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Nuovo libro e tante idee: Ubaldo Renzi mette alla prova i politici regionali

È nato così il suo ultimo libro, “Ricerca e Sviluppo per l’area vasta del Fermano”, che verrà presentato oggi alle 1630 durante una tavola rotonda, alla sala dei Ritratti, moderata dal caposervizio del Carlino Stefano Cesetti. 

soldi web


FERMO – E’ una delle voci più ascoltate della provincia di Fermo. Studioso di storia ed economia, Ubaldo Renzi dopo una lunga esperienza in politica si è dedicato agli studi, alla ricerca di spunti e soluzioni per il rilancio di Fermo. O quantomeno per la sua crescita. È nato così il suo ultimo libro, “Ricerca e Sviluppo per l’area vasta del Fermano”, che verrà presentato oggi alle 1630 durante una tavola rotonda, alla sala dei Ritratti, moderata dal caposervizio del Carlino Stefano Cesetti. A dissertare sul futuro di una terra bisognosa di luce saranno i vertici fermani della regione Marche, Cesetti, Giacinti, Malaigia e Marcozzi, e il sindaco Paolo Calcinaro.

“Alcune significative e coraggiose iniziative politiche già avviate, sia nella gestione economica che nel settore sanitario – ospedaliero, appaiono riferirsi ai desideri delle popolazioni dell’area vasta del Fermano, ma siamo ancora agli inizi. L’incontro – confronto di sabato 27 febbraio – conclude -  sarà la prima opportunità di ascoltare dai nostri rappresentanti politici nel governo regionale quali sono i loro attuali e futuri progetti per il rilancio dei diversi comparti socio-economici e culturali del Fermano” anticipa il protagonista Ubaldo Renzi.


La Russia a Tipicità: "Occasione per le Marche". Ma le sanzioni bloccano l'agrolimentare

Trasatti: “La Russia è un paese strategico per molti nostri imprenditori. Con la nuova amministrazione comunale Tipicità sviluppa ancor più la sua vocazione di meeting point e volano di relazioni".

Serri Sankina Trasatti


di Raffaele Vitali

FERMO - “La Russia si presenta a Tipicità, in anteprima nazionale, con un’offerta mai presentata in Italia, quella del turismo enogastronomico e con prodotti russi che possono essere acquistati non solo in Russia ma anche in Italia”. Le parole di Ekaterina Sankina, direttrice di Visit Russia non vanno trascurate. Le ha dette oggi a Roma, durante la presentazione di Tipicità, il festival del made in Marche ideato dalla coppia Serri-Monachesi, in programma a Fermo dal 5 al 7 marzo.

Parole che riassumo la situazione che vive il comparto agroalimentare con il mondo russo. L’Italia perde 20milioni di euro al mese di export visto che, come ricorda l’Ice (leggi), la Federazione russa, come conseguenza alle sanzioni applicate da Europa e Usa contro Putin e compagni, ha bloccato l’ingresso di carni bovine e suine, pollame, pesce, formaggi e latticini, frutta e verdura.

Praticamente l’80% dell’economia delle Marche non entra in Russia. Ma i russi sono il Paese ospite di Tipicità in un'operazione presentata come possibile ponte tra i due paesi. Anche se per essere tale dovrebbe favorire l’arrivo di buyer magari interessati al mondo manifatturiero. Resta però la possibilità, come detto sinceramente dalla Sankina, di importare prodotti russi.

Ma il vicesindaco Francesco Trasatti, che vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, punta sull’opportunità, che magari si concretizzerà in futuro: “La Russia è un paese strategico per molti nostri imprenditori. Con la nuova amministrazione comunale Tipicità sviluppa ancor più la sua vocazione di meeting point e volano di relazioni sia in campo nazionale, con il circuito delle Piccole Italie, sia in ambito internazionale”.

Il volano nelle intenzioni di Serri sarà garantito anche dalla presenza di giornalisti di ragno nazionale come Alan Friedman, Gioacchino Bonsignore, caporedattore del tg 5, Marcello Masi, direttore del TG2, Patrizio Roversi, conduttore Rai Linea Verde, Andrea Pancani, La 7 e Giorgio Dell’Orefice, Il Sole 24 Ore. Un parterre che presenzierà a convegni e cercherà di portare il made in Marche in giro per il bel Paese. Magari facendosi conquistare dalle iniziative collaterali che l’assessore Trasatti ha presentato: spettacoli e incontri che dal Fermo Forum, cuore della manifestazione, si svilupperanno con Tipicità in the City, il “fuori fiera” serale ambientato nel centro storico.

@raffaelevitali 

Puntuali, puliti e guidati al meglio: pullman e dipendenti della Steat dominano nelle Marche

Alessandrini: ”Abbiamo riorganizzato il servizio, tagliando chilometri, ma evitando di isolare o sovraffollare i mezzi. Il dato del 2014 è importante per questo, perché parliamo della soddisfazione dell’utente dopo la riorganizzazione”.

steat veritci


di Raffaele Vitali

FERMO – “Primi per puntualità”. La Steat è la ‘quasi’ regina della Regione Marche nel trasporto pubblico. A dirlo è la ‘customer satifaction’ che premia il consorzio Trasfer, rappresentata dal consigliera Marco Baldassarri, e quindi la Steat che ne è parte principale assieme ad alcuni privati. “Noi dimostriamo che unirsi, a livello di bacino, funziona eccome”. Le coccarde hanno più padroni, in primis i dipendenti che il presidente Fabiano Alessandrini ringrazia assieme al direttore Giuseppe Rutolini.

I dati sono del 2014, ma sono gli ultimi disponibili. “Abbiamo risanato l’azienda e non abbiamo fermato la crescita e l’implementazione del servizio” chiosa Alessandrini davanti alla slide 21 del report regionale che indica ‘servizio, personale, comfort e informazione’. Quattro voci per stabilire una classifica di cui la Trasfer è seconda, 7.17 la media voto, dietro il 7.20 della Contram, storicamente la migliore delle Marche. “I nostri tre centesimi valgono come primo posto considerati i corrispettivi che riceviamo. Noi prendiamo 9 centesimi in meno rispetto all’extraurbano del Contram. Parliamo di quasi 120mila euro annui di entrate minori. Quindi - ribadisce Alessandrini – mi sento primo”.

Brilla l’8 nella puntualità e il primo posto alla voce personale, dove per cortesia, disponibilità e conduzione del mezzo (7.89 contro il 6.95 di Pesaro) la Steat non ha rivali. “Questi sono i numeri fondamentali. Siamo sicuri e puntuali”. E pure puliti, visto che la Trasfer è prima con un 7,42 a fronte, per esempio, di un 5,72 di Ascoli. La Start è ultima tra le aziende con un poco lusinghiero 5.90 generale.

I tagli non fermano la qualità: ”Abbiamo riorganizzato il servizio, tagliando chilometri, ma evitando di isolare o sovraffollare i mezzi. Il dato del 2014 è importante per questo, perché parliamo della soddisfazione dell’utente dopo la riorganizzazione”. Sorride la Provincia, con il consigliere Stefano Pompozzi, Giulia Grossi e il dirigente Fausti, perché non capita spesso sentir parlare bene di chi taglia: “Lo scarto in positivo è dato da chi gestisce questa azienda. E sono convinto che nel report 2015 ci sarà il sorpasso”.

Non si parla di un punto di arrivo, come dimostra proprio il 2015, anno in cui la Trasfer-Steat ha investito. “Vorremmo inserire personale dedicato alla comunicazione (voce in cui la Contram ha guadagnato la leadership generale prendendo 7,11 contro il 6,97 di Fermo), ma in questo momento non possiamo permettercelo. Noi ci concentriamo soprattutto sul materiale rotabile, sui pullman e la gestione del personale. Ma il sogno di comunicare non lo lasciamo”. Nuovi autosnodati arricchiscono il parco macchine garantendo più spazio. “Lo studente sta in piedi e si lamenta. Fermo restando che chi ci sta lo fa a norma di legge, noi abbiamo l’obiettivo di mettere tutti seduti”.

Il Comune di Fermo è il primo cliente e il sindaco Calcinaro si siede al fianco di Adolfo Marinangeli, che invece rappresenta i piccoli, i lontani, i cittadini della montagna. “A dicembre sollevai il problema del collegamento domenicale della zona di Lido Tre Archi e San Tommaso. Con un veloce piano di razionalizzazione – sottolinea Calcinaro - la Steat ha saputo cambiare il servizio. Non era scontato. Ora ci attendono altre sfide: dobbiamo implementare il servizio turistico. Ne parliamo del Fermano, ma poi servono servizi”. Quelli che la montagna ottiene: “Perché la Steat è una società territorio”.

Nel futuro le nuove sfide, che vanno dal rinnovo degli accordi con i dipendenti, ricordati dal responsabile della Rsu, alle gare di gestione del trasporto pubblico, “per cui lavoriamo ogni giorno concentrati”. Se poi si riuscirà anche a ridurre il sovraffollamento, il presidente Fabiano Alessandrini a fine 2017 potrà davvero andarsene lasciando un ricordo indelebile. “Vinciamo le gare, perché altrimenti verrà rimessa in discussione tutta l’azienda, che conta su oltre cento dipendenti. Poi faremo tutto il resto” conclude supportato dal direttore Giuseppe Rutolini.

@raffaelevitali

Studio della Confcommercio: Fermo ha la Tari più bassa d'Italia

“Un risultato importante - ha commentato il primo cittadino - che ha i suoi risvolti provenienti da una passata impostazione e che ha segnato un ulteriore passo dopo appena un mese dal nostro insediamento quando abbiamo deciso di ridurre alcune tariffe".

raccolta differenziata

Il post Micam gli artigiani lo affrontano sul web: un portale per dare visibilità e lavoro ai piccoli

Il Micam vale il 40-50% di commesse, ma è dopo la fiera che la campagna vendite deve proseguire. Magari online, magari usando i due nuovi bandi della Regione Marche: innovazione e digitalizzazione.

cnadibamicam


FERMO – “Dopo tante, tante edizioni abbiamo avuto segnali positivi”. Il presidente della Cna Paolo Silenzi non si nasconde: “Segnali inattesi”. Perché il pessimismo regnava sovrano, pur a fronte di un impegno imprenditoriale massimo per vivere al meglio theMicam.

“La previsione dei buyer russi in calo è stata smentita e anche i visitatori sono cresciuti. Ma soprattutto gli imprenditori sono tornati a casa soddisfatti”. Le collezioni di scarpe piacciono, forse perché sono diventate international e non più filo russe. “Collezioni dinamiche che hanno aggiunto a qualità e ricerca dell’innovazione dei modelli più vendibili”.

Clienti europei e americani hanno fatto tornare il sorriso. “A questi si sono aggiunti gli italiani, quelli da boutique”. Si prende anche dei meriti Silenzi, perché la Cna ha giocato un ruolo importante nella promozione e nel sostegno ai prodotti degli artigiani anche sul web: “L’artigiano-imprenditore non deve avere come aspettativa di chiudere tutte le commesse a Milano, ma deve fare sì che i prodotti vengano veicolati in tutto il mondo con i nuovi canali, stimolati anche dalla Camera di Commercio”.

Il Micam vale il 40-50% di commesse, ma è dopo la fiera che la campagna vendite deve proseguire. Magari online, magari usando i due nuovi bandi della Regione Marche: innovazione e digitalizzazione. “Non dobbiamo farceli sfuggire, per trasformare il più in vera ripresa”.

Non gli fa da semplice eco Gianluca Mecozzi, compagno di stand e presidente di Cna Federmoda: “Il tunnel non è finito, attenzione a non illuderci”. Il cambiamento c’è, ma non in meglio: “Oggi dalla fiera non si torna con le carte, ma con gli impegni di acquisto. Arrivare a febbraio è trovare il cliente che fa un ordine completo per la stagione invernale è raro. Oggi i clienti vogliono il pronto moda, chiedono il total look. Cambia il mercato, si deve adeguare la fiera”. Senza i russi cambiano anche i metodi di pagamento, loro davano 30% all’ordine e 70% alla consegna. “Ora noi imprenditori dobbiamo avere la forza di cercare finanziamenti, ma meglio lasciare perdere, o di produrre senza agevolazioni”.

Il dopo fiera però si costruisce in mezzo ai padiglioni, tornati pieni: “ed è un dato innegabile” ribadisce Graziano Di Battista, presidente della Camera di Commercio. “Certo, poi ci sono i nodi irrisolti, che non dobbiamo mai dimenticare di ricordare: l’innovazione tecnologica che va detassate in modo che l’ammortamento dell’investimento si areale e nel lasso temporale di al massimo tre anni; la battaglia per il made in Italy, che va ripresa con forza visto che se uno si impunta, vedi la Gran Bretagna, alla fine ottiene; la semplificazione burocratica, che valuteremo già nei bandi della regione”.

Richiesta a cui Mecozzi aggiunge quella delle date: “Noi artigiani vorremmo tonare ai primi di marzo”. Difficile, quadi impensabile, ma dirlo non costa. Nel mentre, la Cna si muove e fa rete, cercando di dare visibilità ai piccoli che spesso non escono dal garage diventato azienda. È nato così Mood market, l’idea di fermo diventata riferimento nazionale: ““Un portale – spiega Gianluca Mecozzi – in cui le imprese possono creare una filiera di prodotti. La nostra zona è diventata di contoterzisti, Mood Market quindi diventa fondamentale. Perché qui si trova cosa serve a una azienda. Le micro aziende sconosciute ma eccellenti hanno qui una vetrina”. Anziché sperare nella ‘dritta’ di un amico su chi sa fare le suole, gli artigiani si mettono in vetrina nel web.

r.vit.

Ospedale di rete e servizi condivisi: è il futuro della sanità. "Ma la base è il Murri"

Il Centro Studi Carducci plaude a Ceriscioli, ma chiede ancora più attenzione.

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FERMO - Servizi necessari che un ospedale di rete non può non avere. Strutture inutili da accorpare. A tutto questo bisogna rimediare. Il Centro Studi Carducci, luogo del pensiero fermano, presenta una sua lista di richieste e di spunti.

Non solo servizi, ci sono anche nodi organizzativi: “La sanità – spiega Guido Tascini - vale l’80% del bilancio regionale. L’evoluzione organizzativa, con reti cliniche integrate e percorsi diagnostici di assistenza sono il futuro e possono diventare un centro di controllo dei costi e quindi della spesa”.

Ma questo è il futuro, nel presente c’è una organizzazione tradizionale con numerosi buchi: “Anche se il Fermano è realtà virtuosa, con gli ospedali minori sono già stati chiusi. E tutto questo a vantaggio dell’eccellenza del Murri”.

Ubaldo Renzi entra nello specifico dei servizi: “La disparità esiste, ma dietro c’è una lunga storia che va conosciuta, fatta di picchetti e battaglie di fronte a ogni chiusura. Scelte folli, che oggi invece Ceriscioli bypassa. Ha coraggio e siamo al suo fianco. Non ha senso avere tre ospedali per Area vasta, che diventa un sistema che mangia soldi”.

Secondo Renzi la sanità è stata gestita per troppi anni dal gruppo maceratese, “da qui la penalizzazione di Fermo, con una ostilità scientifica provocata dal piano di riorganizzazione con un singolo ospedale per province. Ma non sarà così, perché Macerata, Fermo e Ascoli assieme non possono permettersi tre strutture. Da qui la centralità della nostra provincia e la paura dei maceratesi che guidando per anni la sanità hanno indebolito il Murri”. Niente radioterapia, niente coronografia, niente emodinamica, niente medicina nucleare, e quindi niente Pet, niente penumologia. “Colpa anche dei referenti politici locali, silenti in regione, che ‘regalano’ pazienti agli altri ospedali”.

Tascini prosegue: “Umbria e Marche a settembre hanno ricordato, come indirizzo, il modello ‘hub and spoke’ con centri principali e ospedali con meno concentrazioni di terapie, ma specializzazioni. Quindi bisogna tenere alta l’attenzione, perché la sanità diventerà interregionale”.

Non vuole tutto Fermo, ma una divisione equa: mancano cinque servizi? Dividiamoli tra Fermo e Ascoli, “tranne l’emodinamica che deve stare ovunque”. Serve una distribuzione di servizi come promesso da Ceriscioli: “Equità nelle cure e assistenza all’interno delle Marche”.

Nel mentre, il Centro Studi Carducci lavora e il 27 febbraio ci sarà una tavola rotonda con i quattro fermani in regione, Cesetti, Malaigia, Marcozzi e Giacinti. “Non solo, abbiamo organizzato sei incontri nel 2015 con i primari nei comuni della Provincia per dare suggerimenti per la prevenzione. Sono due anni che lavoriamo per creare una rete, dimostrando che i primari sono a disposizione della popolazione con serate a tema e passare informazioni. Anche questo è aiutare il territorio”. Il programma prosegue nel 2016, partendo da questo quadro: “Ospedale per area vasta o per grandi aree è il futuro. Da qui lo svuotamento del Murri, in vista della razionalizzazione. Ma il piano è saltato grazie a Ceriscioli, “che ha rimesso Fermo all’interno dei giochi”, e anche del Carducci che ha tenuto alta l’antenna. “Il messaggio finale è che questo nuovo ospedale non è uno sperpero, ma un ulteriore accrescimento di servizi”.

r.vit.

Micam, la Carifermo in campo accanto alle eccellenze del territorio

L’Istituto è presente sia all’interno dello stand di Confindustria Fermo che in quello del “Distretto calzaturiero delle Marche” promosso dalla Camera di Commercio di Fermo e dalla sua Azienda Speciale “Fermo Promuove” insieme alle altre eccellenze del territorio.

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Loira ricorda il carabiniere Beni

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