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Ottanta prof delle Superiori in azienda per imparare: scommessa vinta. "L'Alternanza 4.0 di Fermo è un modello nazionale"

gela luciani

“La formazione è un tassello fondamentale per la costruzione di un futuro migliore del nostro territorio. Il sistema dell’Alternanza ha grandi potenzialità. E questo primo corso, durato un mese, ha dimostrato che i margini per crescere sono ampi” spiega Luciani, presindete della Piccola Industria.

FERMO – “Capire come funziona una azienda ascoltando le dinamiche direttamente dai vertici è ben diverso dal leggere sui libri le lezioni di economia aziendale”. Esperienze diverse, porte che si aprono in via esclusiva per far conoscere il mondo che si cela dietro a una medicina, a una oliva, a una scarpa griffata, a una tecnologia da film. Questo hanno vissuto ottanta docenti durante l’intenso mese di Alternanza scuola lavoro che Fabrizio Luciani, presidente della Piccola Industria di Confindustria Centro Adriatico ha realizzato insieme all’Ufficio regionale scolastico.

Undici aziende coinvolte, oltre ottanta docenti di 19 istituti scolastici tra le province di Ascoli Piceno e Fermo e un risultato finale che è andato oltre ogni aspettativa. “Le imprese sono entusiaste e pronte a ripartire con un nuovo ciclo, perché hanno capito la potenzialità di un confronto con i docenti che vanno a formare poi i dipendenti e manager del futuro” commenta Fabrizio Luciani, presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Centro Adriatico, che ringrazia le 11 imprese protagoniste dell’innovativo progetto: Gela Surgelati, HP Composites, Pfizer, Artisans, N. Scatolificio Valtenna, Loriblu, Sabelli, Sigma, Vega, Meccanica H7, Gem Elettronica.

Il meglio delle due province si è messo in mostra per far comprendere agli insegnanti come funzionano le aziende di successo. E soprattutto quello che cercano. Prima del rompete le righe e della pianificazione della seconda edizione, restano due tappe teoriche: il 22 marzo all’Ipsia Guastaferro di San Benedetto del Tronto confronto con la formatrice professionista Maria Grazia Accorsi; il 28 marzo nella sala convegni della Camera di Commercio di Ascoli Piceno, il presidente nazionale della Piccola, Carlo Robiglio, sarà l’ospite del convegno di chiusura, insieme al delegato all’Education e presidente di Fondimpresa, Bruno Scuotto, in cui tutte le parti coinvolte, imprenditori, docenti e ufficio scolastico regionale, porteranno la propria esperienza.

“La formazione è un tassello fondamentale per la costruzione di un futuro migliore del nostro territorio. Il sistema dell’Alternanza ha grandi potenzialità. E questo primo corso, durato un mese, ha dimostrato che i margini per crescere sono ampi” prosegue Luciani, che con questo progetto ha dimostrato che le buone idee non nascono per forza nelle metropoli. ““Una prima volta vincente che ci stimola e ci permette di lavorare su un ampliamento del progetto che ha trovato nel presidente regionale del Comitato Piccola Industria, Diego Mingarelli, il motore per diventare una best practice a livello nazionale. È la riprova che piccolo può essere ancora bello, ma per diventare vincente deve fare rete e ampliare gli orizzonti. Vale per noi imprenditori come vale per studenti e docenti.

Per i docenti l’occasione per valutare i luoghi in cui gli studenti potrebbero passare parte delle 400 ore di Alternanza scuola lavoro previste dal piano studio. “Quando tornano in classe e affrontiamo il debriefing, emergono anche criticità. Sono una piccola parte dell’esperienza, quasi sempre vincente, ma sono anche la parte su cui dobbiamo lavorare per rendere il sistema efficace. Ma prima di oggi per molti di noi era difficile interagire in modo pratico perché non conoscevamo il sistema organizzativo e quindi potenzialmente utile per il ragazzo” raccontano i docenti al termine delle visite-laboratorio. “Quello che nessuno di noi vuole sentirsi più dire è ‘la scuola non ci dà quel che serve al territorio’. Ecco che questo ulteriore step ci permette di creare un legame ancora più forte con il tessuto sociale” chiosa Ugo Filisetti, direttore dell’Ufficio scolastico regionale. “L’obiettivo è comune: una formazione sempre più rispondente alle necessità del territorio in cui i giovani vogliono e devono poter lavorare” conclude Luciani.

@raffaelevitali

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