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Dopo Steve Jobs arriva Sauro Longhi, il discorso da brividi del rettore ai laureati: 'Diversità e integrazione, non paura: migliorate il mondo'

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Il rettore dell'Università Politecnica di Ancona, inaugurando l’anno accademico, pochi mesi fa, ha scelto un proverbio greco: ‘Una società cresce e diventa grande quando gli anziani piantano alberi alla cui ombra sanno che non si potranno sedere’.

di Raffaele Vitali

FERMO – “Vi presentiamo il futuro della nostra società, chi garantirà benessere al futuro di tutti”. Si toglie il tocco, che è il simbolo del valore dell’università. “Il professore può tenere il capo coperto di fronte all’imperatore e al papa. Un simbolo che noi continuiamo a indossare, riassume l’indipendenza e l’autorevolezza dell’università”. È un rettore ‘informale’ quanto speciale Sauro Longhi e quando parla andrebbe costantemente registrato, perché se lo ‘stay foolish, stay hungry’ di Steve Jobs è diventato un must nel mondo, il discorso del rettore Longhi ai nuovi ingegneri gestionali  in piazza del Popolo è da brividi. Usa parole come inclusione, differenze, potenzialità, integrazione, cultura, lavoro e crescita contro la paura.

“Le lauree in piazza sono un simbolo per far comprendere alla società che siete un capitale umano che può garantire un futuro di crescita e pace al Paese. L’università con la capacità di produrre e condividere conoscenza, rappresenta uno strumento straordinario per la crescita del Paese e dell’Europa. La conoscenza e la cultura possono produrre ricchezza e valori da condividere”.

Il rettore inaugurando l’anno accademico, pochi mesi fa, ha scelto un proverbio greco: ‘Una società cresce e diventa grande quando gli anziani piantano alberi alla cui ombra sanno che non si potranno sedere’. “Il mio sogno è di ampliare gli orizzonti per costruire un futuro migliore del presente. Insegnare è come far germogliare giovani arbusti che crescendo diventano alberi, capaci di superare le sfide. Questa è la mia azione di rettore: far crescere i territori come luogo di inclusione e crescita economica. Voi laureati siete gli alberi che crescendo faranno ombra”.

Gli studenti iscritti nel mondo in 20 anni sono raddoppiati. Il mondo sta investendo nella conoscenza e nello studio. “Dobbiamo far aumentare i laureati, dobbiamo raddoppiarli altrimenti perderemo il treno della crescita, rischiamo un impoverimento culturale ed economico. Un futuro di pace e prosperità si costruisce nelle università, nelle aule e nei laboratori di ricerca. Dobbiamo rendere i sistemi di istruzione ancora più inclusivi con prospettive sovranazionali, che puntino all’internazionalizzazione”. È chiaro Longhi: vuole sempre più mobilità e incontro di studenti e ricercatori.

“Dobbiamo rafforzare i valori culturali e sociali dell’Europa. Gli studenti Erasmus ci aiuteranno a diffondere valori di accoglienza e condivisione. La Politecnica da questo tempo è presente, arricchendo l’offerta formativa. Siamo la prima università della Regione nelle Marche, primi per occupazione. L’ultima indagine di Alma Laurea a 5 anni dalla laurea ha certificato che abbiamo un tasso di occupazione del 92%, di molto superiore alla media nazionale, ferma all’87%”. Un laureato della Politecnica ha una retribuzione netta mensile media di 1500 euro, 100 euro in più della nazionale. Il 69% degli studenti trova impiego nel centro Italia, dove ha studiato. L’8,2% va all’estero, contro il 5% nazionale. “Siamo l’unica università del centro Italia paragonabile alle migliori del nord Italia e dell’Europa, lo sottolineo con orgoglio”

Insomma fare la Politecnica è un investimento. “Non tutti possono farlo e per questo continuiamo a ridurre le difficoltà di accesso per motivi economici. Siamo oltre la no tax area, abbassando le tasse fino a 56mila euro. Vogliamo dare ai più meritevoli, ma privi di mezzo, i più alti livelli di istruzione. Abbiamo 17mia studenti, a 10 mila abbiamo ridotto le tasse”. Il 77% proviene da famiglie con genitori non laureati: “Siamo un ascensore sociale”.

Il finale del rettore, dopo un passaggio sulla realtà di Fermo, è un crescendo: “Abbiamo insegnato agli alunni a volare e loro ci hanno promesso che voleranno alti. Vincete la paura e comprendete le diversità. Chi si sente cittadino del mondo rispetta la propria cultura e quella degli altri. La propria città ma anche quelle che percorrete nel viaggio. Il mio sogno è di vedere realizzata una cittadinanza globale dove studenti di culture diverse si incontrano per crescere nella conoscenza e nello studio”.

Poi, le parole più stimolanti, che mandano un segnale anche alla politica della paura: “Vi invito a pensare – ha concluso guardando i laureandi e le centinaia di familiari e amici in festa - a una cosa, siamo 7 miliardi nel mondo, molto presto saremo 8. Il primo bisogno che voi giovani studenti avrete di fronte è di dare una sostenibilità a 8miliardi di persone, di dare dignità. Ma pensate alle potenzialità: 8 miliardi di cervelli, 8 miliardi che possono accrescere la conoscenza del genere umano. Per qualcuno è un problema, è qualcosa di cui aver paura. Io vedo solo potenzialità in questo momento storico. Non siamo mai stati così tanti. La scommessa è dare a 8 miliardi di persone la possibilità di conoscere, di comprendere, di istruirsi. Non è un problema l’incontro di culture diverse, è un elemento che valorizza tutti, tutte quelle che si incontrano. Avete una opportunità che noi non abbiamo avuto, approfittatene. Buon volo a tutti”.

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