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Bandiera Blu: il sorriso di Fermo, la preoccupazione dei Villaggi, i criteri non rispettati e il porto felice

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Conta eccome la bandiera e la riprova arriva da Villaggi Marche, guidata dai portavoce Montevidoni e Gatti: “Il vessillo, assegnato sulla base di 33 criteri internazionali che comprendono vari aspetti".

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO – Conta la bandiera blu? Di certo qualche milione di lettori di Repubblica da oggi sa che Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio non ce l’hanno più, visto che l’articolo di consegna, avvenuta oggi, si apre con chi l’ha persa. Speriamo che il colpo da ko diventi motivo di rivalsa e non solo di acredine, come accaduto in questi giorni con il sindaco di Porto San Giorgio impegnato in una crociata contro gli scarichi di Fermo, quando bisognerebbe concentrare ogni energia verso la Regione Marche, vera responsabile delle condotte. Tra l’altro, paradosso dei paradossi, la bandiera blu continuerà a sventolare sul porto di Porto San Giorgio. una struttura che ha poca acqua e tanta sabbia al suo interno ma che è un piccolo gioiellino, anche per la qualità dell’acqua al suo interno. Chissà cosa potrebbe diventare se solo si decidesse di sbloccare il piano del porto, fermo da anni, che con la sua lentezza ha anche affossato, ma non affondato, i gestori.

Tornando alle bandiere, sono 183 le località rivierasche, otto in più grazie ai 12 nuovi ingressi a fronte di quattro uscite, tra cui le due fermane. Tra le 183 c’è Fermo che oggi ha ritirato la bandiera con l’assessore all’Ambiente Ciarrocchi e il consigliere comunale Pascali. Volti sorridenti per chi continua a investire sul litorale, nonostante le accuse di pensare solo alla piazza.

Conta eccome la bandiera e la riprova arriva da Villaggi Marche, guidata dai portavoce Montevidoni e Gatti: “Il vessillo, assegnato sulla base di 33 criteri internazionali che comprendono vari aspetti, dalla qualità delle acque alle attività di educazione ambientale, è riconosciuto generalmente come un indicatore di qualità della destinazione e, dai turisti, come uno dei criteri per decidere il luogo della propria vacanza. Esprimiamo, pertanto, viva preoccupazione per la situazione che si sta profilando e, considerando  che alcuni di Voi sarebbero stati costretti ad emettere le ordinanze di divieto della balneazione in  zone ampie del nostro litorale, vi invitiamo a compiere tutte le azioni in vostro potere per  mantenere gli standard entro i limiti previsti dai criteri suddetti e, soprattutto, per valorizzare tutti  insieme la destinazione in cui le nostre 13 strutture ricettive accolgono ogni anno quasi un milione  di presenze turistiche”.

Agire, subito e insieme è quello che chiedono i gestori dei Villaggi: “Siamo tutti dalla stessa parte per compiere ogni sforzo possibile per garantire ai nostri concittadini, ed ai turisti che decidono di trascorrere da noi le proprie vacanze estive, le migliori condizioni ambientali possibili”.

Tornando alla valutazione (Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio potrebbero rendere nota la relazione della Fee, ndr), per capire come funziona, ecco chi fa parte della commissione che poi la Fee rappresenta: “Il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, il Coordinamento Assessorati Regionali al Turismo, il Comando Generale delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, l'ISPRA, il Laboratorio di Oceanologia ed Ecologia Marina dell’Università della Tuscia, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici e l'Anci, oltre a organismi privati quali i sindacati balneari (SIB-Confcommercio - FIBA-Confesercenti), la FIN - sez. Salvamento” spiegano gli organizzatori. L'iter procedurale, certificato secondo la norma UNI-EN ISO 9001:2015, ha guidato la valutazione delle candidature permettendo alla Giuria nazionale, dopo l'approvazione della Giuria internazionale, il raggiungimento del risultato finale. I Comuni hanno potuto presentare direttamente tali risultati, in quanto oramai c’è piena corrispondenza tra quanto richiesto dalla FEE e quanto effettuato dalle ARPA, in termini di numero di campionamenti e di indicatori microbiologici misurati. I 32 criteri del Programma vengono aggiornati periodicamente in modo tale da spingere le amministrazioni locali partecipanti ad impegnarsi per risolvere, e migliorare nel tempo, le problematiche relative alla gestione del territorio al fine di una attenta salvaguardia dell'ambiente.

I criteri, imperativi e guida, per l'assegnazione della Bandiera Blu sono l'assoluta validità delle acque di balneazione secondo regole più restrittive di quelle previste dalla normativa nazionale sulla balneazione (solo quelle classificate come "eccellenti" negli ultimi quattro anni); regolari campionamenti delle acque effettuati nel corso della stagione estiva. Tali criteri sono imperativi e solo se rispettati si può accedere alle successive valutazioni; efficienza della depurazione delle acque reflue e della rete fognaria allacciata almeno all'80% su tutto il territorio comunale; raccolta differenziata, corretta gestione dei rifiuti pericolosi; vaste aree pedonali, piste ciclabili, arredo urbano curato, aree verdi; spiagge dotate di tutti i servizi e di personale addetto al salvamento, accessibilità per tutti (abbattimento delle barriere architettoniche). Inoltre: ampio spazio dedicato ai corsi d'educazione ambientale, rivolti in particolare alle scuole ed ai giovani, ai turisti e residenti; diffusione dell'informazione su Bandiera Blu, pubblicazione dei dati sulle acque di balneazione; strutture alberghiere, servizi d’utilità pubblica sanitaria, informazioni turistiche, segnaletica aggiornata; certificazione ambientale e/o delle procedure delle attività istituzionali e delle strutture turistiche presenti sul territorio comunale; presenza d’attività di pesca ben inserita nel contesto della località marina. 

“Anche quest'anno è stato dato grande rilievo alla gestione del territorio e all'educazione ambientale messe in atto dalle amministrazioni locali per preservare l'ambiente e promuovere un turismo sostenibile. In tale ottica, tra gli indicatori presi in considerazione ci sono l'esistenza ed il grado di funzionalità degli impianti di depurazione; la percentuale di allacci fognari, la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla riduzione della produzione, alla raccolta differenziata e alla gestione dei rifiuti pericolosi; le iniziative promosse dalle amministrazioni per una migliore vivibilità nel periodo estivo; la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio; la cura dell'arredo urbano e delle spiagge; la possibilità di accesso al mare per tutti senza limitazioni. Inoltre, l'azione di sensibilizzazione intrapresa affinché i Comuni portino avanti un processo di certificazione delle loro attività istituzionali e delle strutture turistiche che insistono sul loro territorio” ha spiegato durante la consegna Claudio Mazza, presidente della FEE Italia.

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