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Trasporto pubblico 4.0 con la Steat, il gioiellino delle Marche che fa utili, cambia pullman e ora l'App

steatapp

Sciapichetti: "Per troppo tempo il Tpl è stata vista la cenerentola dell’amministrazione regionale, ma non per questa Giunta che invece crede nella riduzione dell’inquinamento, nel collegamento sociale, peniamo alle aree interne che non sono un business ma un dovere”.

di Raffaele Vitali

FERMO - Parterre de roi per la presentazione dell’App della Trasfer, società che ingloba la Steat e le principali ditte private, che vuole portare il trasporto pubblico nel terzo millennio. Un sito semplice, bello ma non complicato partendo da Steat.it. “Pagati gli stipendi, abbiamo investito gli utili per far diventare questa azienda un piccolo modello. I report della Regione Marche ci pongono sempre ai primi livelli” esordisce il presidente Fabiano Alessandrini. Merito anche del rinnovo del parco automezzi, che oggi viene arricchito dalla tecnologia. “Entriamo nel futuro con il nuovo sito e con l’applicazione che permetterà di acquistare biglietti e abbonamenti”. La Trasfer si è affidata alla Jef di Salvatore La Porta, a Noris Cocci della Gallicantus, e Fabrizio Lanari per la PluService.

“La richiesta era rinnoviamo il sito e cercare di capire cosa farne. E abbiamo scelto di farlo diventare uno strumento per il territorio, rendendolo facile per l’utente”. Cocci parla di strumento aperto: “C’è una sezione in cui ci saranno le comunicazioni di servizio, che includono anche le chiusure”. Immediato è l’impatto dell’area commerciale, quella dedicata alla vendita. Un sito web responsive: “Un server molto veloce e di rapida visualizzazione e ha la certificazione di sito sicuro, che tranquillizza l’utente che vuole anche fare acquisti”. Implementata la sezione storia, con la possibilità di ricevere il libro cartaceo in omaggio, registrandosi. Dati che poi la Steat rielaborerà, cercando così di migliorare la profilazione e la risposta agli utenti. “C’è anche una sezione dedicata agli autisti, che possono interagire con l’azienda per quanto riguarda orari di lavoro e ferie” prosegue La Porta.

L’App myTrasfer si integra alla perfezione con il mondo di myCicero creato dalla PluService: “Da oggi l’utente può rinnovare la tessera registrandosi ed entrando nelal sua area riservata. Carta di credito o Sisal (convenzione con le ricevitorie, ndr), pagamento e l’abbonamento che arriva direttamente sull’App, che è anche il luogo dove trovare le fermate, calcolare i percorsi, cercare le fermate lasciando il Gps attivo, avendo così anche gli orari. In prospettiva sarà anche collegato alle paline elettroniche che danno esattamente il tempo di passaggio”. A bordo ci sarà un adesivo con qrcode, l’utente apre l’App, visualizza il suo biglietto e premendo il pulsante oblitera, inquadrerà il qrcode e il titolo sarà valido.

Dopo i tecnici, la parola passa alla politica, a chi sulla Steat ha sempre creduto, dando il sostegno alla presidenza di Fabiano Alessandrini. Dal comune di fermo al socio di maggioranza, la Provincia guidata da Moira Canigola, affiancata dal numero uno di Marcaferamana Stefano Pompozzi. “La mobilità pubblica va sempre più incentivata e resa fruibile. Il turismo, su cui la Regione investe, ha bisogno di una mobilità funzionale. Gli spostamenti sono sempre più pianificati tramite cellulare, quindi avere la Stet all’interno di questo mondo è una risorsa” chiosa l’assessore Ingrid Luciani.

“Un’App che rende il servizio di trasporto pubblico, che ha intanto migliorato il livello qualitativo e quantitativo del servizio, puntano sulla sicurezza dei trasporti, anche smart, interattivo. Quando venivo a Fermo da studentessa, i passaggi erano tanti e lunghi, oggi con un cellulare tutto viene risolto. E lo fa un’azienda pubblica”. Con la tecnologia cresce anche il capitale umano: più ingegneri, settore legale, personale preparato e qualificato che il direttore Rutolini fa lavorare al meglio.

Il pubblico quando vuole riesce. Abbiamo numerosi servizi di trasporto pubblico che fanno utile e servizio di qualità. Molte volte si parla a vanvera, invece qui abbiamo una azienda che è diventata un riferimento regionale. Azienda in salute che oggi investe in servizi, grazie anche a questa dirigenza”. Innegabile la difficoltà del Tpl marchigiano, lo ribadisce l’assessore Sciapichetti: “Le Marche sono l’ultima regione per quanto riguarda i trasferimenti dallo Stato. Ci sono regioni che prendono il doppio di noi, ma non possono vantare la nostra qualità. Noi mettiamo il cittadino al centro”. Nonostante i tagli, la Regione sta investendo sul parco mezzi, che ha un’età media di 14 anni: “Abbiamo investito 18 milioni di euro, e i fondi sono in crescita, per nuovi mezzi. Gli ultimi 8 autobus della Steat arrivano grazie a queste risorse. Parliamo di sicurezza, ancora prima che di qualità” sottolinea con forza Sciapichetti che come Alessandrini è in attesa della famosa gara di gestione del Tpl: “Una gara che deve esserci, ma di cui nessuno conosce i tempi. L’importante è essere pronti, facendo crescere le aziende”. Nel bilancio regionale, dopo la Sanità, c’è il Tpl: sono 125 i milioni investiti ogni anno, di cui 23 sono regionali, una cifra alta per le casse e questo non permette il riequilibrio interno tra le province. “Ma nonostante ciò, ci proviamo. Per troppo tempo il Tpl è stata vista la cenerentola dell’amministrazione regionale, ma non per questa Giunta che invece crede nella riduzione dell’inquinamento, nel collegamento sociale, peniamo alle aree interne che non sono un business ma un dovere”.

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