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Caso Whirlpool, emendamento di Verducci per salvare 131 posti di lavoro. "Il Parlamento deve votarlo"

whirlsindaci

“Dobbiamo ragionare su due piani – prosegue Verducci – visto che da un lato c’è la questione ammortizzatori sociali, mentre dall’altro c’è il piano industriale. Il secondo punto, però, non è una questione su cui può intervenire il Governo".

COMUNANZA – Ci sono 131 dipendenti della Whirlpool di Comunanza a rischio, che diventano 400 pensando all’indotto. Un caso locale che diventa nazionale, non solo perché l’azienda in questione si chiama Whirlpool. "Non è solo una crisi aziendale, ma una questione legata al sisma. L'azienda si trova infatti nel cuore delle aree colpite dal terremoto. È di fondamentale importanza l'approvazione dell'emendamento Verducci. Chiediamo a tutte le forze politiche di appoggiare questo emendamento, perché significa sostenere l'occupazione e i cittadini di un territorio già duramente colpito”.

Le parole del presidente della Regione Luca Ceriscioli seguono l’atto politico del senatore Francesco Verducci che insieme ai colleghi Pittella, Malpezzi, Marino e Misiani ha presentato degli emendamenti che potrebbero agevolare la risoluzione della quesitone Whirlpool. “Il punto chiave – spiega il senatore – è che con questa azione si prolungano gli ammortizzatori sociale nel 2019 e 2020”. Questa era anche una delle richieste chiave che Ceriscioli ha presentato al premier Conte durante la sua visita ad Arquata dove una delegazione di lavoratori, e di sindaci, ha esposto il problema.

Ma non solo: “Dobbiamo ragionare su due piani – prosegue Verducci – visto che da un lato c’è la questione ammortizzatori sociali, che si discute in aula, mentre dall’altro c’è il piano industriale. Il secondo punto, però, non è una questione su cui può intervenire il Parlamento, ma è il Governo che gioca un ruolo chiave con l'azienda, visto che il piano arriverà al Mise". Sul tavolo della contrattazione, anche con i sindacati, in caso di ok all'emendamento ci saranno i vantaggi derivanti dalla proroga degli aiuti economici”.

Il punto è questo, sbloccare la cassa integrazione per agevolare un piano industriale meno draconiano utilizzando fondi speciali del Ministero dell'economia e delle finanze. L’emendamento, sia chiaro, non è ad personam in questo caso azienda, ma riguarda tuti i gruppi con più di 400 dipendenti all’interno del cratere o di un’area di crisi complessa. Il requisito chiave è che le aziende presentino un piano di riassetto produttivo da concordare poi al Mise in modo da ridurre l’impatto sul capitale umano.

In cambio della riduzione o cancellazione dei licenziamenti, all’azienda interessata saranno concessi 24 mesi di ammortizzatori. Un percorso non facile, i paletti sono numerosi, ma concreto che deve essere approvato tra lunedì e mercoledì, prima in commissione e poi in aula. “L' emendamento – conclude il Presidente - è un fatto tecnico importante, perché mette sul tavolo la proposta. Ci sono già le coperture, ma serve un impegno comune”. Anche perché, come ribadisce Verducci, "per vincere la battaglia contro il terremoto serve innanzitutto rafforzare il lavoro. (LEGGI EDITORIALE)

Raffaele Vitali

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