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Verducci e il Pd: 'Area di crisi, più che esultare Lega e 5 Stelle chiedano scusa per la firma che è in ritardo'

Pdareacrisi

Soddisfazione “se così sarà” ma anche precisazioni. Il piano politico non va mai dimenticato: “Ho notato in questi giorni – sottolinea il consigliere regionale Francesco Giacinti - tanta gioia, ma si dimentica che tutto è partito grazie all’impegno della Regione e a una delibera di Giunta".

FERMO – “Meno selfie e più lavoro corale”. Soprattutto ora che si è a un passo dalla firma “Il Governo dovrebbe a breve varare l’area di crisi complessa. Siamo contenti che si arrivi a un atto dovuto nei confronti del territorio” esordisce Fabiano Alessandrini. Vuole mettere i puntini sulle i, meglio riportare la storia nel giusto binario: “Come segretario insieme con il senatore Verducci al tavolo con l’allora viceministro Bellanova c’ero. E quindi i ruoli e i meriti vanno ricordati, soprattutto quando ti trovi di fronte una parata di parlamentari e un segretario di partito al tavolo istituzionale non è tato il massimo. Ma ci interessa il risultato”.

“Un risultato che aspettiamo” si intromette Fabrizio Cesetti. “Con tanto di scuse per il ritardo” aggiunge Francesco Verducci. “Gli atti parlano: incontri, poi le scelte della Regione Marche, le pressioni e l’accordo raggiunto. Abbiamo lavorato - prosegue Alessandrini - senza guardare ai selfie, anche se suq questo pecchiamo perché la rilevanza esterna conta sempre più”.

IL RUOLO POLITICO

Quindi, soddisfazione “se così sarà” ma anche precisazioni. Il piano politico non va mai dimenticato: “Ho notato in questi giorni – sottolinea il consigliere regionale Francesco Giacinti - tanta gioia, ma si dimentica che tutto è partito grazie all’impegno della Regione e a una delibera di Giunta, dopo le richieste del territorio che noi conosciamo bene, diversamente da altri che hanno annunciato una loro visita per capire”. Un lungo lavoro, con dati preparati per supportare la richiesta. “Quando ci ha ricevuto il viceministro Teresa Bellanova, proprio io e Cesetti abbiamo insistito sulla modifica della legge 181 per incidere davvero nel Fermano, favorendo le reti d’impresa e superando il limite d’investimento previsto dalla norma” prosegue Giacinti che ricorda anche come “per stile istituzionale Verducci rimase fuori dall’incontro”.

LA STORIA

L’aggiunta di Cesetti è più dura: “Parlano i fatti, perché la cronaca non può prescindere dalla storia. Vedete, otto comuni, su richiesta della Giunta, erano già all’interno dell’area di crisi complessa piceno-valvibrata agganciando questi territori a Comunanza”. A quel punto, ci fu la delibera dell’area di crisi non complessa per altri restanti 32 comuni con la delibera 1500. “Dopo questo abbiamo avviato con il contributo del Tavolo per lo Sviluppo e la Competitività la richiesta per l’area di crisi complessa. Quindi, sia chiaro, è la regione che ha indirizzato l’iter”. A quel punto è entrato in gioco il senatore Verducci: Regione e Tavolo hanno avviato l’interlocuzione con il ministero e Teresa Bellanova. Quell’incontro ha consentito alla regione Marche di presentare una innovativa istanza. Altrimenti sarebbe quasi impossibile che un’azienda presenti un investimento di almeno 1,5 milioni”. Oggi il piano prevede la rimodulazione dell’impianto normativo della legge 181 autorizzando le reti d’impresa e l’abbassamento della soglia: “Uno scatto culturale per i nostri imprenditori”.

“Non capiamo perché si debba aspettare ancora per la firma. A gennaio 2018 c’è stato il via formale dopo l’incontro di fine 2017 con il viceministro Bellanova, diventato poi delibera a maggio” ribadisce Cesetti che lascia poi la parola al senatore Francesco Verducci: “L’aspetto più mortificante è assistere a questa sceneggiata patetica di Lega e 5 Stelle che trattano i cittadini fermani come se avessero l’anello al naso. Quando invece il territorio ha bisogno di serietà e politici che sappiano unirsi per raggiungere i risultati. Piuttosto che fare sceneggiate dovrebbero scusarsi per il ritardo. Spieghino ai cittaidni fermani perché e si scusino del ritardo”. Si accalda il senatore: “Sanno tutti come è cominciata questa vicenda, che l’iter è partito da un dialogo tra il governo Gentiloni e il governo Ceriscioli dopo l’incontro tra i rappresentanti del Tavolo e l’allora segretario nazionale del Pd. Possibile non ricordarlo? Diventa spiacevole ribadirlo”.

TELECAMERE E TRE ARCHI

I fondi stanziati dal governo Gentiloni sulla videosorveglianza diventano i fondi di Salvini: “Ma un minimo di onestà intellettuale. Chi li prende li otterrà grazie a risorse lasciate dal Pd. La politica è correttezza, non funziona così. Non si possono permettere di mistificare la realtà. Fanno cascare le braccia”. E questo vale anche per il bando periferie: “Una volta insultano, una volta promuovono. Basta con le mistificazioni. Abbiamo avuto il ministro dell’Interno ad inaugurare la questura, e sono contento che sia venuto, ma è stato mortificante per le istituzioni che non abbia avuto la decenza che l’atto era dovuto al governo precedente” tuona alla fine Verducci che chiede di non strumentalizzare il Tavolo, “come fatto da me quando non mi sono presentato all’incontro. Il Tavolo non è di un partito ma dei cittadini fermani. E per questo tutti i parlamentari devono lavorare, insieme, cominciando dagli incontri con il tavolo, dove solo io mi sono presentato”.

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