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Colori fluo per l'estate, ma a Milano si vende il montone. Gli imprenditori: "Lineapelle arriva troppo presto"

lineapellesbrolla

Meno italiani e più europei tra gli stand: “La presenza dei visitatori e compratori europei ha dato fiducia ai nostri imprenditori che hanno nell’Europa uno dei mercati principali”. Il pensiero della Santori non differisce da quello di molti imprenditori fermani.

di Raffaele Vitali

MILANO - Colori fosforescenti, ma anche tanto classico, che fa pensare più all’invernale che all’estivo. È questa Lineapelle 94 dove accessoristi e conciari si danno appuntamento due volte l’anno. Girando tra gli stand, un fattore è emerso in modo chiaro: “La richiesta della maggioranza degli accessoristi è di posticipare la data della fiera, possibilmente di un paio di settimane. Le ragioni sono diverse: la prima è che la vicinanza con il Micam disincentiva il ritorno dei buyer italiani, in particolare del sud Italia; la seconda è che i buyer sono ancora concentrati sul campionario invernale e non sono pronti a valutare le collezioni estive; la terza è che una Lineapelle così anticipata funziona solamente per chi lavora con le griffe che già hanno completato le proprie linee e hanno personale da mandare in fiera dedicato all’acquisto e non solo alla vendita” sottolinea Sara Santori, l’imprenditrice di Monte Urano che ha affrontato la sua prima Lineapelle da presidente Unac, Unione nazionale accessori e componenti per calzature.

Meno italiani e più europei tra gli stand: “La presenza dei visitatori e compratori europei ha dato fiducia ai nostri imprenditori che hanno nell’Europa uno dei mercati principali”. Il pensiero della Santori non differisce da quello di molti imprenditori fermani che hanno portato i campionari tra i padiglioni della Fiera di Milano, che siano pelli, fibbie o suole. “Una fiera che funziona, ma sempre più i buyer vengono, guardano, chiedono e poi richiamano dopo qualche settimana. Gli ordini si chiudono, ma con l’invernale ancora nelle menti, in tanti preferiscono aspettare. Gli italiani sono mancati e allora andiamo a prenderli noi nelle prossime settimane” ribadisce Sbrolla, Suolificio Malaspina.

Si sono visti i russi anche a Lineapelle e sono arrivati ordini improvvisi: “E’ caccia al montone con il pelo” spiegano i conciari. E il motivo è semplice: -20 a Mosca e dintorni e quindi nuovi ordini per i calzaturieri che lavorano meglio con le zone oltre Urali, a cominciare dai Bigioni. Ma andando oltre il montone, l’obiettivo della tre giorni era di conquistare il buyer con l’estivo, con i colori fluo, con le pelli naturali. “Cuoio, gomma, materiali extraleggeri, ma uno dei must per la prossima estate sarà il sughero. Cresce l’attenzione per i materiali ecologici e così il sughero diventa una base su cui lavorare inserendo materiali tecnici e morbidi che poi ben si abbinano con tomaie floreali” spiega Angiolo Mannini, dell’omonimo suolificio.

Le parole della presidente seguono quelle dei colleghi associati a Confindustria Centro Adriatico che hanno potuto confrontarsi anche con il direttore Giuseppe Tosi. “Questa fiera è la migliore. Ma è evidente che ormai il mercato viaggi a due velocità: griffe e calzaturieri. Per noi questa edizione ha avuto un valore aggiunto, ovvero l’abbinamento alla settimana della moda” ribadisce Giordani, Conceria Tirrena.

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