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Tod's, il segno meno non se ne va. Riparte la Cina, crolla l'America. Della Valle: "L'e-commerce raddoppia"

Diego Della Valle Andrea Della Valle3

E per fortuna che si è ripresa la Cina, 212 milioni e +0,8%, che è il terzo mercato del gruppo dopo quello italiano, in calo del 4,3% soprattutto per colpa di Hogan che ha perso il 4,8% e del settore calzaturiero, sceso del 4,2 a causa dei ritardi di consegne del primo trimestre dell’anno, e quello europeo che vale 245milioni.

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE - Si può essere sereni di fronte a un -4,1%? Sì, se ti chiami Diego Della Valle e sei convinto che la strategia societaria del gruppo Tod’s sia, alla lunga, vincente. “I risultati ottenuti sono in linea con le nostre attese ed evidenziano dei miglioramenti nell’ultima parte dell’anno. Molto buoni i risultati del marchio Roger Vivier”. Ed è vero, perché il brand francese nel 2017 è cresciuto del 7,8% e con i suoi 179 milioni di euro si avvicina sempre più a Hogan, seconda forza del gruppo dopo Tod’s, che vale 203,9 milioni di euro. In totale, il fatturato consolidato del Gruppo Tod’s ammonta a 963,3 milioni di euro, 40milioni di euro in meno di un anno fa quando il gruppo sfondò il muro del miliardo di fatturato.

“Il 2018 sarà un anno di transizione: la squadra dei manager è molto cambiata e ha iniziato ad operare; credo che nella seconda parte dell’anno cominceremo a vedere i risultati” aggiunge mister Tod’s che deve fronteggiare un mercato che sta cambiando, non solo per il dominio dell’e-commerce. Il mercato americano, su cui Della Valle era stato uno dei primi a investire, si è fermato e ha preso la strada della discesa. In un anno Tod’s ha perso il 19%. E per fortuna che si è ripresa la Cina, 212 milioni e +0,8%, che è il terzo mercato del gruppo dopo quello italiano, in calo del 4,3% soprattutto per colpa di Hogan che ha perso il 4,8% e del settore calzaturiero, sceso del 4,2 a causa dei ritardi di consegne del primo trimestre dell’anno, e quello europeo che vale 245milioni.

“Grande è la nostra attenzione per i nuovi strumenti di comunicazione, soprattutto quelli legati alla rete, così come quella per l’e-commerce, sempre più importante, e riteniamo incoraggiante la crescita a doppia cifra che registriamo, cosa che ci fa ben sperare in uno sviluppo sempre maggiore di questo strumento, che mostra il suo forte potenziale, anche considerando che in certi mercati la distribuzione tradizionale tenderà a non crescere” prosegue Della Valle.

Un’azienda con prodotti consolidati, soprattutto nel settore calzaturiero, che però deve guardare al futuro. “Vogliamo che ogni marchio rispetti appieno i suoi valori e il suo dna, proponendo prodotti assolutamente coerenti con la propria storia di made in Italy e artigianalità, ma con una forte componente di innovazione e di creatività, assolutamente indispensabili per attrarre nuovi consumatori”. Quello che pensare al mondo Tod’s che il futuro sarà migliore l’amministratore delegato lo riassume in poche parole: “Riteniamo che, con la stagione invernale, la nostra struttura produttiva potrà essere considerata finalmente a regime, ai massimi livelli qualitativi, pronta a soddisfare una domanda, che ci aspettiamo sempre maggiore. E il nuovo pop-up store, che faremo girare per il mondo, sarà un ulteriore veicolo di successo”.

Ultimo dato per un 2017 iniziato male e finito in crescita, come il Giappone che è suscito dalla sua personale crisi, è quello relativo alla rete commerciale: “Abbiamo 275 Dos e 112 negozi in franchising, rispetto ai 272 Dos e 107 negozi in franchising di un anno fa”.

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