano tre mesi di tempo per liberarsi da Belluno, per cui il primo agosto sarà in servizio al Murri”.

Livini parla di ottimo professionista e di scelta migliore. “Una nomina avvenuta nella correttezza, trasparenza e legalità. Le strumentalizzazioni volute e create ad arte per noi – è il messaggio a chi l’ha contestato – non meritano altra attenzione se non il fatto che a certe sollecitazioni risponderemo con atti formali. Per il resto, parlino pure” prosegue il direttore che è stato “emotivamente segnato dalla vicenda”.

Comipto del neo primario è quello di portare in alto la bandiera del Murri dopo 14 anni di Corradini e uno di Benetti. “La nostra è una sanità di provincia, ma di qualità e con seri professionisti”. Trenta posti letto nel reparto, ma c’è bisogno di rispondere in maniera “sempre più professionale alle esigenze. Cercavamo un chirurgo che si occupasse dell’apparato gastroenterico, di patologie oncologiche, ma con competenze pancreatico e senologico”.

Guerriero ha la voce calda, ma è anche emozionato: “Sono nato chirurgicamente a Napoli, ma poi mi sono subito mosso, direzione Parigi. Da lì Belluno, con una realtà molto propositiva, molto innovativa che mi ha dato ampio spazio. Per dieci anni l’incarico di alta specialità colon rettale epatobliare. Questo mi ha permesso di frequentare i centri di riferimento, come quello laparoscopico di Milano”.

“Il mio approccio è legato al ‘meno invasivo’. Ho già conosciuto l’equipe del Murri, giovane e motivata, desiderosa di crescere insieme. Il reparto necessita di un gruppo motivato e coeso. Quindi cercherò di implementare la chirurgia laparoscopica e di attivare percorsi diagnostici di studio del paziente. Si va sempre più sulle terapie su misura, per cui serve un incrocio con ogni specialità, dall’oncologo al radiologo fino al gastroenterologo”.

Dovendo creare un posto sempre più legato alla gastroenterologia, chiaro che le qualità principali dovessero riguardare questo settore. Il dottore lavora a Belluno. Laurea con lode a Napoli, poi corsi in giro per l’Italia e il mondo, tra Milano, Barcellona, Parigi e Verona con master nel settore pancreatico. Specializzazione nel fegato presso il San Raffaele, ma anche master in laparoscopia. A Belluno si occupava di chirurgia colon rettale, di cui è anche docente. “Trova un gruppo di chirurghi che sanno andare oltre l’individualismo. Aspettiamo il primo agosto”.

Dodici chirurghi, ne serviranno un altro paio, 40 infermieri sotto la caposala Santarelli. “Facciamo tutti gli interventi. In questo anno dai tumori del colon e dello stomaco, delle colecisti ad altri, abbiamo rispettato parametri, restando sopra le asticelle. Possiamo migliorare nella chirurgia laparoscopica del colon, ora con Guerriero ci aspettiamo un incremento, parliamo del golden standard. La squadra di chirurghi è buona. Lavorare sui percorsi unitari con gli altri reparti è fondamentale. il paziente deve sentirsi preso in carico da una struttura in cui tutti i medici girano attorno a lui. noi siamo pronti” aggiunge Bernetti a nome del reparto.

La dottoressa Fiorenza Padovani, direttrice sanitaria, punta sull’equipe: “Noi gli diamo un gruppo affiatato, a lui il compito di costruirsi il suo futuro partendo dalle professionalità presenti che in questo anno ha garantito un ottimo livello”. Il bacino del Murri è di 170mila abitanti, abbiamo un peso diverso, ma ugualmente importante. Aggiunge il direttore Vesprini: “La parte chirurgica è un pilastro fondamentale nella sicurezza. La chirurgia va verso un approccio meno invasivo, avere un esperto è fondamentale. competenza tecnica e capacitò di relazioni umane questo chiediamo a Guerriero. Con lui cresce il percorso di presa in carico, con il paziente che avrà di fronte a sé una strada pianificata. L’Asur 4 è pilota, ora il percorso è al vaglio dell’Asur Marche. Sicuramente la massima collaborazione”.

Il dottor Dallari, direttore del dipartimento chirurgico, è in sala operatoria, ma ha mandato un messaggio, mentre in sala c'erano i primari di Oncologia e Radiologia: “Il valore professionale mi è stato confermato dal direttore otorino a Belluno. Al Murri i primari godono di ottimi rapporti e l’atmosfera all’interno del dipartimento chirurgico è cresciuta grazie a stima reciproca”. Per Guerriero numerose sfide, Livini da lui vuole una cosa, in primis: “Noi vogliamo invertire la mobilità passiva che come Fermano registriamo. Il 40% dei nostri ricoveri vanno fuori dal Murri. Noi cerchiamo di non far muovere le persone e farle rimanere sul posto. Per questo investiremo in macchinari (anche conl'aiuto di privati, come Stefano Castori, e imprenditori, ndr), in robotica per dare un futuro al Murri sempre più di qualità”.

Inizierà il primo agosto, a prescindere da quello che avviene fuori, dai ricorsi e dalle polemiche: “Non ho pensato alla tensione intorno. Non mi sono fatto coinvolgere, ho pensato solo a lavorare” ha concluso il neo primario di Chirurgia.

Raffaele Vitali

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