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Provinciali, carica Marcozzi: mai con i comunisti, mai col Pd. 'Noi i voti al centrosinistra li togliamo'

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La forzista: “Ho lasciato libera la Valdaso, perché crediamo anche noi in Luca Pezzani, l’avevo voluto io poi sono arrivati dei veti e la corsa comune è finita. Per questo ho preferito inserire due volti della montagna e non andare a intralciare un candidato che riteniamo valido anche se sta in un’altra lista”.

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO – Jessica Marcozzi sfida la sorte con una giacca viola e si siede al fianco di Carlo Del Vecchio, del chirurgo Giambattista Catalini e del giovane elpidiense Roberto Greci. “Il capolista è Catalini, ma è una lista territoriale come dimostrano i nomi tra assessori e consiglieri comunali lungo tutta la provincia”. Figure diverse e rappresentative, che si muovono dal mare alla montagna. “Una lista tra tesserati di Forza Italia e civici”. Vuole entrare in Provincia la Marcozzi: “Ha meno funzioni e meno risorse, ma è importante esserci considerando le criticità che viviamo”.

La prima è il terremoto “che è stato completamente dimenticato. Si parla solo del ponte di Genova”. E poi c’è Fermo, con il decreto sull’area di crisi complessa fermo sul tavolo del ministro Di Maio. Inaccettabile questo lassismo da parte del Governo.

Il coordinatore regionale Marcello Fiori interviene via telefono mentre è in viaggio per Roma: “Una lista competente e rappresentativa. Noi vogliamo portare in provincia le istanze delle comunità, dei singoli territori. Ma soprattutto dobbiamo portare una battaglia che è quella di far rifunzionare questo ente. Il decreto Del Rio è stato un grande errore. Lo vediamo tra strade, scuole, ambiente e ciclo dei rifiuti. Tante attività che sarebbero servizi e che invece dopo la riforma mancata mancano di risorse e personale”.

Obiettivo finale “è far rivotare i cittadini per le province. Noi abbiamo presentato un disegno di legge in tal senso per ridare la dignità alla Provincia, luogo che deve dare servizi ai piccoli comuni, che spesso non hanno personale tecnico e neppure un segretario”. Fiori tocca anche il tema della sanità e ribatte sulla mancata attenzione al decreto per l’area di crisi oltre che per il terremoto: “Dobbiamo fermare lo spopolamento dell’Appennino”.

E sulla divisione del centrodestra verso le elezioni nel Fermano chiarisce: “Non si può parlare di centrodestra diviso, si vuole dare attenzione al territorio. Sono dinamiche di rappresentanza territoriale. In due province non ci siamo presentati, ad Ascoli piceno invece puntiamo su Pasqualino Piunti che sarà appoggiato anche da molti sindaci civici”.

La Marcozzi chiarisce a sua volta e ribadisce: “Ho lasciato libera la Valdaso, perché crediamo anche noi in Luca Pezzani, l’avevo voluto io poi sono arrivati dei veti e la corsa comune è finita. Per questo ho preferito inserire due volti della montagna e non andare a intralciare un candidato che riteniamo valido anche se sta in un’altra lista”.

Dopo il coordinatore interviene il capolista Catalini: “Se avessi avuto con me Lega e Fratelli d’Italia forse oggi sarei sindaco a Fermo. Quindi non siamo certo noi che dividiamo il centrodestra. Noi proseguiamo un percorso”. Poi elenca i nodi chiave da affrontare nel prossimo consiglio provinciale: “Agevolare i trasporti di chi è più disagiato possibile che chi parte da Amandola deve alzarsi prima e pagare pure di più? Serve una perequazione dei costi come serva una maggior sicurezza nelle scuole”. Il nodo infrastrutture torna dirompente: “Completare la Mezzina è fondamentale”. E poi c’è il turismo con la ciclabile da Porto Sant’Elpidio a Servigliano da riproporre. Si può anche sognare la bretella Valmir-Fermo o la Mare-monti: “Se la Provincia non ha competenze, di certo può fare un’azione di raccordo dando voce alla marca Fermana e non al singolo comune”.

Se Catalini è il civico, Del Vecchio è il forzista di prima ora: “Il Fermano prima di tutto è il nostro slogan. Non siamo con il Pd, vediamo di chiarirlo subito”. Le provinciali per Del Vecchio sono l’inizio di un cammino elettorale tra Europee e prossime amministrative: “Quando ci sono persone che dovrebbero tacere, è difficile muoversi come centrodestra”. In chiusura Roberto Greci: “Rappresentiamo davvero il Fermano. Quella della sicurezza delle scuole per me è la priorità. Ho lottato a Sant’Elpidio, porterò l’attenzione in Provincia che sappiamo essere stata salvata dal decreto milleproroghe. Dobbiamo cambiare”.

Un consigliere lo danno per certo, “solo con i candidati abbiamo tremila voti e sappiamo di poter prenderne dentro il centrosinistra e sappiamo che lo faremo”, ma si può raggiungere ogni obiettivo sapendo però che su Moira Canigola il giudizio è netto: “E’ negativo verso il Pd, poi vedremo quello che accadrà dopo che avremo tolto voti ai democratici. Se avessimo fatto una lista solo di centrodestra non avremmo tolto voti al centrosinistra e invece questo è il mio obiettivo” riprende la Marcozzi.

Fuori dai candidati parla Mauro Pieroni: “Sono stanco di farmi imporre le cose dall’alto, come avvenuto in Camera di Commercio. La politica non ha solo diviso i partiti, sta dividendo il territorio”. Finisce qui la presentazione, tolto un siparietto con un forzista poco convinto, con un ultimo chiaro messaggio di Carlo Del Vecchio: “Mai con i comunisti, ma i con il Pd. Altro che patto del Nazzareno”.

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