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Le imprese muoiono tra le macerie. Record di chiusure nel Fermano: +20%. Boom di ansiolitici

CAMILLA FABBRI 3

La peggiore provincia? Secondo la Cna è quella di Fermo, con un aumento del 20% del tasso di mortalità economica, seguita dal +15% nella provincia di Macerata e +12% nell'ascolano. 

FERMO – Le macerie non sono solo quelle che si vedono ogni giorno davanti agli occhi, dove la ricostruzione, anche quella semplice, è bloccata da lunghi iter burocratici e da demolizioni rinviate nel tempo. "Nelle aree del terremoto cresce il disagio della popolazione e aumenta il tasso di mortalità. Oggi non si muore più di terremoto ma si continua a morire per le conseguenze provocate dal sisma" denuncia Cna Marche che snocciola i dati relativi al tasso di mortalità nelle aree del terremoto da dopo il 2016.

La peggiore provincia? Purtroppo quella di Fermo, con un aumento del 20% del tasso di mortalità economica, seguita dal +15% nella provincia di Macerata e +12% nell'ascolano. A riprova che il problema sia il post sisma, c’è il dato di Ancona e Pesaro che sono stazionarie.

Nei territori colpiti dal sisma inoltre è aumentato del 70% il consumo di antidepressivi, del 7% quello degli antipsicotici e del 33% l'uso di ansiolitici. “Si tratta- spiega la responsabile Ricostruzione di Cna Marche Camilla Fabbri- di un territorio ancora in piena emergenza che ha bisogno dell'aiuto dello Stato. Il senso di precarietà e di incertezza aumenta il disagio e le difficoltà di intere comunità che devono ripartire. Il terremoto è ancora tra noi". 

Raffaele Vitali

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