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Camera di Commercio di Fermo addio: vince (per ora) il ministro Calenda. Sarà chiusa entro il 2018

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L’operazione per le Marche significa un risparmio di un milione e mezzo di euro. La vera battaglia, per Fermo, ricorso a parte, sarà garantirsi l’azienda speciale per moda e calzature, ma deve superare la concorrenza dell’ex compagna di viaggio Macerata, da tempo ormai passata sull’altra sponda del fiume quando si tratta di muoversi insieme.

FERMO – Addio camera di Commercio di Fermo entro il 2018. A meno che l’ente guidato da Graziano Di Battista non decida di proseguire la difesa della sua autonomia nelle aule di tribunale, ma dovrà decidersi entro 60 giorni. La Camera di Commercio unica regionale è la strada per le Marche dopo che il Consiglio dei Ministri ha sbloccato la situazione autorizzando un nuovo decreto che conferma la riforma di agosto 2017 che, per le Marche, prevede l'accorpamento delle cinque finora attive. “Sarà il progetto centrale di tutte le nostre attività - ha detto il presidente dell'ente di Ancona Giorgio Cataldi - su cui lavoreremo in modo prioritario. Ad Ancona siamo fortemente responsabilizzati perché siamo stati fra coloro che l'hanno voluta, anzi l'abbiamo lanciata. Adesso dobbiamo fare una cosa fatta bene perché ci sono adempimenti complessi da assolvere”.

Dopo il ricorso delle Regioni, ha spiegato Michele De Vita, commissario ad acta per l'unificazione delle Camere di Commercio marchigiane, “la mancata intesa alla Conferenza Stato-Regioni, negli incontri di dicembre e di gennaio, ha consentito al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, di portare la questione all'attenzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri che lo ha autorizzato a riavviare la riforma e ad emettere il nuovo decreto”. Dopo la pubblicazione del decreto, sarà fissato un nuovo termine per l'avvio della procedura, si parla del 10 aprile. Se la data sarà confermata, ci saranno 180 giorni, per legge, per svolgere le procedure elettive dei nuovi organi. Quindi, per quest'anno, le cinque Camere provinciali saranno ancora aperte ma, dopo la nomina del consiglio camerale e del presidente, da gennaio 2019 dovrebbe essere effettivamente costituita la Camera di Commercio unica, che per il numero di aziende rappresentate, sarà la quinta a livello nazionale, subito dietro le città metropolitane, con un peso maggiore anche nelle politiche camerali nazionali.

L’operazione per le Marche significa un risparmio di un milione e mezzo di euro. La vera battaglia, per Fermo, ricorso a parte, sarà garantirsi l’azienda speciale per moda e calzature, ma deve superare la concorrenza dell’ex compagna di viaggio Macerata, da tempo ormai passata sull’altra sponda del fiume quando si tratta di muoversi insieme. Una riforma voluta con forza dal presidnete della Regione Luca Ceriscioli e dall'assessora Manuela Bora, ma contestata fin dall'inzio da Fermo, che chiedeva quantomeno due sedi regionali. Al finaco dei fermani si era schiera Ascoli, poi il cambio di strategia e l'accordo tra i piceni, Pesaro e Ancona.

Raffaele Vitali

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