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Ricostruzione, la Prefettura di Fermo ha stoppato aziende vicine alla mafia

prefettocops

Non ci sono prove di radicamento ma nuovi soggetti hanno provato ad infiltrarsi attraverso appalti pubblici legati alla ricostruzione del post sisma” spiega il Procuratore generale di Ancona Sergio Sottani.

FERMO – Non solo Cas ricevuti in maniera illecita, sono numerose anche le aziende che si stavano inserendo nel business della ricostruzione. Se nel primo caso è stato il maceratese al centro dell’azione della Guardia di Finanza, ora entra in gioco anche il Fermano. “Non ci sono prove di radicamento ma nuovi soggetti hanno provato ad infiltrarsi attraverso appalti pubblici legati alla ricostruzione del post sisma” spiega il Procuratore generale di Ancona Sergio Sottani, intervenuto al convegno “L'economia della mafia” organizzato dall'associazione Agende Rosse, fondata dal fratello del magistrato Paolo Borsellino.

“Sono state una decina le aziende sottoposte alla misura interdittiva dei prefetti di Macerata e Fermo, con la dottoressa Maria Luisa D'Alessandro. Stroncate sul nascere perché è stato impedito loro di partecipare agli appalti per il post sisma: soggetti nuovi, legati ad associazioni mafiose, che hanno provato ad inserirsi nell'economia locale” prosegue il Pg. “Grazie all'intervento dei prefetti, che hanno adottato le interdittive antimafia, impedendo a tali società sospette di partecipare alle gare di appalto sono stati fermati in tempo. Merito anche del lavoro delle Procure che sono state agevolate con il nuovo protocollo che snellisce i processi per intervenire nelle società in odore di mafia.

Raffaele Vitali

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