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La verve del dottorando D'Erasmo per far crescere il Carducci: "Creiamo un centro di ricerca a Fermo"

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Da studioso mira a creare un competence center: “Non saremo noi a farlo, ma il nostro compito sarà quello di mettere attorno a un tavolo i maggiori attori del territorio per parlare di innovazione. Accrescendo il ruolo di Università e non solo”.

di Raffaele Vitali

FERMO – Passaggio di consegne dentro il Centro Studi Carducci. Si ringiovanisce, lasciando all’ingegnere Guido Tascini il ruolo di presidente onorario. Ora, alla guida del luogo del pensiero economico e sociale fermano, c’è Fabio D’Erasmo, dottorando in Economia Politica.

Una vice donna e combattiva come Silvia Valori: “Entro in un ambiente di persone preparate che sanno come muoversi, avendo ben chiara la situazione della provincia di Fermo, con le sue problematiche e criticità. Il Carducci è un pungolo dell’opinione pubblica a farsi domande utili”. Seconda donna è Titti Coppola alla comunicazione. E poi i membri del consiglio: Paolo Sbattella è il tesoriere, Rizza e Mazzocchetti si occupano della gestione della sede e delle attività, Marco Rotunno è il segretario, il filo conduttore tra il vecchio e il nuovo. “Mi hanno scelto, è un onore, è una sfida. Vorrei far uscire la squadra, andare oltre la mia figura. Questo Centro ha saputo animare e valorizzare le potenzialità e approfondire i rischi del territorio” aggiunge D’Erasmo.

Nel piano del nuovo consiglio c’è il prosieguo sull’informazione sanitaria e la divulgazione legata alle tematiche dello sviluppo economico del territorio. “Analizzeremo l’invecchiamento della popolazione, della disoccupazione tecnologica, della globalizzazione, creeremo un approfondimento sull’agricoltura e l’agroalimentare, sul turismo cercando di animare gli stakeholder dei due distretti fermani” prosegue D’Erasmo.

Da studioso mira a creare un competence center: “Non saremo noi a farlo, ma il nostro compito sarà quello di mettere attorno a un tavolo i maggiori attori del territorio per parlare di innovazione. Accrescendo il ruolo di Università e non solo”. Il tutto partendo dal lascito di Tascini: “Una delle tematiche su cui abbiamo lavorato molto è quella di dotare Fermo di un centro di ricerca. Nel mondo li creano anche i privati, in Italia giocano un ruolo chiave le università e noi con la Politecnica delle Marche abbiamo un legame molto forte, potendo contare su Ingegneria, Medicina e Economia”. Oltre alla Politecnica il nuovo consiglio vuole far crescere i rapporti con l’Istao. E magari conquistare un posto nel Tavolo per lo Sviluppo provinciale: “Per ora contano imprenditori e politici, ma siamo pronti a collaborare” aggiungono Tascini e Marco Rotunno. Anche perché il Carducci può portare anche i legami con università statunitensi e britanniche.

Numerosi gli incontri in corso di organizzazione, con l’intelligenza artificiale e l’industria 4.0. “Noi abbiamo l’obiettivo di costruire partendo anche da quello che non funziona. Vorremmo contribuire a trovare soluzioni, partendo dal tema della disoccupazione giovanile con i laureati che non trovano spazi e dall’evoluzione necessaria della manifattura” ribadisce la Valori.

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