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Fare rete e investire, così l'area di crisi diventa un volano. Melchiorri: "Importanti misure"

MELCHIORRI CICCOLA

Partendo dalla situazione difficile del calzaturiero, il territorio fermano ora spera in un rilancio collettivo. Almeno di questo è convinto il presidente di Confindustria.

FERMO – Quello che gli imprenditori devono comprendere è che l’istituzione dell’area di crisi complessa è una potenziale grande risorsa per il territorio. Un concetto però che non ha attecchito fino a oggi nel fermano ed è anche per questo che il presidente degli industriali, Giampietro Melchiorri (nella foto con Enrico Ciccola), prova a fare chiarezza. “Trasformare la difficoltà in risorsa”. È una specie di slogan che l’imprenditore calzaturiero partito da Montegranaro per conquistare il mondo, pochi giorni fa era  a Berlino con la sua azienda, vuole far diventare il refrain di tutto il sistema economico.

“Parlare di rilancio economico partendo dall’area di crisi complessa, in discussione al Mise dopo il lavoro fatto dal Tavolo per lo Sviluppo provinciale e la Regione Marche, può sembrare un paradosso, ma dentro questa misura ci sono molte azioni utili a una ripartenza. Nell’immediato avremo ammortizzatori sociali mirati: questa è la risposta, il tampone, per affrontare l’urgenza, ma non è a questo che dobbiamo guardare per superare il fosso”.

Serve però un cambio di cultura imprenditoriale: “L’area di crisi complessa ha in sé strumenti destinati allo sviluppo, di ogni settore. Perché l’area di crisi non porta finanziamenti per chi investe qualche decina di migliaia di euro, ma favorisce chi investe più di un milione e mezzo”. Tanti soldi per la struttura fatta da Pmi che caratterizza il Fermano, ma non è proprio così ascoltando il presidente vicario di Confindustria Centro Adriatico: “In realtà ci sono già imprese pronte a investire, perché abbiamo un comparto tecnologico e meccanico di primo livello. E anche pensando al settore calzaturiero, da cui siamo partiti per avviare questo percorso, abbiamo ottenuto una possibilità: finanziare le reti d’impresa”.

Torna quindi il cambio culturale: “Non va criticata l’area di crisi, ma va capita. Sempre se il Governo accetterà la nostra proposta che permette a più imprenditori di unirsi in un unico progetto che tiene insieme un solettificio e una conceria con un produttore, per fare un esempio. Su questa evoluzione del sistema ‘area di crisi’ il tavolo di confronto avuto con la viceministra Teresa Bellanova ci ha lasciato più di una certezza”. Di fronte a questa possibilità, che dovrebbe diventare certezza prima delle elezioni politiche del 4 marzo, Melchiorri manda un messaggio chiaro agli imprenditori: “Chi è intenzionato a investire in tecnologie e capitale umano, aspetti un mese ancora. Perché l’approvazione permetterà di usufruire di sgravi che arrivano al 30%”.

Ma ne manda uno anche alle istituzioni: “Deve proseguire il pressing politico, da parte dei nostri esponenti in Regione e a Roma che ringrazio ma a cui diremo bravi appena il percorso sarà completato. Per quanto riguarda Confindustria, la nostra azione di lobby sarà costante, in modo da non far cadere nel nulla un percorso avviato da un anno con il Tavolo che per la prima volta ha dimostrato che il territorio fermano sa parlare anche con una voce sola”.  Da parte sua Confindustria ci metterà personale, capacità, conoscenze e supporto al credito, “che è quello che chiedono gli imprenditori”. A questo, dopo la nascita di Centro Adriatico, ai aggiunge un know how di alto livello visto che il Piceno già da tempo è stata inserita in un’area di crisi complessa: “Non va mai dimenticato – conclude Melchiorri – che l’obiettivo degli imprenditori non è risparmiare, ma aumentare il lavoro e quindi assumere, guardando ai bilanci ma soprattutto al benessere del nostro territorio”.

@raffaelevitali

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