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La cultura dell'artigiano si sposa con il commercio: otto calzaturifici entrano nei negozi di Fermo

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"Un importante spaccato del lavoro che stiamo facendo" il commento del vicesindaco Francesco Trasatti, che punta a far sì che il centro storico "proponga qualità alta per tutti i turisti che visitano la città".

di Chiara Morini

FERMO - Sono otto gli esercizi commerciali scelti, tra gli undici che hanno fatto domanda, per partecipare al Fermo Shopping Experience. Un itinerario dello shopping che coinvolgerà, dunque, 8 negozi di abbigliamento che ospiteranno altrettanti corner di brand calzaturieri: al Twins ci saranno le calzature di “Florens shoes”, da Bracciotti si troveranno le scarpe “Bruma”, alla boutique Reve gli articoli del calzaturificio “Mary”. Ancora le scarpe di “Giano” si potranno trovare da Buschi, quelle “Jape” da First line outlet, e le “Pegam” all’Elle Atelier. Infine le calzature “Marvi’s” e quelle di “Giorgio Fabiani”, saranno ospitate rispettivamente da Capriotti e da Nadia abbigliamento.

«Un importante spaccato del lavoro che stiamo facendo» il commento del vicesindaco Francesco Trasatti, che punta a far sì che il centro storico «proponga qualità alta per tutti i turisti che visitano la città. Voglio ringraziare gli operatori per quello che fanno, e far loro sapere che, dati museali alla mano, le presenze turistiche sono buone». Il progetto ha il sostegno della Camera di Commercio, e non poteva essere altrimenti. «Qui sul mio telefono leggo che noi a Fermo siamo la maglia nera delle Camere di commercio marchigiane – dice il presidente Graziano Di Battista – è vero siamo quelli che abbiamo speso di più, ma per progetti ed iniziative che aiutassero il territorio e le imprese, ovvero se vogliamo, anche noi stessi».  Anche lui crede che questo tour della calzatura a Fermo possa contribuire a dare nuova vitalità al centro storico fermano, un volano per attirare turisti oltre che intrattenerli quando arrivano.

«Che volete che vi dica – il pensiero dell’assessore al commercio Mauro Torresi – per me che faccio scarpe queste cose sono come dei piccoli Rubens». Battuta a parte, fatta peraltro scherzando insieme a Trasatti, Torresi è convinto che anche questo sia cultura, perché alla base delle peculiarità di Fermo e della provincia. Un progetto che, chiuse con successo le riflessioni e le uscite internazionali di Retailink, oggi inizia a vedere le prime applicazioni pratiche. E ragionando in rete, dice Carlo Pagliacci che ha collaborato attivamente a creare questo percorso, «si può superare la crisi, perché si condividono risorse, ma se si ragiona da individui singoli diventa tutto più difficile, anche sopravvivere». Una nuova visione commerciale, che per il sindaco Paolo Calcinaro può «essere occasione anche di promozione collettiva della città di Fermo». Tra tutti gli operatori e produttori esprime il suo pensiero Vittorio Ferracuti. «Questa è una stupenda iniziativa che è promossa per fare sistema – chiude – spero si possa colmare una mancanza che ritengo assurda: non ci sono più calzature di alta fascia in centro a Fermo».

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