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"Qui non c'è l'Atac, ma una azienda sana che dà servizi". La Steat presenta sei nuovi pullman e prepara l'elettrico

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Fermo continua a scontare un rimborso chilometri inferiore a tutte le altre province marchigiane e questo il presidente non lo dimentica. E come potrebbe, avendo di fronte il presidente della Regione Luca Ceriscioli, arrivato a Fermo per brindare a chi crede nella mobilità dolce.

di Raffaele Vitali

FERMO – Tutti in pullman, inizia l’era dei Vivacity. La Steat, il gioiellino della Provincia di Fermo, l’azienda che fa utili e che continua a collegare il più piccolo dei paesini con il capoluogo e la costa, guarda avanti e rinnova il parco mezzi. Sei nuovi autobus da otto metri che gireranno tra Fermo, porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio. “Un investimento importante, gli autobus costano 210mila euro l’uno, reso possibile dal cofinanziamento regionale attraverso fondi Por Fesr” sottolinea Fabiano Alessandrini, presidente dell’azienda che si prepara ad affrontare le gare di gestione senza paura, “basta che la gara ci metta in condizione di dimostrare il nostro valore anche se siamo piccoli”.

Fermo continua a scontare un rimborso chilometri inferiore a tutte le altre province marchigiane e questo il presidente non lo dimentica. E come potrebbe, avendo di fronte il presidente della Regione Luca Ceriscioli, arrivato a Fermo per brindare a chi crede nella mobilità dolce. “Presidente, non chiediamo molto, almeno i 4 centesimi a chilometro che ci differenziano da Ascoli nell’extraurbano”. Sembra poco, ma considerano che i chilometri percorsi ogni anno sono 1milione e 800mila, i conti sono presto fatti.

E più soldi significa più investimenti nel metano, nel dual fuel inventato dalla Steat insieme alla Landi Renzo di Reggio Emilia e, in prospettiva, mezzi elettrici. “Che immaginiamo per Lido Tre Archi, come parte dello sviluppo con il piano periferie che cambierà volto al quartiere” aggiunge Alessandrini cogliendo uno spunto di Paolo Calcinaro, il sindaco che può solo dire grazie “vista anche la navetta gratuita che gira per il centro che dobbiamo solo imparare a usare, a farla diventare un’abitudine per liberare il centro storico dalle auto”.

Si può solo sorridere oggi, guardando quegli autobus incastonati nelal piazza di Fermo. E può solo sorridere Moira Canigola, che della Steat è azionista di maggioranza: “Complimenti alla gestione della Steat, da anni ha avviato una politica di sviluppo. Dimostra che azienda a capitale pubblico sa produrre utili unendo la montagna al mare, rendendo accessibili le scuole a ogni paese, aumentando la qualità della vita del territorio. E ora anche la sicurezza, dopo l’accordo con la Prefettura per sistemi di controllo sulle tratte a rischio”.

Sulle strade si muovono 92 mezzi, di cui 15 a metano. Due depositi, un terzo in costruzione a Piane di Falerone e 107 dipendenti, di cui 85 sono operatori, autisti e affini per capirci. Insomma, non ci son sprechi, considerando che il dirigente è uno solo, il direttore Giuseppe Rutolini, e pure bravo.

“Servizio pubblico è vettore per il turismo, è servizio per studenti e cittadini, è servizio sociale perché partner dei soggetti che non hanno altro modo per raggiungere il posto di lavoro o un ospedale” sottolinea Ceriscioli, che con attenzione legge le slide proiettate da Alessandrini che parlano di successo. “Nelle Marche non c’è l’Atac di Roma, ma aziende pubbliche sane che fanno il loro dovere e fanno quadrare i loro bilanci. Grazie al direttore, agli azionisti, ai dipendenti” la chiusura del presidente Alessandrini che incassa l’applauso anche del sindaco Franchellucci, dell’assessora Luciani, del presidente di Marcafermana Pompozzi, dell’assessore regionale Cesetti e del consigliere Giacinti.

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