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Kazakistan e Kiev, 70milioni di export da difendere. I calzaturieri in viaggio con i campionari

shoesalmaty

Marino Fabiani, imprenditore fermano responsabile per le attività della CSI di Assocalzaturifici è chiaro: “Shoes from Italy resta un appuntamento immancabile nel mercato fashion dell’area".

FERMO – Si riparte. Le valigie non sono state neppure aperte, giusto un attimo per dare aria ai campionari. I calzaturieri da domani saranno protagonisti in Kazakistan, un Paese che rappresenta il secondo mercato dopo la Russia nell’area Csi. Nel 2017 l’Italia ha esportato 338mila paia di scarpe con un +6,9% in valore (24.8 i milioni di export). Dopo Obuv’ Mir Koži, la mostra internazionale della calzatura e degli articoli di pelletteria che si è conclusa il 23 marzo, tra luci e ombre, a Mosca, il mondo di Assocalzaturifici punta su Shoes from Italy Almaty. Tre giorni di riferimento per il mercato euroasiatico. Sono 45 le aziende italiane, di cui cinque legate all’abbigliamento che proveranno a strappare ordini ai buyers di Kazakistan, Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan. Per aiutare gli imprenditori, l’associazione ha organizzato insieme all’Ice l’arrivo di 50 buyer selezionati.

“Il nostro compito è rafforzare l’immagine della nostra manifestazione (il Micam) nel contesto internazionale e, soprattutto, far conoscere all’estero le eccellenze della produzione calzaturiera italiana” sottolinea Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici che crede in Shoes from Italy: “Il mercato centro-asiatico è molto interessante per la calzatura made in Italy”. Tra il Kazakistan che cresce e la Russia che è tornata a respirare, c’è l’Ucraina. Il mondo Assocalzaturifici ci si fermerà il 17 e 18 aprile durante Shoes from Italy Kiev. Una due giorni di b2b dedicato alle aziende calzaturiere e della pelletteria. Sono 16 quelle che hanno già riservato un posto nelal sala espositiva dell’Hyatt Regency Hotel.

Insieme alla Russia, l’Ucraina per anni è stata il traino del distretto fermano-maceratese. Tra guerre e svalutazioni delle monete le due realtà hanno perso peso, senza mai rinunciare al ruolo di leader. Basti dire che i calzaturieri esportano in Ucraina 47,5 milioni di euro, frutto della vendita di 652mila paia di calzature. Diversamente dal Kazakistan, qui il prezzo medio scende dell’1,5% (72,86 euro al paio), ma tornano a crescere gli ordini, seppur dello 0,6%. Marino Fabiani, imprenditore fermano responsabile per le attività della CSI di Assocalzaturifici è chiaro: “Shoes from Italy resta un appuntamento immancabile nel mercato fashion dell’area. Grazie a Ice abbiamo potenziato il programma di incentive dedicato ai migliori buyer del Paese. Il sistema funziona, la prova viene dalla ripresa degli ordinativi che ci obbliga a guardare al futuro con più fiducia e ottimismo”.

Raffaele Vitali

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