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Scuola e lavoro, binomio possibile: l'82% di chi si diploma all'Its di Fermo è assunto

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Prossimo step avviare un ITS per il settore agroalimentare, puntando sulla crescita e la forza dell’area del sud delle Marche: "Abbiamo già presentato la richiesta di autorizzazione al nuovo corso".

di Raffaele Vitali

FERMO – Lavoro. Una delle parole chiave del presente e del futuro ha un suo sinonimo: Its. “Siamo primi a livello nazionale per il settore moda e primi nelle Marche con i nostri corsi. Ora, grazie alla premialità del Ministero dell’Istruzione, potremo migliorare ancora la nostra offerta formativa”. Andrea Santori, presidente della Fondazione Its che ha sede a Fermo, è soddisfatto. Il viaggio di ritorno da Roma, dove il sottosegretario all’istruzione Gabriele Toccafondi ha presentato i risultati del Monitoraggio nazionale 2018 sulla formazione Terziaria Professionalizzante non universitaria erogata dagli Istituti Tecnici Superiori, è stato gratificante. Prossimo step avviare un ITS per il settore agroalimentare, puntando sulla crescita e la forza dell’area del sud delle Marche: "Abbiamo già presentato la richiesta di autorizzazione al nuovo corso all'assessore regionale Loretta Bravi. Siamo in attesa" ribadisce Santori.

“Gli ITS sono diventati oggi un canale preferenziale per accedere al mondo del lavoro in quanto in grado di sviluppare competenze direttamente collegate agli ambienti reali produttivi. Gli occupati che provengono dagli ITS sono infatti giovani dotati di elevate skills, specialistiche e abilitanti, il mondo del lavoro” sottolinea l’Indire nel suo report. I percorsi hanno una durata biennale o triennale (4/6 semestri – per un totale di 1800/2000 ore), lo stage è obbligatorio per il 30% delle ore complessive e almeno il 50% dei docenti proviene dal mondo del lavoro. Al termine degli studi, l'82,5% dei diplomati negli ITS (Istituti Tecnici Superiori) nel corso del 2016 ha trovato lavoro entro un anno dal diploma, nell'87,3% dei casi è in un'area coerente con il percorso concluso: questi i risultati del monitoraggio realizzato dal Miur e dall’Indire, sotto il coordinamento del presidente Giovanni Biondi. Complessivamente sono stati monitorati, quindi, 2.774 iscritte e iscritti e 113 percorsi erogati da 64 Fondazioni (il 68,82% delle 93 Fondazioni ITS ad oggi costituite). 

FERMO DOMINA LE MARCHE

Nella Regione sono presenti 4 ITS, 1 nell’Area Efficienza Energetica, 1 nell’Area Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali - Turismo e 2 nell’Area Nuove tecnologie per il Made in Italy. Questi ultimi sono attivi nell’ambito Servizi alle imprese e nel Sistema Moda. L’Istituto di Fermo è primo, anche nel 2018, con una valutazione di 83,82 punti su 100. Quello di Ancona si ferma a 42,49, mentre Recanati, che ha due indirizzi, con uno ottiene la premialità raggiungendo 74,55 punti, mentre con il secondo si ferma a 42,43. A livello nazionale l’Its dedicato a progettazione e produzione delle calzature si colloca al quindicesimo posto su 113 corsi ed è il primo in ambito moda a livello di produzione.

SUCCESSO ANNUNCIATO

“Ciascun diploma corrisponde a figure nazionali, a piani di studi definiti con le imprese e a competenze sviluppate nei luoghi di lavoro. Una prima ragione di successo è rappresentata dalla connessione che gli ITS hanno con le imprese, in quanto si collegano a un bisogno reale delle aziende.  Per questo – conclude Andrea Santori, che si complimenta con tutta la squadra guidata dal segretario della Fondazione Daniele Trasatti – ogni biennio viene rinnovato, modificato, integrato dopo un confronto con imprese e docenti. I corsi in questo modo assumono una valenza nazionale, che va ben oltre il distretto calzaturiero e della moda regionale. E a dirlo non sono io, ma il Miur con la sua valutazione che ci permette di continuare a crescere”.

Le diplomate e i diplomati che non hanno trovato lavoro sono 383, di questi 101 si sono iscritti ad un percorso universitario. Quanto alle tipologie di contratto, nel 47,45% dei casi si tratta di contratti a tempo determinato o lavoro autonomo in regime agevolato, nel 29,89% di contratti a tempo indeterminato o lavoro autonomo in regime ordinario e nel 22,65% di contratti di apprendistato.

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