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L'annuncio. Diego Della Valle: "Lascio la guida della Tod's a mio fratello Andrea"

Diego Della Valle Andrea Della Valle3

L'imprenditore vuole passare più tempo a Casette: "Io? Il mio ruolo sarà guardare a strategie, qualche buona idea per far vedere che ancora qualcosa possiamo insegnare”.

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE – Aveva ragione l’azionista che a fine assemblea si è alzato e ha chiesto a Diego Della Valle: “ma è vero che lei sta pensando di fare un passo indietro?”. Mister Tod’s aveva risposto un ‘no’ poco convinto. E oggi, davanti alla platea dell’Università Politecnica delle Marche, durante la sua lectio allo Your Future Festival, ha chiarito la questione: “Entro poco tempo conto di delegare la gestione ordinaria dell'azienda ai nostri uomini, mio fratello Andrea sarà capo di questa struttura. Io? Il mio ruolo sarà guardare a strategie, qualche buona idea per far vedere che ancora qualcosa possiamo insegnare”.

Cambio generazionale, anche se ritardato, per il patron della Tod’s. "Voglio tornare a casa mia il più possibile, a Casette D'Ete” ha ribadito. È stanco, anche se determinato a continuar a far crescere la sua azienda, che viaggia sempre sopra e sotto il miliardo di euro di fatturato. Della Valle, affiancato dal rettore Sauro Longhi, ha ricordato “il non facile 'salto' da "azienda familiare a Gruppo quotato in Borsa. Un passaggio importante anche per non mettere a repentaglio gente che lavora, 13 mila famiglie che si fidano di noi”.

Un passaggio lo ha poi riservato all’Amministratore delegato Umberto Macchi di Cellere: Non abbiamo cercato solo la capacità gestionale ma un uomo che quando entra in azienda si ricorda che c'è gente che ha figli, nonni, gente dignitosa che si fida. Perché anche da noi conta il risultato ma non viene prima del mondo e delle persone che ci circondano”.

Infine, il messaggio a chi produce fuori dall’Italia: “Le cose si possono fare anche qua, nessuno le fa meglio. Può rendere di meno ma gli imprenditori devono avere il dovere e il piacere di tentare di rimanere a casa nostra. Se tutti facessimo conti matematici il Paese rimarrebbe vuoto di tutto e questi 100 ragazzi farebbero fatica a trovare lavoro: mettere le persone al centro delle cose non rallenta la crescita dei gruppi”.

@raffaelevitali

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