09192018Mer
Last updateMar, 18 Set 2018 6pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

Riforma camerale, lo schiaffo di Confindustria, Cna e Confartigianato ai sette ribelli

DI BATTISTA TIDEI

“Questo è possibile perché agiamo in maniera indipendente dalla politica, sapendo bene però che la politica è un interlocutore fondamentale. E lo sarà ancora di più nelle prossime settimane se mai venisse deciso dal Governo di modificare la riforma Calenda".

FERMO – Il vento sta cambiando, piccoli e grandi corrono insieme, nonostante qualche sacchetto che prova a zavorrare la mongolfiera. È il caso della vicenda legata alla Camera di Commercio, finita in un tritacarne mediatico a causa del mancato ricorso contro la riforma Calenda.

“Il Fermano esiste, c’è ed è presente sia nei tavoli istituzionali sia nella Camera di Commercio unica. Questo è un fatto concreto. Sostenere il contrario, favorire spaccature, paventare indebolimenti, imposizioni e sottomissioni significa non agire per il bene del territorio. Con coloro che strillano dalle colonne dei giornali di quanto il Fermano debba farsi sentire, non possiamo condividere quasi nulla se non la volontà di dare voce a questo territorio”.  Le parole non sono di sette consiglieri camerali su ventitré, ma di quattro associazioni di categoria, le principali: Confindustria, Cna e Confartigianato. “Noi associazioni ci siamo confrontati e abbiamo agito. Lo abbiamo fatto in maniera coesa, insieme. Esattamente l’opposto di quanto stanno cercando di fare sette persone che mirano solo a delegittimare chi invece opera per un bene comune” proseguono ricordando come grazie alla loro azione il Fermano avrà un ruolo all’interno dell’Ente camerale unico.

“Questo è possibile perché agiamo in maniera indipendente dalla politica, sapendo bene però che la politica è un interlocutore fondamentale. E lo sarà ancora di più nelle prossime settimane se mai venisse deciso dal Governo di modificare la riforma Calenda. Solo a quel punto avrebbe senso riproporre il percorso dei due Enti camerali bocciato, non va mai dimenticato, prima da Ascoli e poi da Macerata”. Un chiaro messaggio da parte di chi in seno al consiglio camerale si riconosce una vera rappresentanza ai sette che hanno contestato la scelta di non presentare il ricorso: “Siamo presenti, organizzati e strutturati per dare voce e servizi al tessuto imprenditoriale. Un tessuto da cui, noi e non i sette che si ergono a paladini dell’indipendenza, abbiamo avuto un mandato preciso, nel nome e per conto del quale parliamo e agiamo. Per senso di appartenenza e del dovere abbiamo capito che la rappresentanza del Fermano si sarebbe dovuta spostare su altri tavoli, e su quei tavoli oggi il nostro territorio c’è. Rivendichiamo con forza quanto fatto. Di fronte a ciò, leggere di “rendite di posizione garantite” non solo è scorretto, ma anche del tutto fuori luogo”.

Anche perché, aggiungono i referenti degli imprenditori, agricoltori e artigiani, chi contesta ha un problema di partenza: “Quanto è effettivamente rappresentativa la posizione espressa da sette consiglieri tenendo anche conto del fatto che le associazioni o forze che li rappresentano in altre province sono favorevoli alla Camera unica. Per cui, a nome di chi parlano?”. Per le quattro associazioni di categoria non ci sono dubbi: parlano per loro stessi: “Le dichiarazioni che hanno rilasciato risultano offensive soprattutto nei confronti delle migliaia di imprenditori che compongono le nostre assemblee e costituiscono le associazioni di categoria che rappresentiamo”. Avanti tutta quindi, perché come diceva Dante “non ti curar di lor, ma guarda e passa”.

@raffaelevitali 

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Crolla il tetto su una classe dell'Iti Montani: vigili del fuoco in azione

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.