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Base d'asta di tre milioni, la corsa alla Solgas è partita: pubblicato il bando per la cessione

Il bando si chiude il 27 aprile. Per partecipare serve un fatturato triennale complessivo non inferiore a 60milioni di euro di cui almeno 20milioni realizzato nell’anno 2014.

comune di fermo


FERMO – “Procedura aperta per la cessione della quota minoritaria del 49% del capitale sociale della società di vendita gas "Solgas Srl". Il bando è stato pubblicato sul sito del Comune di Fermo. Era atteso e da oggi è realtà: il 28 aprile si consocerà il nuovo proprietario della società gioiello di Fermo e la somma che il Comune avrà in cassa per cambiare il volto del capoluogo.

La base d’sta è di 3milioni 248mila e 700 euro. Per partecipare c’è un primo requisito importante, che il Comune ha inserito per evitare avventurieri: “Aver gestito, per gli anni 2012, 2013, 2014, anche attraverso società controllate, ai sensi dell’art. 2359 c.c., servizi di vendita di gas naturale ed energia elettrica ai clienti finali per un fatturato complessivo non inferiore ad Euro 60.000.000,00 di cui almeno 20milioni realizzato nell’anno 2014”.

Si è arrivati alla vendita dopo un altro passaggio chiave, il perfezionamento della cessione del 49% della Solgas S.r.l. solo a seguito della scissione societaria. “Con deliberazione n. 9 del 02/02/2016 il Consiglio Comunale – si legge nel bando - ha autorizzato la scissione della Solgas S.r.l. del “ramo immobiliare” con le modalità e condizioni previste nel suddetto atto e nei suoi allegati. Il progetto di scissione è stato approvato dall’Assemblea Soci Solgas Srl nella seduta del 17/02/2016”.

Chi vincerà dovrà pagare entro sette giorni dalla aggiudicazione provvisoria il 20% della somma offerta. Il resto sarà diviso in quattro rate spalmate due nel 2017, una nel 2018 e l’ultima nel 2019. Per partecipare alla procedura pubblica, i concorrenti dovranno presentare, a pena di esclusione, un plico chiuso e sigillato, controfirmato dall'offerente sui lembi di chiusura. Il tutto dovrà essere consegnato entro e non oltre le ore 13 del 27 aprile.

Il giorno dopo, scatterà davanti alla commissione l’esame e la valutazione delle offerte in seduta pubblica. Prima verrà verificata la presenza di tutti i documenti necessari, poi verrà aperta la busta con l’offerta economica che formerà la graduatoria finale.

r.vit.

Fermo, la Provincia dell'apprendistato. Bravi, Regione Marche: "La formazione si faccia in azienda"

Un problema, nelle Marche, è il numero degli enti di formazione accreditati: bene 350. “Molti enti hanno intercettato pochissimi corsi e sono poco legati ai territori.

bravi apprendistato


FERMO – Piccoli ed efficienti: la provincia di Fermo ha formato 1200 apprendisti. “Un sistema che funziona, grazie all’organizzazione sul territorio diviso in quattro zone. I fondi, 700mila euro, li abbiamo usati al meglio” spiega il presidente Aronne Perugini. Il futuro è fumoso, per via del cambio di competenze, ma la base di partenza è solida: solo nel 2015 sono stati avviati 442 allievi, per un totale di 1920 ore formative e il coinvolgimento di 266 aziende tra Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare.

“Un sistema che funziona e su cui continueremo a investire risorse” sottolinea l’assessore regionale al Lavoro Loretta Bravi. “E’ una cultura alla formazione che i giovani e le aziende devono acquisire. Per farlo, potenzieremo il sistema”. Che diventerà duale. “La sperimenteremo in tre luoghi, a Fermo abbiamo scelto gli Artigianelli. Vogliamo che la formazione avvenga in azienda e non più a scuola. Questo differenzierà sempre più l’esperienza di alternanza scuola lavoro, che avvicina lo studente al lavoro, dall’apprendistato, che è invece la creazione di un professionista”.

E su questa linea, lo Ial nel Fermano ha già avviato il percorso: “Il 61% delle aziende che hanno aderito sono del calzaturiero. Molte hanno messo a disposizione anche le aule, avendo preso più ragazzi, permettendoci di orientare in azienda i percorsi formativi”.

Si lavora sulla riacquisizione dei mestieri e lo si fa anche in questa fase di regno senza confini tra Regione e Provincia, con i fondi che torneranno agli enti locali più vicini al territorio in attesa che il Governo faccia chiarezza sulla Delrio. Con i fondi confermati alle Province, a Fermo la palla resta in mano a Maurilio Cestarelli è stato l’interlocutore sul campo di chi entrava in azienda, l’uomo che ha saputo modificare approcci aumentando la qualificazione dei periodi nelle aziende. “Una formazione mirata ai giovani che abbiamo cercato di rendere appetibile alle aziende. L’imprenditore medio considerava questa formazione poco utile e in alcuni casi anche poco utile. Da qui siamo partiti per cambiare l’iter”.

Un problema, nelle Marche, è il numero degli enti di formazione accreditati: bene 350. “Molti enti hanno intercettato pochissimi corsi e sono poco legati ai territori. Invece, la nostra esperienza con 34 enti di formazione che hanno risposto al bando che aveva un sistema premiale” ribadisce Cestarelli. I numeri hanno dimostrato che un ente da solo non avrebbe potuto formare questi apprendisti, raccordandosi con imprese e famiglie. “È fondamentale quindi mettersi insieme, ma dobbiamo anche alzare l’asticella di accreditamento, lavorando anche sugli esiti occupazionali”. Cestarelli chiede quindi una selezione sulla base della qualità e del risultato, elementi a oggi non ancora determinanti.

Altro dato da sottolineare è lo scarto tra i formati e i nominativi inviati agli enti. A fronte di 1200 apprendisti, abbiamo inviato in tutti i raggruppamenti oltre tremila nominativi. “Questo per procedure non chiare a livello normativo. Tra l’altro esistono anche enti gestori che promuovono corsi di formazione in apprendistato ma a pagamento. E allora – conclude Cestarelli – dobbiamo farci conoscere, perché molti imprenditori non sanno neppure che la formazione in apprendistato è gratuita con enti formatori come la Provincia. Dobbiamo quindi farci conoscere sempre più. Le qualifiche che noi garantiamo son il fattore che può dare un futuro ai ragazzi”. Si cerca una formazione utile e accattivante “perché non esiste una buona teoria senza una buona pratica”.

Una esperienza di tre anni in un contesto cosa mi permette di sviluppare? “Troppi giovani fanno scelte senza riflettere.  Ma è anche comprensibile perché non è semplice dire cosa so o cosa posso fare. Quindi serve una fase di traghettamento molto forte”.

Chi sceglie l’apprendistato spesso ha avuto esperienze in nero o arriva pilotato da famiglie e mass media, che spesso creano aspettative fuori dal reale. “L’apprendista entra nel contesto lavorativo con un bagaglio psicologico molto pesante. Molto spesso le esperienze diventano negative dove si produce una mancata risposta rispetto alle aspettative. Ecco che la formazione deve saper evitare questo gap con una socializzazione lavorativa e poi occupazionale migliore” conclude la professoressa Michela Cortini.

@raffaelevitali 

Confindustria, Santori schiera Fermo: "Boccia presidente dopo Squinzi"

"Tutta la Piccola – sottolinea Cardinali – si è espressa per lui. Rappresenta il 95% delle imprese italiane, che sono medio piccole”.

andrea santori


di Raffaele Vitali

FERMO - Presa la decisione, senza alcuna esitazione. Il presidente di Confindustria Fermo, Andrea Santori, è salito in auto ed è arrivato a Roma dove ha incontrato i saggi che stanno cercando di capire quale sia il nome giusto per guidare Confindustria. E ha espresso il suo. “Per me il presidente di Confindustria deve essere Boccia”.

Di fronte a chi ha l'arduo compito di trovare il successore di Squinzi, ha suggerito Boccia, l’uomo che ha fatto grande la Piccola Industria, perché rappresenta al meglio la figura di imprenditore simile “a quello che siamo abituati a vedere nelle Marche, uno di quegli imprenditori che ha ancora il polso dell'azienda, che conosce bene il mondo delle piccole e medie imprese”.

Boccia arriva da una lunga esperienza e dentro Confindustria, ha ricoperto diversi ruoli da presidente della Piccola a responsabile del credito occupandosi anche di internazionalizzazione.

Santori rimarca: “E' l'uomo giusto anche per questo. A Confindustria serve una figura che conosca bene la macchina, che sappia di dover cambiare passo nei rapporti con le territoriali. E questo è un altro punto che ho ribadito oggi ai saggi. Il presidente non può rapportarsi con chi guida Confindustria localmente, solo in occasione delle assemblee. Non va bene. Deve essere più presente”.

La scelta ufficializzata da Santori casca più che a proposito visto che domani (martedì) Boccia sarà proprio ad Ancona, tappa del tour che sta facendo in giro per l'Italia per promuovere il suo programma, in vista della scelta e dell'elezione di fine maggio.

La decisione di Fermo arriva dopo quella di Ancona che ha invece deciso di appoggiare Vacchi, imprenditore da un miliardo di fatturato, più vicino alle esigenze doriche che vivono di metalmeccanica. “E' giusto così - dice Santori - sono visioni diverse”.

Ora si attende che anche altre territoriali esprimano le  loro preferenze. A sostegno di Boccia dovrebbero schierarsi Macerata e Ascoli, mentre è da valutare la posizione di Pesaro, più vicina a Vacchi. Contento il numero uno degli industriali fermani; contento ovviamente il presidente della piccola impresa di Fermo, Roberto Cardinali che di Boccia è da tempo braccio destro: “E’ la guida ideale. Tutta la Piccola – sottolinea Cardinali – si è espressa per lui. Rappresenta il 95% delle imprese italiane, che sono medio piccole”. Cardinali da anni collabora con Boccia, soprattutto per il Pmi Day, da Boccia inventato e da Cardinali trasformato in un evento, a Fermo, di rilevanza nazionale.

Fermo e la Tari, un rapporto d'amore: la Confcommercio premia Calcinaro

L’Osservatorio Nazionale sui rifiuti della Confcommercio, che ha stilato la classifica, durante tipicità ha assegnato a Fermo “lo scettro di capoluogo più virtuoso con -52,08%”.

comune di fermo


FERMO – Tari più bassa d’Italia, ma non basta. “Verranno adottate ulteriori misure fra cui quella del pagamento in tre rate (due acconti e un saldo), confermeremo il fondo, come quello di luglio, per ridurre la Tari a determinate categorie merceologiche e confermeremo nuovamente il bando a beneficio delle famiglie a basso reddito, come concordato con i sindacati”. Il sindaco Paolo Calcinaro, dopo l’incoronazione da parte del Sole 24 Ore, incassa il premio.

L’Osservatorio Nazionale sui rifiuti della Confcommercio, che ha stilato la classifica, durante tipicità ha assegnato a Fermo “lo scettro di capoluogo più virtuoso con -52,08%”.

“L’Amministrazione comunale – ribadisce Calcinaro - vuole proseguire su questa strada appellandosi anche al senso civico ed alla responsabilizzazione dei cittadini nel corretto conferimento dei rifiuti. Questo porterà, in futuro, non solo ai risultati che oggi ci gratificano ma soprattutto da una premialità per chi diversifica in modo migliore”.

A premiarlo è stato il direttore di Confcommercio Marche Massimiliano Polacco assieme al presidente della Camera di Commercio Graziano Di Battista.

La ricetta di Friedman per Tipicità: "Basta lamentele, il mondo vuole i piccoli prodotti dop delle Marche"

Luca Ceriscioli: “Questa è una vetrina particolare che racconta la qualità straordinaria dei nostri prodotti agricoli e la capacità di trasformarli".

nastrotipiceriscioli


FERMO – Forbici in mano per Luca Ceriscioli e il nastro che si divide, in un secondo, per dare vita a Tipicità. È iniziata con i big della politica e del giornalismo. Dal presidente della Regione marche ad Alan Friedman, dall’assessore Fabrizio Cesetti, circondato da sindaci e assessori, ai quattro rettori delle Marche, Flavio Corradini rettore università di Camerino, Sauro Longhi università politecnica delle Marche, Luigi Lacchè università di Macerata, Giorgio Calcagnini prorettore università di urbino. In mezzo, gente comune che voleva scoprire cosa si nascondesse dentro i padiglioni del Fermo forum. “Questa è una vetrina particolare che racconta la qualità straordinaria dei nostri prodotti agricoli e la capacità di trasformarli. È l'espressione di una tradizione sempre reinterpretata che è capace di dare il meglio dell'immagine delle Marche. Territorio ricco e qualità di vita, tutto si collega con la longevità dei nostri cittadini”.

Ceriscioli ha dato così il là al primo momento di approfondimento. “Tipicità, nel 1993, era un termine poco utilizzato, oggi lo pronunciamo quotidianamente. Il mondo – sottolinea l’ideatore del Festival, Angelo Serri - è cambiato profondamente e più volte, Tipicità è evoluta in maniera esponenziale. Ha cavalcato sempre l’onda per intercettare le tendenze e il sentire, la prospettiva, tipicità ha sempre cercato di adeguarsi e di seguire mercati e tendenze”.

Alan Friedman, in controtendenza, promuove il sistema Marche del ‘piccolo è bello’: “Dobbiamo dire basta alla autoflagellazione continua. Sono capace di essere critico, ma bisogna smettere con le lamentale, la ripresa è modesta ma abbiamo invertito la tendenza. Fate più squadra e andiamo a conquistare nuove nicchie di mercato mondiale. Non sottoscrivo in pieno, soprattutto per vino e cibo, che essere più grandi sia meglio, la qualità che viene fuori dai piccoli prodotti dop italiani è unica. Semmai bisogna mettersi insieme per il marketing”.

La ricetta finale è quella di Nunzio Tartaglia, Ubi: “Bisogna spingere sull’export, la manifattura non esiste altrimenti, bisogna trovare la forza nelle opportunità che la globalizzazione offre. Tipicità è una forma di aggregazione di attività che non avrebbero forza, va esportata anche fuori dal Fermo Forum”.

redazione@laprovinciadifermo.com 

Tre saggi per trovare il nome giusto: Confindustria Fermo cerca l'erede di Santori

Il ruolo dovrebbe essere ricoperto da un calzaturiero, dopo l’era di Santori, titolare di un’azienda di pelli. Il voto a maggio.

squinzi rubens


FERMO – Chi sarà il nuovo presidente di Confindustria Fermo? A scremare il campo per il dopo Andrea Santori saranno tre saggi, tre imprenditori scelti in base alle loro capacità e ruolo all’interno dell’associazione. Un compito non facile quello che dovranno svolgere Bruno Cardinali (Tecnofilm), Cristiano Ferracuti (Missouri) e Giuseppe Matricardi (Matricardi spa Logistica e Trasporti).

Le consultazioni dovranno individuare i nomi dei candidati alla presidenza della territoriale, la cui elezione avverrà nel mese di maggio, con successiva ratifica a giugno da parte dell’assemblea privata dei soci. I saggi ascolteranno e poi relazioneranno “su una lista di almeno cinque candidati. Che passeranno poi alla prova del voto interno, ma per essere candidabile un imprenditore deve essere sostenuto per iscritto dal 15% dei voti assembleari”. Alla fine dell’iter, la speranza è che si arrivi al nome unico da portare all’Assemblea generale.

Il ruolo dovrebbe essere ricoperto da un calzaturiero, dopo l’era di Santori, titolare di un’azienda di pelli.

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Elezioni, le idee di Marinangeli

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