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Confcommercio, nuova sede per uscire dal guscio: boom del terziario. Fermo chiede una card sconto per gli universitari: 'Crescere insieme'

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È il giorno dell’orgoglio del terziario, ma anche di una serie di sfide che la Confcommercio deve vincere se vuole essere ancora la voce dei commercianti, rimasti un passo indietro rispetto al mondo in molte zone del Fermano.

PORTO SAN GIORGIO - Sold out dentro la nuova sede di Confcommercio Marche Centrali, con il nastro tagliato dal presidente nazionale Carlo Sangalli. Arriva anche il governatore Luca Ceriscioli, che invece non c’era due giorni fa all’inaugurazione della questura di Fermo alla presenza del ministro Matteo Salvini. Sindaci, forze dell’ordine, in prima linea il comandante della Capitaneria di Porto Petrunelli che ha un legame diretto visto che la Confcommercio gestisce anche la cooperativa dei bagnini di salvataggio, e tanti imprenditori. Emozionato il direttore regionale Massimiliano Polacco che apre parlando proprio della Questura: “Accresce e riconosce l’importante ruolo di Fermo dal punto di vista economico. Noi rispondiamo con questa sede, con uffici trasparenti, tutto si può vedere entrando fino all’ultimo ufficio: vogliamo essere trasparenti con gli imprenditori, la stampa e le istituzioni”.

È il giorno dell’orgoglio del terziario, ma anche di una serie di sfide che la Confcommercio deve vincere se vuole essere ancora la voce dei commercianti, rimasti un passo indietro rispetto al mondo in molte zone del Fermano. Polacco ribadisce la caratteristica del territorio: “Coraggio e imprenditorialità. Un territorio colpito dal terremoto in 87 comuni, 46 sono nel maceratese, 17 nel fermano e 24 nell’ascolano. Noi come Confcommercio Marche centrali ne copriamo 65. Non va mai dimenticato che le difficoltà principali del post sisma sono nelle Marche e spesso la stampa nazionale lo dimentica”.

REGIONE MARCHE

Numeri che Luca Ceriscioli conosce bene: “E parliamo solo del cratere, perché i problemi poi sono enormi anche fuori. La sfida più grande è il rilancio del nostro territorio. È vero quello che dice Polacco, tutti pensano ad Amatrice immaginando il terremoto, mentre le Marche sono la regione più colpita. Quando abbiamo ridato una struttura ai piccoli imprenditori dei paesi colpiti, ho visto la gioia negli occhi. L’ultimo, un pub di Pieve Torina, è il simbolo di una scommessa: ripartire in luoghi feriti in cui i residenti stanno pian piano tornando”.

Per ripartire si investe: due milioni di euro in comunicazione, inclusi gli spot durante i Mondiali. Stiamo recuperando i turisti, ridando a questa regione la sua immagine che attira. Crediamo molto nel valore dei corpi intermedi, delle associazioni di categoria (ma chiude la camera di Commercio). Stiamo investendo nella banda ultralarga, il 99% del territorio sarà raggiunto dalla fibra ottica”. Polacco è convinto che avremo il rilancio del mare se riparte la montagna: “Sono convinto che primi cittadini come Marinangeli (Amandola)saranno fondamentali per lo sviluppo”.

SINDACI

“Le nostre aziende principalmente sono al mare, tra Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio, ma era fondamentale che il presidio stesse nel territorio di Fermo con cui stiamo progettando importanti iniziative per il rilancio del capoluogo di provincia” ribadisce Polacco. “Questo può essere un punto di riferimento per attività congiunte tra istituzioni. Tra l’altro qui vicino, entro due anni, vedremo il ponte ciclopedonale (usa la parola speriamo il sindaco, ndr). Tanti i temi di confronto tra noi sindaci e la Confcommercio, penso alla Tari per le piccole attività”. Il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro passa poi al turismo, riferendosi alla pubblicità della Regione: “Il flusso turistico c’è. Un anno fa c’è stato un calo del 60%. Oggi siamo a metà tra il 2016 e il 2017, cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno”. Ma serve qualcosa di più per migliorare: “Presidente Ceriscioli, attenzione a come tarare i bandi europei. Gli incentivi per spostare la propria impresa dentro il cratere oggi potrebbero portare un esodo dalle zone appena vicine a dentro il cratere. Quindi al momento dell’uscita tariamoli per non impoverire la parte dello stesso territorio”. La seconda è una richiesta alla Confcommercio: “Vorremmo creare una card dello studente. Sono mille quelli che vivono fermo, facciamoli spendere sul nostro territorio agevolandoli. Lavoriamo insieme” conclude Calcinaro.

Parla Calcinaro, parla Porto San Giorgio “che è al di là della strada” sottolinea sorridendo Nicola Loira. “Le città della costa sono le realtà con la maggior rete commerciale. Dobbiamo sottolineare che oltre al terremoto c’è anche la trasformazione epocale che sta investendo la rete commerciale di qualità che era l’emblema di questo territorio. Confcommercio deve diventare un interlocutore valido per guidare la trasformazione”. Cominciando a far capire ai negozianti che la sera, d’estate, in città turistiche bisogna stare aperti.

IL PRORETTORE

Si susseguono gli interventi, con il prorettore della Politecnica, Gregori, che fotografa il territorio dal punto di vista economico: “Le imprese nelle regioni a noi vicine crescono. Le Marche, invece, hanno un numero di imprese attive in calo. Fermo ha quasi tutte le imprese tra 0 e 9 addetti, sopra i 50 sono solo 74 su 8mila. Il problema è che queste imprese non funzionano, ma con queste noi dobbiamo lavorare. Una riflessione sulla dimensione va fatto. Se saltano, salta il sistema”. E questo nonostante il 51% delle attività, secondo Gregori, è legato al terziario nella terra della manifattura.

LA CHIUSURA DI SANGALLI

Per dare un calcio alla crisi serve la scarpa giusta e al presindete naizonale gli imprenditori hanno portato in regalo un paio di scarpe da calcetto artigianali, rigorosamente nere e rosse, visto che è milanista. “Noi rappresentiamo un mondo che vale più del 40% del Pil e dell’occupazione. Preziosa questa inaugurazione per questi luoghi dove due anni fa il terremoto ha squassato la terra, la vita e la speranza. Una nuova casa per le imprese significa ripartenza. È il simbolo dell’anima segnata, ma non piegata. Noi ci siamo e ci vogliamo essere, come l’Università che porta le lauree in piazza noi apriamo il nostro spazio migliore”. È fiducioso il numero uno della Confcommercio, eletto da poco anche alla guida di Unioncamere, ma teme per alcune scelte del Governo: “Il decreto dignità se non viene cambiato può colpire le imprese e i lavoratori. Due i problemi: il primo è di metodo, procedendo senza aver ascoltato le parti sociali, mentre i corpi intermedi sono fondamentali, come ha ribadito anche Ceriscioli; il secondo è il merito con la stretta sui contratti a termine che aggrava costi e aumenta i rischi di contenzioso, di certo non può dare una spinta ai rapporti a tempo indeterminato. Serve una politica moderna del commercio che si basa su tre punti fermi: il primo è il contrasto dell’abusivismo, il secondo stesso mercato stesse regola; sostegno all’innovazione con piano Impresa 4.0”.

Si chiude così una lunga mattinata con una nuova sede e la voglia di lottare e di crescere insieme, come ha ricordato il presidente della Camera di Commercio, Grazino Di Battista. Nella nuova sede lavoreranno Teresa Scriboni, Chiara Del Moro, Stefano Galiè, Moira Magro e Paola Paoli.

@raffaelevitali

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