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Il calzaturiero ci crede. Pilotti: "Poco, ma cresciamo. La ripresa è ancora lontana". Russia bene, crolla il Giappone

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A sostenere il settore è ancora una volta l’export che, dati Istat, cresce del 2,2% in valore e dell’1,4% in quantità. Preoccupa il continuo calo tedesco, -2,9, che non viene compensato da una ripresa, per restare in Europa, della Francia, +0,8%.

di Raffaele Vitali

FERMO – Speranza. Nel giorno in cui Diego Della Valle ha inaugurato la nuova fabbrica che produrrà Tod’s e Hogan ad Arquata del Tronto, la presidente nazionale di Assocalzaturifici, l’elpidiense Annarita Pilotti, traccia un positivo bilancio del 2017, o meglio dei suoi primi nove mesi: “Iniziano a manifestarsi primi timidi segnali di inversione del ciclo. Ma non possiamo cedere a facili entusiasmi: la ripresa, già rilevata in altri settori produttivi nazionali, non è per noi ancora in corso, sebbene le indicazioni confortanti che ricaviamo dai dati dei primi nove mesi ci facciano sperare che la strada imboccata sia quella giusta. Tante sono ancora le imprese in difficoltà”.

I numeri hanno il segno più, ma la crescita è ancora troppo piccola. Infatti, la produzione è cresciuta in media dello 0,7% in volume e del 2,1% in valore, ma la ripartenza è ancora lontana, considerando che il terzo trimestre non ha presentato aumenti di rilievo. A sostenere il settore è ancora una volta l’export che, dati Istat, cresce del 2,2% in valore e dell’1,4% in quantità. Preoccupa il continuo calo tedesco, -2,9, che non viene compensato da una ripresa, per restare in Europa, della Francia, +0,8%.

“Il 2017 è stato un anno caratterizzato anche dal raffreddamento nei prezzi delle esportazioni: dopo la crescita sostenuta degli anni scorsi (aumento superiore al 32% tra il 2011 e il 2016), nei primi otto mesi dell’anno si registra in media un timido +0,8%, con una contrazione non trascurabile in Russia (pari a -7,8%) e trend al ribasso o conservativi in molti altri importanti mercati (europei e non)” aggiunge la Pilotti.

Chi fa sorridere i calzaturieri, in particolare quelli del distretto fermano –maceratese, è la Russia: +28,3% in volume e +18,4% in valore. Ma è tutto il mondo extra Europa a crescere, +4,4% in quantità e +3,6% in valore. Se migliora per numero di ordini l’America, +6%, inizia a calare il Canda, -5,4% “ma siamo ottimisti visto che il dato è precedente la firma dell’accordo di libero scambio Ceta, avvenuta a fine settembre”. Segnali positivi dalla Corea del Sud e dall Cina, +7,6% e +5,5% anche se è calato il valore di due punti. Ma non bastano questi due Paesi per compensare l’importante flessione del Giappone, -12%.

La crescita dell’export ha però permesso di chiudere in attivo il saldo commerciale settoriale che nei primi otto mesi è saluto a 2,97 miliardi di euro (+6,8%). E per fortuna il mondo, perché l’Italia continua a regalare più dolori che gioie: le famiglie italiane sono tornate a comprare, ma la crescita è dello 0,4%, il che significa stallo, considerando che si parte da un livello veramente basso, a parte il settore sneakers che sono cresciute del 4% sul mercato italiano.

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