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Giovani (Nicolai) e donne (Latini) per un nuovo Pd. Gostoli: 'Lo voglio meno ostile e più gentile'

alessagostoli

Il Pd vuole tornare a essere partito, ovvero non “legato ai signorotti locali, ma una base collettiva in cui non comanda uno, ma gli iscritti rappresentati dalla classe dirigente”.

FERMO – “Sarebbe stato bello un congresso unitario per discutere sui contenuti”. Ma così non sarà. Ed ecco il nord che abbraccia il sud: Giovanni Gostoli nella sede del Pd di Fermo per presentare la sua candidatura a segretario regionale, prima alla stampa e poche ore dopo agli iscritti. “Abbiamo qui il simbolo dell’establishment” introduce ridendo il suo ospite Fabiano Alessandrini, già designato vicesegretario regionale in caso di vittoria del pesarese. “Invece per lui parlano l’età, è giovane, e il curriculum, è preparato” prosegue il numero uno provinciale che parla di “candidatura che serve al partito. Lo abbiamo scelto noi cinque segretari di federazione eletti da un anno, alcuni all’unanimità. Più democratico di così…”.

Il Pd vuole tornare a essere partito, ovvero non “legato ai signorotti locali, ma una base collettiva in cui non comanda uno, ma gli iscritti rappresentati dalla classe dirigente”. Per questo Alessandrini, e con lui Paolo Nicolai, Andrea Di Virgilio, Ezio Donzelli e l’assessore regionale Fabrizio Cesetti, per citare alcuni dei presenti, puntano su Gostoli: “Vogliamo parlare di programmi, di idee per un partito che è forte nelle Marche, che governa e che deve crescere nella sua efficacia.

Segretario provinciale di Pesaro, la più importante federazione regionale, Gostoli è la figura giusta “anche se sono stato in campo io stesso, come espressione della parte sud che chiedeva attenzione su questioni chiave: ricostruzione, lavoro e sanità. “Non condivido la candidatura alternativa nata proprio nel Fermano (Petrini, ndr). Alla fine del congresso mi auguro che riprenderemo a lavorare con spinta per il bene del Pd” aggiunge Alessandrini.

Un cammino impegnativo per il Pd fino al 2 dicembre, giorno delle primarie. “Dobbiamo costruire un nuovo progetto, muovendoci su un sentiero unitario. Il Pd non è della classe dirigente ma agli iscritti e al popolo delle primarie” esordisce Gostoli.

Ripete più volte la parola ‘unità’. E non è un richiamo alla storia della sinistra ma “un desiderio di azione, di fare squadra”. È conscio che ci sono fratture aperte nelle Marche: terremoto, rapporto con la politica. “Per dare risposte non ci sono solo io, ma una squadra che vuole guidare il Pd per i prossimi 4 anni. Mi dedicherò al partito e non al mio destino personale”. Il suo manifesto, una ventina di pagine, si intitola ‘Uniti per un nuovo Pd Marche’ e sarà il refrain dentro il congresso. “Ho accettato perché me lo ha chiesto la base, le federazioni. Costruirò un partito ponte, capace di avvicinare cittadini e governo regionale”.

Vuole un Pd meno ostile e con più stile, un partito gentile che va nelle case e tra la gente, e soprattutto pieno di giovani, “che non devono pensare al carrierismo”, e con donne protagoniste, in lista con lui c’è la segretaria di Montegranaro, Laura Latini: “Vogliamo valorizzare i Gd, insieme alle associazioni che ruotano attorno al Pd. Serve una vera visione marchigiana”. La prima sfida nelle Marche è vincere le elezioni amministrative: “Già stiamo lavorando per le liste. Noi vorremmo alleanze larghe, perché prima del partito viene il bene del Paese, dei territori per cui spazio alle forze civiche”.

La differenza con Paolo Petrini è netta: “Noi facciamo primarie per rafforzare l’azione del governo regionale, non per metterla in discussione. Noi vogliamo dare una mano partendo dalle cose fatte. Una classe dirigente seria non pensa alle primarie per il Governatore, ma a come concludere al meglio i due anni di legislatura”.

Primarie tra l’altro previste dallo statuto, “ma parlarne a due anni dalla fine del mandato non ha senso”. I rapporti con Petrini Gostoli li ha e li tiene stretti: “Ci siamo parlati. Nonostante le primarie portino a una contrapposizione, che spero sempre meno sulle poltrone e più sui temi. Saremo insieme anche il giorno dopo e avremo modo nei prossimi tempi di fare alcuni confronti. Avrei voluto il congresso unitario, che non significa il pensiero unico, che non fa parte del Pd e appartiene agli altri, ma una discussione nei circoli. Una cosa la prometto, tornerò a girare il territorio anche dopo l’elezione”.

Ha ben chiare le cose da fare: terremoto, lavoro, “tanti gli investimenti fatti ma dobbiamo trovare un nuovo modello di sviluppo insieme alle associazioni sindacali”, sanità, “rafforzando emergenza e abbattere liste di attesa lavorando sulla prevenzione”, manutenzione del territorio, “non è solo una quesitone di grandi opere”. Poi, l’appello finale: “Prendete le primarie come un momento di condivisione, di idee. Se vinco sarò il segretario regionale più giovane d’Italia”. Sarebbe un segnale, ma prima c’è lo storico re delle preferenze, in ogni elezione che ha vinto, da superare. E farlo non perdendo Fermo, da qui l’impegno forte anche dell’assessore Cesetti, altrimenti il ticket Gostoli-Alessandrini sarebbe già a rischio.

@raffaelevitali

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