Elezioni in Provincia, a Fermo affluenza a rilento. E i 5 Stelle alla fine non votano

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Chi di certo non varcherà le porte sono i consiglieri del Movimento 5 Stelle che con una nota questa mattina ha definitivamente reso palese la loro idea, nata da una lunga e animata discussione

FERMO – Si vota in provincia, in un via vai di consiglieri comunali e sindaci che vanno a mettere la loro croce su uno dei simboli delle quattro liste e sul candidato preferito. Non in tanti, ancora, a dire il vero. Perché alle 16 è andato a votare solo il 35% degli aventi diritto (165). Tra questi in gruppo, a riprova della compattezza, i consiglieri di maggioranza di Fermo, con in testa Eleonora Luciani e Cristian Falzolgher, a cui i colleghi hanno riservato un lungo applauso visto che sono gli unici due, insieme alla Mandolesi, già certi di elezione visto il numero di voti a disposizione. Come compatta è arrivata Francavilla D'ete con in testa sindaco e vice

Chi di certo non varcherà le porte sono i consiglieri del Movimento 5 Stelle che co una nota questa mattina ha definitivamente reso palese la loro idea, nata da una lunga e animata discussione: “Solo ieri sera e con l'unanimità di tutti i partecipati si è preso atto di quella che è oggi la realtà politica della nostra Provincia. Poche idee e confuse. Soprattutto decine di telefonate da parte dei candidati. Tutti pronti a parlar male degli altri, anche dei loro stessi colleghi di lista. Il prossimo Consiglio sarà ancora espressione di una classe politica già vista e vecchia, per facce ed abitudini elettorali”. Di fronte a questo quadro i consiglieri, tra cui anche i due del capoluogo Temperini e Mochi, hanno scelto di restare a casa. “Noi staremo fuori da queste logiche e non andremo al voto. Decideranno loro e soprattutto decideranno per loro continuando a governare su Atto, Scuole e Appalti. Ai cittadini non è permesso di votare e soprattutto non è neanche concesso di sapere quali saranno i programmi delle liste in campo, quale sarà ad esempio la posizione dell'una e dell'altra parte perlomeno in materia di rifiuti. il Movimento resta in attesa dell'unica cosa sensata: il superamento della riforma Delrio”.