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Scuole, Asur, "nuovo ospedale, aspettiamo le prossime elezioni per le colonne" e Comuni, "serve personale a Fermo": il trionfo della Cisl

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Cifani, prima di lasciare la parola ai due referenti Capretta e Donati, tocca anche il tema dell’area di crisi complessa. “È una grossa opportunità per cambiare le sorti del territorio, visto che il piccolo è bello non funziona più".

di Raffaele Vitali

FERMO – A tutta Cisl. Il sindacato guidato nella provincia di Fermo da Alfonso Cifani è soddisfatto dopo le elezioni nel comparto scuola e pubblico impiego, dove ha votato il 75%: “Non era semplice confermarsi, anche per la campagna elettorale basata su concetti demagogici e populisti di altre compagini”. E invece nella scuola “siamo il primo sindacato assoluto”, mentre nel pubblico impiego grande risalita “con la conquista di Fermo, dove per la prima volta siamo diventati il riferimento”. Reti importanti di dialogo e contrattazione dietro il successo.

Cifani, prima di lasciare la parola ai due referenti Capretta e Donati, tocca anche il tema dell’area di crisi complessa. “È una grossa opportunità per cambiare le sorti del territorio, visto che il piccolo è bello non funziona più". La crisi ha portato a un cambiamento necessario, da qui l’investimento su formazione, strutture viarie per non finire nel campo dell’assistenzialismo. “Stiamo diventando la locomotiva del sud”.

SCUOLA

Il volto della scuola tra Ascoli e Fermo è Feliciana Capretta: “Abbiamo ottenuto il 43% dei votanti con la lista Cisl Scuola, bissando il risultato del 2015. E siamo anche il primo sindacato in Italia e nelle Marche”. Doppiata la Cgil, che si è fermata poco sopra il 20%. “Una provincia molto frammentata a livello elettorale. Si sono presentati diversi sindacati autonomi, ma non hanno ottenuto quanto sperato. Questa frammentazione dà ancora maggior peso al nostro 43%”. Ventuno le scuole di Fermo, 39 le Rsu elette (53,3% nelle scuole del Fermano) su un totale di 69, tre per scuola, salvo il Montani e il Polo Urbani dove sono 6 i posti e la Cisl ne ha presi 2 e 3. Spicca l’en plein di Montegranaro.

“Se abbiamo vinto è per la nostra presenza nelle scuole, abbiamo partecipato alle contrattazioni di istituto ascoltando sempre i lavoratori di fronte a ogni novità. Premiata anche la nostra consulenza, lo dimostra il fatto che prendiamo voti anche dai non iscritti. E – ribadisce la Capretta – è stata premiata la nostra presa di posizione verso alcuni dirigenti scolastici che considerano il proprio ruolo superiore a quello che è”. Da settembre con il nuovo contratto la Rsu di istituto avrà un ruolo maggiore giusto quindi esserci per affrontare le nuove sfide: “Partire con il rinnovo di contratto è la base, anche se avremmo voluto di più. La questione dei diplomati magistrali è in attesa di una soluzione politica. E poi c’è una crescente conflittualità interna al settore, tra diversi ruoli, che aumenta lo stress lavorativo, questione ora inserita nel nuovo contratto. Se la 107 ha assunto tanti precari, non ha modificato il numero degli alunni per classe che resta alto rendendo più complicata la didattica”.

PUBBLICO IMPIEGO

Sanità, comuni e provincia. La Cisl incassa seggi anche nella PA: “Siamo il primo sindacato nelle Marche” esordisce Giuseppe Donati, segretario Cisl Fp. “Nel Fermano abbiamo fatto il botto. Stravinto nell’Area Vasta 4 con il 42,8% dei votanti (428 contro i 288 della Cgil) e non era scontato”. Sono dieci anni che la Cisl vede sventolare la sua bandiera sul Murri, “nonostante gli attacchi dei sindacati autonomi via social”. In 28 comuni in cui si è presentata, la Cisl ha vinto in 24 amministrazioni. A Fermo 87 voti su 190 totali: “È il nostro risultato più eclatante, considerando che la Cgil si è fermata a 51. Premiata la politica di responsabilità, ma sempre ferma. Una di quelle che non punta sempre a sfasciare il tavolo. Senza accordi non si raggiungono risultati”. Confermati tutti gli enti medi e a Montegranaro “potevamo prenderne ancora di più”, e per la prima volta il controllo dell’Inps. “Non ci era mai capitato di trovarci di poter avere più seggi, ma ci mancavano i candidati”. Non semplice dialogare con i sindaci ma Donati ci prova: “A Fermo, 190 dipendenti, apriamo le trattative: il fondo per il personale è quasi esaurito e non è un dettaglio. Perché nuovi servizi e iniziative potrebbero non prendere mai vita. Dal servizio demografico, passato da 16 a 9 dipendenti, alla ragioneria siamo al limite del sostenibile. Il Comune vorrebbe assumere, ma le norme ancora garantiscono il 20% del turnover”.

Passando alla sanità Donati usa parole semplici: “Noi abbiamo lottato solo per ridare dignità al Fermano. E tolti i proclami, non sta avvenendo. Sul nuovo ospedale, a oggi non se ne parla più quindi aspettiamo la campagna elettorale per vedere le prime colonne. Ma su questo ribadisco che non è quella la soluzione. La struttura conta, il Murri non è più adeguato”. Parla anche dei primari: “Tre nuovi fanno bene, tappano delle buche. Ma Fermo ha una assenza di eccellenze, tolta la gastroenterologia, che ci spinge a inviare pazienti in tutte le Marche. Senza emodinamiche e una cardiochirurgia di livello, ogni volta che potremmo fare un passetto verso l’alto dobbiamo cambiare struttura. Queste sono scelte politiche”. E dire che i numeri, per accrescere i servizi, ci sono: “Non abbiamo l’emodinamica anche se siamo il primo territorio per sindrome coronariche acute” tuona Donati.

La chiusura è politica e tocca a Cifani: “Siamo impegnati con gli altri sindacati nella concertazione sociale. La firma degli accordi sui Bilanci nei comuni è una prova. E il Tavolo per lo Sviluppo della Provincia resta la vera grande novità per portare le istanze su più livello. Se facciamo una concertazione sociale che punta allo sviluppo ha un senso, altrimenti dobbiamo cominciare a ragionare sulla politica assistenzialista. Meno figli, meno immigrati, che non ci vedono più come un territorio dove lavorare, ma sempre più necessità degli adulti di stare vicino ai figli tanto che si arriva alle dimissioni perché le aziende, le grandi in particolare, avversano i part time. Per non arrivare a questo punto bisogna dialogare, abbinare i tempi di vitai tempi di lavoro è fondamentale”.

@raffaelevitali

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