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Export e calzature, torna il segno più ma il distretto fermano perde il podio: volano Toscana, Veneto e Lombardia

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“Secondo le ultime rilevazioni del Centro Studi Confindustria Moda, infatti, è di oltre 9,5 miliardi di Euro il valore delle esportazioni a livello nazionale, comprendente sia calzature finite che componentistica (era di circa 9,2 miliardi nel 2016)” spiega Assocalzaturifici.

di Raffaele Vitali

Cresce l’export delle calzature in Italia del 3,4%. I dati di Assocalzaturifici fotografano un settore che torna a respirare. La rincorsa però è più lenta nelle Marche, dove l’export generale cala dell’1,5% (1.431,8 milioni) e quello relativo al mondo delle scarpe si ferma al 15,1% del totale. Una percentuale che fa perdere al distretto il podio a livello nazionale. A sorpassare le Marche è quello lombardo, che sale al 15,3%, dietro al Vento e alla Toscana, regione in cui l’export cresce più del 4%.

“Secondo le ultime rilevazioni del Centro Studi Confindustria Moda per Assocalzaturifici, infatti, è di oltre 9,5 miliardi di Euro il valore delle esportazioni a livello nazionale, comprendente sia calzature finite che componentistica (era di circa 9,2 miliardi nel 2016)” spiega Assocalzaturifici.

Performante è stato, infatti, l’ultimo trimestre dell’anno, che ha visto il calzaturiero segnare un +6,6% tendenziale in valore nell’export, dopo due trimestri poco brillanti (+1,8% il secondo e +1% il terzo). Superiore al 7% l’aumento per Veneto, Toscana e Puglia. “Rispetto all’anno precedente, il discreto risultato dell’ultimo trimestre non evita alle Marche di chiudere l’anno ancora in terreno negativo (-1,5%; era -3,2% nei primi 9 mesi): 2017 deludente, in particolare, per Macerata (-8,9%), mentre “tengono” Fermo (+1,1%) e Ascoli (+0,6%)” si legge nell’analisi dell’associazione guidata dall’elpidiense Annarita Pilotti.

Le prime 10 province esportatrici nel 2017 sono state: Firenze, Treviso, Milano, Fermo, Venezia, Verona, Macerata, Vicenza, Padova, Forlì Cesena. Primi posti immutati nella graduatoria dell’export per provincia, rispetto al 2016, con Firenze (+2,2%, capofila con 1,2 miliardi di euro) seguita da Treviso (+6,2%) e Milano (+7,3%). Macerata (-8,9%) perde una posizione, a causa dei risultati insoddisfacenti in diversi mercati della UE, a vantaggio di Verona (+0,7%), che mostra nel complesso segnali di tenuta (nonostante la debolezza della domanda da parte dei primi suoi due clienti, Germania e Francia) dopo le flessioni del biennio precedente. Vicenza (+3,3%) supera Padova (-0,5%); perde ulteriormente terreno Lucca (quindicesima, con un -11%).

Fermo ha nella Germania e nelal Russia i due riferimenti principali, seguiti da Francia e Svizzera. La Russia appare assai ridimensionata (anche se resta il 6° mercato di destinazione dell’export nazionale): fino al 2014 costituiva il principale sbocco di Marche ed Emilia Romagna. “Anche in virtù del recupero del 2017, le dinamiche dell’export continueranno comunque ad avere nel mercato russo uno dei principali attori: un riferimento importante e sempre sensibile al prodotto italiano, nonostante la crisi di questi anni. Lo dimostrano i risultati dell’ultimo Micam che ha visto una forte crescita dei visitatori provenienti dalla Russia con un +22%, ritornando ad essere il primo paese estero, seguiti dall’Ucraina con +7%” conclude Assocalzaturifici.

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