09192018Mer
Last updateMar, 18 Set 2018 6pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

Russia in crisi, export in calo, rivoluzione nel distretto calzaturiero: i buyer li portiamo in azienda

pilottiassoimprese

Questo è il quadro che i vertici di Confindustria Centro Adriatico provano ad affrontare. “Ma non da soli, perché sono convinto che l’azione debba unire noi e gli artigiani, uniti dagli stessi problemi” sottolinea Enrico Ciccola.

FERMO – Primo dato: hanno chiuso 45 aziende calzaturiere in Italia nei primi tre mesi del 2018. Secondo dato: persi 331 posti di lavoro. Terzo dato: dopo un illusorio 2017 di ripresa, nei primi tre mesi del 2018 l’export è sceso del 3%, in Russia, per le Marche, del 10%.

Questo è il quadro che i vertici di Confindustria Centro Adriatico provano ad affrontare. “Ma non da soli, perché sono convinto che l’azione debba unire noi e gli artigiani, uniti dagli stessi problemi” sottolinea Enrico Ciccola, presidente della sezione calzaturieri. Diverse le azioni che si stanno portando avanti, con una novità per andare incontro alle imprese in crisi che hanno sempre più difficoltà anche ad andare all’estero, da sempre terra di conquista per le scarpe di qualità fermane-maceratese: “Vogliamo avvicinare i buyer al Fermano, aiutando così le imprese che non riescono più ad andare nel mondo, facendo squadra con i consorzi che esistono e i colleghi di Macerata” prosegue Ciccola.

In attesa di pianificare un nuovo sistema commerciale, e magari di fiere, c’è il presente: dalla Russia che non riparte al Made in che richiede una battaglia che vada oltre l’impegno delle sezioni provinciali di Assocalzaturifici. temi che la presidente nazionale Annarita Pilotti ha affrontato a Milano di fronte anche a una numerosa delegazione di imprenditori di Fermo e Macerata, incluso il vicepresidente vicario di Confindustria Centro Adriatico Giampietro Melchiorri: “Questa associazione ha investito negli ultimi tre anni nei servizi, nelle sue manifestazioni fieristiche ridando lustro al Micam in primis. Una prima risposta alla crisi internazionale degli ordini che – sottolinea Melchiorri - ha permesso al Micam di tornare con il segno positivo davanti. E questo è frutto del lavoro di Annarita Pilotti”.

Giampietro Melchiorri legge i numeri dei report forniti dal centro studi di Confindustria Moda, cresce l’export di Veneto e Toscana mentre calano Marche ed Emilia Romagna, e rilancia: “L’impegno non basta, perché la situazione è critica, specialmente nel nostro territorio. Continuiamo a registrare abbassamenti di fatturati e cali di mercato. La Russia non è in ripresa (-10% nei primi tre mesi 2018), inutile raccontare una storia diversa. Dopo aver investito sui servizi, Assocalzaturifici, e con lei Confindustria, deve pesare sui problemi sostanziali”.

Melchiorri punta su tre azioni che divide in urgenti, “partiamo dagli ammortizzatori sociali”, a medio termine, “politiche per l’internazionalizzazione e nuovi mercati”, e lungo termine, “la formazione e il made in Italy”. Tutto questo, per il Fermano-Maceratese, si intreccia con l’area di crisi complessa “che agisce in ognuno dei settori”.

Tre possibili azioni che dipendono, in gran parte, dal nuovo Governo che in campagna elettorale si è mostrato molto vicino al mondo imprenditoriale del distretto calzaturiero. Ora è tempo di riscuotere per gli imprenditori che cercano di fare lobby. “Ora ci si muove, grazie al piglio della presidente Pilotti, verso la ricerca di una rappresentanza ‘politica’ più forte sui temi che interessano le aziende. Questo deve diventare il nuovo modo di procedere anche di Confindustria Moda e di questo si è parlato durante l’assemblea”. Il settore moda cerca la strada unitaria da percorrere: “Come abbiamo ribadito al presidente Boccia durante l’assemblea a Fermo, da Milano si è deciso di portare le istanze del settore con più forza a Roma e a Bruxelles. È chiaro che da soli in Europa non possiamo fare nulla, ma è il momento di dare consistenza alle parole”.

Economia e politica devono trovare contenuti comuni: “Il dialogo deve riguardare tutti i distretti produttivi. Il discorso sul made in partito dalla territoriale di Fermo si sta allargando. Numerose sono le iniziative previste nei prossimi mesi nei vari distretti italiani”. Resta il problema del distretto fermano maceratese: “Il nostro è differente. Le aziende ancora girano con i campionari e hanno mercati limitati”. Per questo si punta sui nuovi gruppi di lavoro di Confindustria legati a formazione, “dobbiamo salvare taglio e orlatura in cui siamo i migliori”, e promozione.

r.vit.

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Crolla il tetto su una classe dell'Iti Montani: vigili del fuoco in azione

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.