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Obiettivo acqua più buona e sempre meno cara: ecco la super rete tra Ciip, Tennacola e Astea

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Fabio Marchetti e Daniele Piatti sono i due presidenti di Astea e Tennacola che affiancano il fratello maggiore Alati della Ciip: “Da oggi condividiamo le richieste che l’autorità nazionale ci fa, cerchiamo di dare una risposta condivisa di parte del territorio”.

FERMO – Tre presidenti per un accordo di programma “che non impegna nessuno” ma che dà prospettiva a tre aziende del servizio idrico. “Noi vogliamo darlo non semplicemente ottimo, ma con una miglior prospettiva” sottolinea Pino Alati, presidente Ciip. Un accordo firmato dopo una lunga attesa, il notaio ha dovuto cambiare qualche riga, di fronte a numerosi sindaci, incluso il vicepresidente Ato Nicola Loira, e quello di Osimo. “Creiamo un player nel centro delle Marche per dialogare con le altre aziende nazionali”.

Fabio Marchetti e Daniele Piatti sono i due presidenti di Astea e Tennacola che affiancano il fratello maggiore Alati della Ciip: “Da oggi condividiamo le richieste che l’autorità nazionale ci fa, cerchiamo di dare una risposta condivisa di parte del territorio”.

Con il contratto di rete le tre società provano ad agire localmente ragionando però globalmente. “Per noi è una tappa importante. Ogni società è presente sul suo territorio. Ora ci uniamo perché ci siamo conosciuti e perché siamo consci che otterremo risultati migliori”.

Come si muove il contratto di rete? “Unirci per fare insieme l’acquisto dei contatori e delle tubazioni può portare vantaggi economici. Far lavorare insieme i tecnici è un beneficio comune, pensiamo al servizio informatico della Ciip che è un gioiello. Vogliamo crescere insieme”.

La rete, che ha come rappresentante portavoce per un anno l’Astea, è aperta ad altri operatori della Regione Marche. “Noi ci muoviamo per dare il miglior servizio” è lo slogan non certo originale di Alati. Il contratto prevede una serie di commissioni per discutere di argomenti tecnici, amministrativi. Ognuno ha un rappresentante. “Astea e Tennacola si sono unite mesi fa, poi è entrata la Ciip. Ci siamo dati obiettivi imminenti. Dagli acquisti comuni all’unico software, dal metodo di fatturazione al dialogo con il Ministero. Poi tra i presidenti si parla anche di indirizzi strategici” aggiungono Piatti e Marchetti.

“Non ha senso firmare questo contratto se entro un paio d’anni non metteremo in campo la ‘convenienza’ delle tre aziende, che significa prodotto finito e con maggior qualità” conclude Alati. Convenienza che magari, acquisto comune dopo acquisto comune, diventa risparmio per le aziende e di conseguenza riduzione per le bollette dei cittadini.

r.vit.

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