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Paglialunga, Ais, incorona il vino bio del Piceno: sconfitto il Fermano. E ora si brinda con il Verdicchio

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Il Verdicchio sceglie di mettersi alla prova per i suoi primi 50 anni di Doc e lo fa con l’anaIlisi di 32 super esperti internazionali di vino. Nel mentre il mondo del Bio si è dato appuntamento a Marina di Altidona per il Biofestival.

di Raffaele Vitali

ALTIDONA – Mentre il Verdicchio dei Castelli di Jesi sceglie di mettersi alla prova per i suoi primi 50 anni di Doc e lo fa, dal prossimo 30 agosto al 2 settembre, con l’analisi di 32 super esperti internazionali di vino - tra giornalisti, opinion leader e responsabili acquisti - provenienti da 13 Paesi, il mondo del Bio si è dato appuntamento a Marina di Altidona. Lo ha fatto coni prodotti della terra delle aziende locali, ma soprattutto con il vino, vero business in crescita. Organizzazioen promossa a pieni voti, era la prima volta nel commune guidato dalla sindaca Giuliana Porrà.

Sotto l’occhio attento dei vertici dell’Associazione Italiana Sommelier Marche si è chiuso il concorso Bio Wine Marche 2018 che ha visto in gara 40 etichette da tutta la regione. Alla fine, sul tetto, sono saliti quattro vini per quattro categorie: Gotico 2015 Rosso Piceno Superiore Az. Vitivinicola Ciu Ciu (Offida); Letix Falerio Pecorino 2017 Le Cantine di Figaro 2017 (Ripatransone); Ruflano 2017 Marche Rosato Cantine della Marca (Monsanpolo del Tronto); Passerina Spumante Brut 2017 Az. Agr. Centanni (Montefiore). Non è stato facile il compito dei degustatori fermani, guidati dalla presidente Barbara Paglialunga, ma un verdetto serviva, anche se amaro per le cantine fermane quest'annno escluse dal gradino più alto del podio.

Dal bio al verdicchio il passo è breve, una settantina di chilometri, quelli che dividono Altidona da Jesi. “Assieme a Vinitaly, il Progetto Vino di Collisioni a Jesi è l’appuntamento clou di quest’anno – commenta il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini, Alberto Mazzoni -, che arriva dopo un percorso di internazionalizzazione fatto insieme a Ian D’agata e all'Indigena World Tour sulle principali piazze statunitensi (New York e San Francisco) e prima della tappa internazionale di Londra, prevista il 5 ottobre. Quello dei prossimi giorni è uno step importante e risponde nel migliore dei modi ai nostri obiettivi di incremento della notorietà internazionale, vera chiave di volta per il mercato del Verdicchio nel medio e lungo termine”. E non va mai dimenticato: se corre il Verdicchio, a ruota il traino riguarda tutte le Doc e Docg marchigiane, Pecorino e Passerina incluse.

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