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Poche ore, tanto da decidere: quattro liste, dubbio Marcozzi, per conquistare un posto nella Provincia di Fermo

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Poche ore, ma saranno lunghe, come sempre quando ci sono delle elezioni all’orizzonte. Anche per la piccola e povera provincia dove alla fine, leggi alla mano, conta sola la presidente.

di Raffaele Vitali

FERMO – Mancano poche ore alla presentazione delle liste per le elezioni provinciali di Fermo. Il 31 ottobre si rinnova il Consiglio, dieci posti che sono improvvisamente diventati ambitissimi. Un po’ perché tra qualche mese ci sono importanti elezioni amministrative in metà dei comuni della piccola provincia di Fermo, un po’ perché partiti e civici scalpitano per contarsi, un po’ perché senza i 5 Stelle, che non si presentano al voto, ci sono spazi liberi per tutti. A poche ore non è ancora delineato il quadro finale. Le liste potrebbero essere addirittura quattro.

La prima, quella già definita, è della attuale maggioranza di matrice centrosinistra-Pd. Due donne entreranno e vengono da Sant’Elpidio a Mare, Mandolesi, e Porto Sant’Elpidio, Santini. Certa è l’elezione di Stefano Pompozzi, vicepresidente uscente che punta a conferma di ruolo e deleghe, come certa è l’elezione di Cossiri, consigliere sangiorgese che non dovrebbe subire il fuoco amico come accaduto due anni fa a un suo collega. Per il quinto posto se la giocano Aronne Perugini da Montegranaro e Pierluigi Malvatani di Fermo. Se poi non ci fossero sgambetti, entrambi entrerebbero portando a sei la pattuglia di maggioranza contro i cinque attuali. Correrà solo per fedeltà politica il vicesindaco di Amandola, Pochini, che spera di ricevere un buon aiuto da Marinangeli, due anni fa abile nell’intercettare molti voti extra territoriali. Per completare la rosa dei candidati si attende l’ok da Lapedona, mentre certe sono altre due donne, una dalal Valdaso e una dalla Valdete.

A rosicchiare qualche voto però ambisce la lista della Sinistra, guidata dall’ex assessore Peppino Buondonno. La raccolta firme è ancora in corso, ne servono 25, come il conto dei voti, visto che per entrare ne servono almeno 7mila. La candidata di punta del gruppo sarebbe Sonia Marrozzini, ex Pd diventata punto di riferimento di Leu a Fermo. Per lei i voti di Rossi e Torresi dal capoluogo sono certi, ma è proprio su Fermo che il gruppo di Buondonno sta lavorando per racimolare qualcosa in più. Magari aiutata anche da suoi oppositori che sognano uno sgambetto al Pd.

La vera lista antagonista alla maggioranza è quella guidata dal sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, che nelle ultime ore ha messo anche in discussione la sua personale candidatura in favore di una donna (Luciani, ndr). Ma nessuno vuole rinunciare al suo traino. Per cui, certo lui (o chi per lui) e certo Falzolgher, consigliere uscente. Come certo è Gastone Gismondi, che è riuscito a compattare attorno a sé la Lega, grazie al lavoro del consigliere uscente Giorgio Famiglini che ha lasciato campo libero al compagno di elezioni del leader provinciale Mauro Lucentini. Una scelta di prospettiva quella della Lega, che ambisce a far entrare anche l’uomo di ViviAmo Montegranaro dentro il partito. In caso di quattro consiglieri eletti, il posto dovrebbe senza ombra di dubbio andare a Luca Pezzani. Il sindaco di Petritoli è stato corteggiato a lungo da più parti, ma ha deciso di stare nella lista civica-destra pianificata dal sindaco di Fermo. Con Pezzani si schierano Putzu e Marcotulli, oltre a buona parte della Valdaso. Outsider sarà Montegiorgio, che dopo aver capito gli equilibri ha tolto dalla bagarre il sindaco e il suo vice, l’uscente Petrini, per lasciare spazio a un altro consigliere.

La quarta lista è quella che sta ancora pensando di presentare Jessica Marcozzi. La consigliera regionale di Forza Italia starebbe benissimo anche all’interno del gruppo Calcinaro, ma qualcosa nelle trattative, al momento, non ha funzionato. Il suo candidato di punta sarebbe il consigliere sangiorgese Carlo Del Vecchio, ma in lista potrebbe anche brillare il dottor Catalini di Fermo. Le possibilità, correndo da sola e con un candidato di partito e non territoriale come sarebbe stato Pezzani, non sono molte. Mentre tante ne avrebbe avuto convergendo su un nome forte nella lista di centrodestra ufficiale. Se le riuscisse però il miracolo, a rimetterci non sarebbe di certo il Pd , ma uno tra Pezzani e Gismondi, di certo il montegiorgese.

Poche ore, ma saranno lunghe, come sempre quando ci sono delle elezioni all’orizzonte. Anche per la piccola e povera provincia dove alla fine, leggi alla mano, conta sola la presidente. Che non cambia ed è sempre lei: Moira Canigola, sindaco di Monte Urano, attesa tra qualche mese alla prova più difficile, quella delle amministrative.

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