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Il marchio. Ottanta eccellenze per conquistare i turisti: il Fermano terra di Qualità e Ospitalità

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La Camera di Commercio è la casa delle imprese e delle imprese vuol essere un volano: “La commissione è presieduta da Sandro Coltrinari, ma è una commissione terza che esamina secondo parametri molto rigidi.

FERMO – Il giro della provincia di Fermo in 80 attività. Sulla loro porta troneggerà il Marchio di Qualità Ospitalità Italiana. Ristoranti, alberghi, residence, b&b, agriturismi e campeggi: non conta la dimensione, si passa dall’immenso Holiday al Giogo di Monterubbiano, ma il livello dei servizi. Lungo l’elenco, magari qualcuno finirà sulla scrivania di Bruno Barbieri, lo chef che con 4 ristoranti sta raccontando l’Italia migliore a livello di strutture e accoglienza. In questo caso però non è il re di Masterchef a giudicare, ma l’Isnart.

“La conformazione della nostra provincia non può farci pensare a compartimenti stagni. Ogni pezzo del territorio si nutre dell’altra. Guardo qui davanti a me e vedo il sindaco di Porto Sant’Elpidio e quello di Amandola seduti vicini: mare e montagna unite dalla cerniera delle colline” introduce il sindaco del capoluogo Paolo Calcinaro. Una terra fatta di ricettività diffusa e qualità del food. Una provincia complicata a livello territoriale, ma ambiziosa: “Noi cerchiamo di aumentare la ricettività, ma la base deve essere la qualità. E questo marchio è un motivo di orgoglio su cui costruire una rete sempre più forte” aggiunge Stefano pompozzi, vicepresidente e guida di MarcaFermana.

La Camera di Commercio è la casa delle imprese e delle imprese vuol essere un volano: “La commissione è presieduta da Sandro Coltrinari, ma è una commissione terza che esamina secondo parametri molto rigidi. Se le strutture non hanno professionalità e struttura adeguata, ci perderemmo. Invece, la nostra realtà è eccezionale. Noi speriamo che il prossimo anno questa iniziativa venga fatta, anche in caso di Camera unica. Perdere di vista le realtà territoriali sarebbe grave” commenta Graziano Di Battista.

A Sandro Coltrinari il compito di spiegare il lavoro della commissione: “Noi valutiamo, ma fino a un certo punto visto che c’è un disciplinare molto rigido. Bisogna superare i 150 punti. Il valutatore ha trovato disponibilità all’accoglienza, molte strutture eccellenti ma anche qualcuno che può crescere”. Da qui i consigli: “Più servizi e qualità dell’accoglienza, dalla brochure sul territorio alla cura della camera”.

Nel complesso, ascoltando i commenti di chi si alza per ricevere pergamena e adesivo da attaccare all’ingresso, consapevolezza sul fatto che questo marchio è considerato e riconosciuto. Anche per questo in dieci anni si è passati da 8 a 80 certificati, “tutti lo vogliono”. Alla fine, cinque le new entry: Gran Caffè Belli a Fermo (foto), Società agricola Officina del Sole a Montegiorgio, Il Melograno a Ponzano di Fermo, Faro e Delfino verde a Porto San Giorgio.

Raffaele Vitali

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