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La Cna di Fermo: 'Bando periferie da sbloccare, ma non basta. Rivedere gli appalti che escludono le Pmi'

Paolo Silenzi e Alessandro Migliore

Direttore e presidente mai come in questo caso compatti per far sì che la riqualificazione di Lido Tre Archi non venga arrestata.

FERMO – A due giorni dalla mobilitazione decisa dai sindaci dei capoluoghi di Provincia, escluso Ascoli Piceno, per riportare l’attenzione del governo sul bando delle periferie, bloccato senza ascoltare i territori, la Cna di Fermo interviene per rafforzare l’azione. “È fondamentale dare un segnale di contrarietà forte, affinché quello che sembrerebbe uno scontro politico non abbia poi le serissime ripercussioni sociali ed economiche che anche Cna, come i sindaci interessati, teme” sottolineano Alessandro Migliore e Paolo Silenzi.

Direttore e presidente mai come in questo caso compatti per far sì che la riqualificazione di Lido Tre Archi non venga arrestata: “Il bando periferie rappresenta un’occasione importante di crescita per le comunità che ottengono i fondi, con conseguenze positive, a partire da quello della sicurezza urbana. E lo diciamo dopo aver ricevuto numerose segnalazioni da parte dei nostri imprenditori”. Un approccio in sintonia con Confindustria.

Lo stop al bando periferie serve anche per riaccendere il faro sul nuovo codice degli appalti: “Lo sblocco di fondi e progetti potrebbe significare un aumento del lavoro per le imprese. Tuttavia, contestiamo la riforma degli appalti che sta letteralmente mettendo fuori mercato le piccole imprese. Infatti – proseguono - seppure a due anni dalla riforma si sia registrato un + 36% del mercato degli appalti, questa al contempo ha significato un incremento dell’importo del lotto medio, salito oltre il milione di euro”. Il che significa avere le piccole imprese alla finestra o costrette a sub appalti meno garantiti. “Le piccole restano regolarmente a bocca asciutta, perché i lotti messi a gara sono quasi sempre fuori dalla loro portata, e questo riguarda il 95% delle aziende. Quindi chiediamo che Governo e Parlamento intervengano per affiancare strumenti che permettano alle Pmi di un territorio di partecipare alle gare d’appalto indette nella loro area, altrimenti la situazione del tessuto economico e produttivo verrà ulteriormente compromessa”.

r.vit.

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