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Le banche non hanno più scuse: ecco il Confidi unico. Goffi: 'Subito interventi per favorire le imprese edili nella ricostruzione'

boraconfidi

Fondamentale l’ingresso di Fidimpresa, prima realtà da quando nel 2004 ha fuso tutte le realtà legate alla Cna. Insieme Srgm detiene una quota di mercato poco inferiore al 70 per cento, con 400 milioni di garanzie in corso.

“Un plauso alla politica che sa portare al primo punto il tema del credito. Veniamo da un periodo di crisi che ha determinato un calo di fatturato e il credito rappresenta lo strumento utile per la ripresa aziendale”. Le parole di Andrea Santori, ex presidente di Confindustria Fermo oggi alla guida della Fondazione Its e ai vertici del sistema regionale dei Confidi, riassumono il senso di una operazione che il mondo imprenditoriale aspettava da tempo.

Il primo luglio è la data storica, con l’aggregazione riuscita tra i principali Confidi delle Marche, gli organismi che mirano a favorire l’accesso bancario alle aziende. Dopo un confronto tra le organizzazioni di rappresentanza artigiane e industriali (Cna, Confartigianato e Confindustria), la Società regionale di garanzia Marche (Srgm) ha incorporato Fidimpresa Marche e Cooperativa artigiana di garanzia Pierucci.

Fondamentale l’ingresso di Fidimpresa, prima realtà da quando nel 2004 ha fuso tutte le realtà legate alla Cna. Insieme Srgm detiene una quota di mercato poco inferiore al 70 per cento, con 400 milioni di garanzie in corso, circa 40 mila imprese associate e una dotazione patrimoniale superiore ai limiti prescritti dalla normativa sulla vigilanza. Una società che può giocare anche sul tavolo nazionale.

A guidarla è stato chiamato Luciano Goffi, lunga esperienza nelle banche non solo marchigiane. “Oltre alla classica garanzia nei confronti delle banche, le imprese associate, comprese le start up e di nuova istituzione, possono contare su un’ampia offerta di servizi, come consulenze per accedere ai bandi pubblici, rilascio di fidejussioni, pianificazione finanziaria degli investimenti e dei progetti di sviluppo” ha ribadito.

Artefice, in prima persona, è stata l’assessora Manuela Bora: “La riforma più importante di questa legislatura, prevista nel programma di governo della Giunta regionale. Un’operazione che testimonia una forte coesione territoriale e mostra come le Marche stiano maturando una forte identità regionale per assicurare un futuro alle imprese che, pur portando ancora i segni della recessione, continuano a dare prova di grande resistenza, reazione e valore”.

Un percorso virtuoso che la regione ha deciso di premiare emanando un apposito bando con i fondi Por Fesr, in scadenza il prossimo 31 luglio, per favorire questo tendenza con un raddoppio di risorse per 24 milioni. Il presidente Luca Ceriscioli ha aggiunto che “spesso la frammentazione, che è la caratteristica delle Marche nella loro pluralità, è di freno rispetto alla crescita. Vedere un’esperienza così importante e così complessa, perché l’aggregare soggetti diversi con la loro organizzazione e soci è stato tutt’altro che banale, è un buon punto di riferimento per chi crede nel percorso aggregativo come risposta ai problemi, all’erogazione dei servizi, alla crescita di opportunità economiche”.

Ora si attendono vantaggi per le imprese, quelli spetterà al direttore generale Goffi stabilirli: “In arrivo un pacchetto di interventi per le imprese costruttrici marchigiane che devono essere aiutate a partecipare alla ricostruzione”. Insomma, Srgm c’è. Dopo una prima aggregazione realizzata agli inizi dl 2017, per incorporazione della Cooperativa Rabini (storico confidi della Confartigianato di Ancona) e Confidi di Fermo (in quota Confindustria) sono arrivate Fidimpresa e Cooperativa Pierucci, emanazione della Confartigianato: le banche non hanno più scuse.

r.vit.

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