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La dieta mediterranea chiama, la California risponde: studenti dal mondo studiano il Fermano

fermanoalto

E parteciperà la commissione europea. “Perché il nostro è uno sviluppo dal basso e quindi saremo studiati”.

FERMO – Competizione internazionale tra studenti nel segno della dieta mediterranea. ‘Sustainable development goal’ è il filo conduttore della settimana che porterà il mangiare sano nel mondo. Adolfo Leoni, anima del Laboratorio Piceno della dieta mediterranea, ha messo intorno al tavolo Alessio Cavicchi, docente dell’università di Macerata, il dottor Foglini, dietologo, e i sindaci di Porto San Giorgio, Monte Leone, Sana Vittoria, Fermo, Rapagnano e, super ospite, Colin Johnson, dirigente del dipartimento turismo dell’università di San Francisco.

“Il laboratorio della dieta mediterranea è una delle realtà più importanti della provincia. Andiamo oltre il cibo, parliamo di qualcosa che si identifica con i borghi, con il paesaggio, con l’anima del territorio. Come Marcafermana era doveroso essere al fianco di chi valorizza il nostro bello, troppo spesso non conosciuto o sottovalutato” introduce Stefano Pompozzi.

“Noi vogliamo fare rete e se siamo arrivati alla terza edizione della Student Competition che coinvolge dieci università tra Europa e America e cento studenti, si ritrova a Porto San Giorgio e poi va a Montegiorgio, passerà per Santa vittoria, farà tappa a Monteleone e infine chiuderà a Rapagnano è perché ci crediamo. Se tutto questo è possibile è perché Alessio Cavicchi ha creato rapporti con le università straniere”.

I dieci visionari del Laboratorio hanno avuto il merito di dare il ‘la’, un gruppo di sindaci illuminati ha concesso le strutture, Cavicchi ha messo il know how internazionale. Da domai 50 studenti e 20 docenti da 13 paesi diversi entrano in azione.

Il programma

Si parte con un brindisi al teatro, tappa al mercato ittico, dove racconteremo il mare alle 20 di sera. Poi lezione sul palcoscenico del Teatro dell’Aquila. Tappa culinaria, riposo negli agriturismi sparsi nel territorio: questa è una operazione di diffusione e contaminazione. Abbiamo scelto di non metterli tutti in un albergo. Stanno ovunque, da Ortezzano a Servigliano”. Poi incontreranno i produttori e gli artigiani. Infine, metteranno le mani in pasta, perché tutte le sere appuntamento d Benito dove potranno cucinare

I sindaci

Nicola Loira apre le danze: “Un anno fa mettemmo a disposizione il mercato ittico, quest’anno raddoppiamo. Siamo la porta del territorio, della Provincia. Accogliere studenti dal mondo ci affascina. Siamo consapevoli che il valore del territorio, della promozione è forte se fatto in rete. E la rete sarà poi il luogo delle condivisioni delle esperienze dei partecipanti. E lee 600mila visualizzazioni della prima edizione di alcuni post sono il primo biglietto da visita”.

 A Santa Vittoria i momenti sono due: nel teatro del leone per le lezioni e poi dalle monache benedettine. “Ripartire dai teatri, dai borghi è fondamentale. questa terra ferita che si rialza. Non ci piangiamo addosso, a volte affrontiamo i problemi a muso duro, ma perché vogliamo tornare presto competitivi” ribadisce il sindaco Fabrizio Vergari.

Diversa l’esperienza di Monteleone, dove oltre allo studio si vivrà un centro storico animato dai produttori: “Per noi è una opportunità perché cogliamo l’importanza della dieta mediterranea, che è stile di vita per questa terra. vogliamo sempre di più essere protagonisti con il Laboratorio vi corriamo dietro per prendere il più possibile e creare quello che è stato perso negli ultimi anni. Dobbiamo dare una visione al Fermano e partire dalle nostre qualità è fondamentale” spiega il vicesindaco Andrea Valori.

“Qui c’è l’orgoglio di stare insieme per il bene del fermano” chiosa Alberto Scarfini.

Il professore

“Abbiamo scoperto l’acqua calda” è la battuta di Leoni nel lanciare Paolo Foglini. “Il Laboratorio sta diventando oggetto di studio. Noi in questa settimana mostreremo l’accoglienza del reale e per questo abbiamo scelto il meglio. Johnson è stato incuriosito da soggetti che non vogliono vendere niente ma si muovono solo per il bene della conoscenza. Al di là dell’aspetto commerciale, per i produttori, possiamo visitare i teatri di piccoli paesi creati da una intellighenzia illuminata. Porteremo il mondo nei monasteri e nei borghi dove la vita reale esiste”.

Il motore.

Alessio Cavicchi: “Se tutto questo è possibile, non è per l’università, ma per voi che avete avuto l’idea. Noi stiamo dando una prospettiva internazionale e un’apertura a qualcosa di valore sul territorio. La vera cultura siete voi e quello che portate. Per me docente avere persone, imprenditori e associazioni disponibili a camminare insieme è una ricchezza. Noi diamo agli studenti la possibilità di imparare direttamente. Siamo dentro un pic nic: l’università pagale borse pe dormire, i colleghi internazionali arrivano con fondi Erasmus, il professor Johnson vengono con fondi dell’Università americane e restano per due mesi. Questo è un gioco in cui tutti vincono. Vincono gli studenti, vincono i docenti, vincono gli operatori”.

50 studenti nel giro di cinque giorni arrivano a 300mila contatti sui social. La domanda è come rendere questo stabile? “Solo Macerata ha 300 contatti internazionali. Pensate quanti ambasciatori abbiamo sul territorio. Si sommano tanti elementi, avvalorati da qualcosa in più. ho parlato con il network internazionale che per le Nazioni Unite perseguono gli obiettivi di agenda 2020 (abbiamo realizzato un corso online gratuito dove dodici docenti spiegano le sfide del Mediterraneo”.

Un anno fa la decisione di credere nello stile di vita made in Montegiorgio, che viene troppo dato per scontato. “Per questo ho invitato Food Nation, tramite un progetto europeo. Una Ong inglese che fa programmi di educazione alimentare nelle scuole. Una esponente parteciperà e racconterà a tutti gli interessati, può partecipare chi vuole, quello che stanno facendo per combattere l’obesità. Possiamo imparare sule attività di educazione. Ci sono tante iniziative che funzionano e si possono implementare creando una rete di collaborazione”.

E parteciperà la commissione europea. “Perché il nostro è uno sviluppo dal basso e quindi saremo studiati”. Sono una ventina i professori che girano attorno al progetto. Colin Johnson è un mio amico. Insegna alla San Francisco State University, ex direttore del dipartimento di Ospitalità e turismo. “Lui ha preso il dottorato a 47 anni. È un accademico di seconda età, perché prima lavorava come assistente al catering del Manchester United, ha lavorato in Svizzera. Ha visto il mondo dell’agroalimentare dal servizio e studiando ha ridotto il gap tra teoria e pratica”.

Studenti ambasciatori, autofinanziamento, rapporto teoria e pratica, promozione in tempo reale e attraverso la Politecnica monitoraggio in diretta di quello che fanno gli studenti sui social, interazione con docenti internazionali.

La chiusura è la novità: “Sabato 5 gli studenti, dopo che tutti i giorni incontreranno i ‘minori per modo di dire di Leoni’ intervistando gli operatori, ci faranno capire cosa loro hanno colto. L’ultimo giorno presenteranno le loro idee alla giuria della Student competition e poi tutto verrà dato a Marcafermana, Provincia e soggetti vari per fare buone politica” ribadisce Cavicchi.

La chiusura è per il professore americano: “Ho avuto una grande esperienza a livello di ospitalità nelle Marche. Socrate diceva che “l’ospitalità è una virtù” e io nelle Marche ho sperimentato qualcosa che non aveva ancora una scala di valore. Sono arrivato qui dopo essere passato per il Vietnam e l’Argentina, ma è nelle marche che non mi sono sentito un turista, ma parte della comunità. Non lo dico per formalità, anche perché prima di venire qui non sapevo nulla di questa regione”. E invece, è rimasto conquistato: vino, cibo, paesaggio ho fatto una esperienza a tutto tondo che non avrebbe mai immaginato. Crede nel rapporto con l’università di Macerata: “Avete una università locale che fa un lavoro globale. Questo è uno dei progetti, nonostante in America si parli per iperbole, più innovativi che ho visto in 32 anni di docente”.

L’obiettivo ora è di allargare il giro: “Avviciniamo alla Sylicon Valley. Noi possiamo imparare la loro innovazione e loro la nostra gestione dell’area rurale. ‘Le Marche in valigia’ è un esempio, Roberto Ferretti ha già un legame con la California. E poi – conclude Cavicchi - questi sono casi di studio che possono essere pubblicati su riviste accademiche”.

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