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Il futuro del Fermano nel digitale: trasformare e innovare. Ricette, stimoli e riflessioni dell'ingegner Ascenzi

digitaltransformation ascenzi

Ogni due settimane, il Chief Technology Officer di Alfa Group affronterà i temi della digital transformation in una rubrica che vuole essere luogo di confronto con il territorio atteso da nuove sfide.

FERMO – Si può innovare, anche partendo da Fermo. La riprova è Gaetano Ascenzi, Chief Technology Officer di Alfa Group ed ex presidente di Confindustria Servizi, esperto di processi di trasformazione digitale in ambito industriale, services, finance, aerospace and defence. Un professionista del mondo digitale da anni impegnato nella realizzazione di sistemi software, un business analist e project manager in progetti di tipo Ict. “Come tanti della mia epoca ho iniziato nel garage di casa perché era l’unico luogo dove era possibile pensare a come cambiare il mondo dalla nostra tastiera”.

L’immagine in stile Steve Jobs, per citare il fondatore dell’Apple, accomuna quelli che troppo spesso, soprattutto in provincia, sono visti come corpi estranei. “Il mondo del garage è cambiato, ma solo nella dimensione: chi è in grado di fare reale cambiamento sono le grandi aziende multinazionali del digitale che avendo bilanci simili a Stati sono ormai in grado di imporre il cambiamento”. Si arriva così alla ‘digital transformation’ (Trasformazione digitale). Per capire questi cambiamenti, dalla prossima settimana, ogni quindici giorni proprio Ascenzi terrà una rubrica sul quotidiano laprovinciadifermo.com “in cui condividere le mie riflessioni con chiunque abbia la curiosità di capire come sta evolvendo il mondo digitale”.

Qualcuno potrebbe obiettare che i bisogni reali della gente sono altri, ma in realtà molti fenomeni che viviamo quotidianamente sono tali grazie al digitale. “Per capire alcuni fenomeni sociali bisogna capire dove sta andando la tecnologia. Per questo nasce questo spazio online. Nasce per cercare di capire come cambia il mondo in funzione del digitale e per creare spunti di riflessione per tentare di adattarci” prosegue l’ingegnere.

Non argomenti troppo tecnici  solo èer addetti ai lavori “ma l’ambizione di condividere con il lettore spaccati di vita quotidiana e riflessioni per capire il mondo che viviamo e soprattutto le tendenze digitali che cambieranno il mondo. Pertanto, ogni intervento partirà da una domanda, spero non banale e soprattutto capace di stimolare la riflessione di tutti. Se poi qualcuno di voi vorrà proporre i propri quesiti (basta inviare una mail a redazione@laprovincadifermo.com) sarò lieto di dare il mio punto di vista”.

Un tentativo, che parte dalla fotografia del territorio fermano: “Bisogna dividere le generazioni. Se parli con chi ha meno di 40anni non senti la differenza nell’affrontare i concetti digitali qui o in Europa. Il problema è che la classe dirigente non è Under 40 ed è ancorata a una risoluzione dei problemi dove il digitale è visto come elemento collaterale, quando potrebbe diventare la chiave di risoluzione. Non c’è ancora la sensibilità di capire se il mondo digitale può trovare chiavi di soluzione al presente. Per come si evolve il mondo, ti dico che se vuoi trovare risposte prima passi dal digitale e poi cerchi nel resto delle possibili soluzioni risolutive. Qui da noi non si ragiona così, anche se poi non è un problema solo del Fermano”.

Un esempio: “Se la mobilità la si è risolta costruendo strade, non è detto che questa sia la soluzione per il futuro. Anzi, vedremo che non avrà senso. Costa meno infrastrutturare il piccolo paese che costruire una nuova strada per arrivare da un’altra parte. Oggi bisogna volare, in cielo e sotto terra con la fibra. Costa meno ed è più efficiente”.

Raffaele Vitali

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