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Addio Cosif, i soci dicono basta: messa in liquidazione. La Regione nomina il commissario

cosif

Ora, la Regione dovrà nominare un commissario che si occuperà, per qualche anno, di chiudere tutti i rapporti con i debitori.

di Raffaele Vitali

FERMO – Addio Cosif. Il destino del Consorzio per lo sviluppo industriale fermano è segnato: la prossima settimana l’attuale gestore, l’ingegner Samuele Biondi, andrà in regione per chiedere la messa in liquidazione dell’ente. Una messa in liquidazione decisa all’assemblea dei soci, stanchi di continuare a veder crescere il debito di quello che doveva essere il centro del rilancio e della progettazione, anche europea, del territorio. Nato per dare ai piccoli communi un punto di riferimento, il Cosif negli anni si è perso, schiacciato dagli eccessivi costi, che negli ultimi due anni Biondi, chiamato per cercare di risanare i conti, ha tagliato. Ma siccome nessuno ha la bacchetta magica, non resta che la liquidazione.

Una soluzione migliore del fallimento, impossibile per gli enti pubblici, ma che aveva come alternativa il concordato in continuità, scelta quest’ultima che avrebbe permesso al Cosif di continuare la sua attività principale e funzionante, il Suap, e al gestore di trattare con i debitori per cercare di trovare accordi sulle somme da elargire. Ma per fare questo sarebbe servito un piano in continuità, ovvero dimostrare le condizioni di prosecuzione dell’attività. Ma i soci hanno detto basta, spaventati che il debito potesse crescere e andare a pesare sulle povere casse di piccole amministrazioni comunali.

Ora, la Regione dovrà nominare un commissario che si occuperà, per qualche anno, di chiudere tutti i rapporti con i debitori. Come? Semplice, dovranno pagare i soci, ovvero i comuni, la Carifermo e la Provincia. Ognuno quota parte, anche quelli, quasi tutti i comuni più grandi, che sono usciti prima degli altri decretando con questa scelta un’accelerazione verso il fallimento.

A oggi il debito del Cosif è di 500mila euro. La speranza, essendo privato ma a tutti gli effetti equiparato a un soggetto pubblico, è che arrivi un finanziamento statale per cercare di ridurre il debito e gravare così il meno possibile sui soci. Chiaro che con la messa in liquidazione si avvia a fine rapporto anche quello con i tre dipendenti della struttura da un anno spostata da Biondi all’interno della Provincia, rispetto all’elegante sede posizionata prima vicino al Fermo Forum, proprio per risparmiare.

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